{"id":25490,"date":"2014-02-27T00:00:00","date_gmt":"2014-02-26T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/crimea-vento-in-poppa-verso-est\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:43","slug":"crimea-vento-in-poppa-verso-est","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/02\/crimea-vento-in-poppa-verso-est\/","title":{"rendered":"Crimea, vento in poppa verso est"},"content":{"rendered":"<p>Mentre a Kiev si rimuovono le stelle a cinque punte dalle guglie dell\u2019edificio che ospita la Rada Suprema, in Crimea si calano le bandiere ucraine e si issano quelle russe. <\/p>\n<p>Ogni ora che passa il quadro sembra sempre pi\u00f9 instabile, e il neo-premier ucraino Arseniy Yatsenyuk ha annunciato che l\u2019Ucraina intende difendere la propria integrit\u00e0 territoriale e far\u00e0 tutto quanto concede la legge per riportare l\u2019ordine in Crimea. A rispondergli sembra il nuovo premier della repubblica autonoma di Crimea, Serghiei Aksionov che ha affermato di considerare il deposto presidente Viktor Ianukovich il &#8220;legittimo&#8221; capo di Stato ucraino.<\/p>\n<p>All\u2019esterno del Parlamento di questa Repubblica autonoma a fronteggiarsi sono due gruppi: i sostenitori dell\u2019Euro-Maidan che vorrebbero il riconoscimento del nuovo governo di Kiev e quelli del \u201cFronte Crimea\u201d, i filorussi che invece gridano al golpe, invocando la protezione della Russia.<\/p>\n<p>Nel centro di Sebastopoli sfilano intanto due carri armati russi inviati da Mosca per proteggere sia la sua flotta nel Mar Nero nell\u2019eventualit\u00e0 di un attacco, sia i cittadini russi di Crimea, da sempre considerati come connazionali all\u2019estero da tutelare.<\/p>\n<p>Il 58% dei cittadini di Crimea \u00e8 infatti di etnia russa, <i>russkie<\/i>, e si differenzia dai russofoni dell\u2019Ucraina dell\u2019est che invece sono detti <i>rossijanye<\/i>, di cittadinanza russa. La restante parte della popolazione \u00e8 per il 24% ucraina e 12% tatara, mentre il russo \u00e8 considerata la lingua madre da tre quarti di essa.<\/p>\n<p><b>Rischio seccessione<\/b><br \/>Con l\u2019inasprirsi della crisi, non \u00e8 pi\u00f9 un tab\u00f9 parlare di secessione. Questa potrebbe partire proprio dalla Crimea, la regione pi\u00f9 russa dell\u2019Ucraina. Per trecento anni i tatari di Crimea rimasero sotto la dominazione ottomana, poi dal 1774 la penisola divenne un vassallo dell\u2019impero russo. Durante la rivoluzione russa, i tatari cercarono senza successo di istituire un khanato indipendente, ma nel 1944 subirono una deportazione di massa a oriente comandata da Stalin.<\/p>\n<p>Ufficialmente in occasione del 300esimo anniversario del trattato di Pereyaslav tra i cosacchi ucraini e la Russia, nel 1954 la Crimea fu ceduta alla repubblica socialista sovietica di Ucraina dal leader sovietico Nikita Krushev. Le ragioni tuttavia, sarebbero state connesse principalmente alla governabilit\u00e0 della penisola, pi\u00f9 facilmente gestibile da Kiev che da Mosca.<\/p>\n<p>In seguito al crollo dell\u2019Urss, l\u2019Ucraina tent\u00f2 una campagna di ucrainizzazione che foment\u00f2 i malumori dei tatari ritornati in Crimea, e la faccenda si concluse con la concessione da parte ucraina dello status di repubblica autonoma.<\/p>\n<p><b>Sebastopoli<\/b><br \/>La Crimea ha sempre rivestito un\u2019importanza strategica. La base navale di Sebastopoli, infatti, ospita circa il 70% della flotta russa e il suo affitto \u00e8 stato rinnovato fino al 2042 in cambio di condizioni pi\u00f9 favorevoli sulle forniture di gas.<\/p>\n<p>La storica ricerca da parte della Russia di uno sbocco sui mari caldi vede il Mar Nero come punto nevralgico non solo per i rapporti commerciali marittimi, ma anche per la proiezione di Mosca nel Mediterraneo e nell\u2019Oceano indiano e per il controllo dell\u2019area caucasica meridionale.<\/p>\n<p>La marina militare russa, inoltre, svolge un ruolo di presidio per il transito dei gasdotti ed \u00e8 pronta a intervenire in caso di eventuali crisi regionali che possano mettere a rischio la sfera di influenza e di sicurezza del Paese.<\/p>\n<p>La situazione economica della Crimea, come del resto quella dell\u2019Ucraina, \u00e8 allo sbando: il declassamento del debito da parte di Standard &#038; Poor&#8217;s da B- a CCC+ \u00e8 gi\u00e0 un dato eloquente. Inoltre, l\u2019\u00e9lite economica \u00e8 parcellizzata e si mostra meno accomodante con l\u2019Unione europea rispetto ai colleghi ucraini che nella seconda met\u00e0 degli anni \u201990 hanno investito nelle localit\u00e0 turistiche di Crimea.<\/p>\n<p><b>Malorossiya <\/b><br \/>Nella regione esiste effettivamente un separatismo locale che reclama l\u2019annessione a Mosca o addirittura uno Stato federativo denominato Malorossiya, Piccola Russia, in unione con l\u2019Ucraina centrale e sudorientale. Tuttavia, nonostante la Duma russa avesse gi\u00e0 dichiarato nullo per incostituzionalit\u00e0 l\u2019atto di cessione della penisola del \u201954, la questione \u00e8 rimasta finora sotto controllo per buona volont\u00e0 delle parti, e l\u2019atto non \u00e8 mai stato formalmente ratificato dal presidente russo.<\/p>\n<p>La recente iniziativa del consolato russo di Sebastopoli di stampare passaporti per tutti gli ucraini di lingua russa, l\u2019elezione nella stessa citt\u00e0 di un sindaco russo, Alexej Chalij e la visita di senatori russi nella regione, non sembrano sufficienti a sostenere un eventuale impegno di Mosca a favore di un\u2019annessione.<\/p>\n<p>Operazioni in grande stile sarebbero troppo impegnative, sia a livello finanziario che militare. Di certo Mosca far\u00e0 leva sulla Crimea e sul prezzo del gas per influenzare la formazione della nuova costituzione, nell\u2019ottica di una federalizzazione dell\u2019Ucraina con importanti concessioni da parte della componente filo-russa del nuovo governo.<\/p>\n<p>Tuttavia, il rischio che la Crimea segua la sorte di Ossezia del Sud, Abkhazia, Transnistria \u00e8 tutt\u2019altro che da sottovalutare.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre a Kiev si rimuovono le stelle a cinque punte dalle guglie dell\u2019edificio che ospita la Rada Suprema, in Crimea si calano le bandiere ucraine e si issano quelle russe. 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