{"id":25530,"date":"2014-03-04T00:00:00","date_gmt":"2014-03-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/russia-in-crimea-contro-il-diritto-internazionale\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:42","slug":"russia-in-crimea-contro-il-diritto-internazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/03\/russia-in-crimea-contro-il-diritto-internazionale\/","title":{"rendered":"Russia in Crimea contro il diritto internazionale"},"content":{"rendered":"<p>Di fronte alle titubanze dell\u2019Occidente e alle reazioni per ora solo verbali, il presidente russo Vladimir Putin \u00e8 prontamente passato all\u2019azione occupando la Crimea, dopo essersi fatto autorizzare dal parlamento russo l\u2019azione militare. <\/p>\n<p>Autorizzazione di ampia portata, poich\u00e9 non \u00e8 limitata alla sola Crimea, ma all\u2019intera Ucraina, il cui nuovo governo non \u00e8 riconosciuto dal Cremlino che continua invece a ritenere il deposto Viktor Yanukovich il legittimo governante. Il che complica ancora di pi\u00f9 la questione e la possibilit\u00e0 di arrivare in tempi brevi a una soluzione negoziata.<\/p>\n<p>Sotto il profilo giuridico, l\u2019invasione russa \u00e8 una chiara violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e dei principi di base dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa che vietano la minaccia e l\u2019uso della forza.<\/p>\n<p><b>Rischio secessione<\/b><br \/>Le motivazioni accampate dalla Russia non reggono. \u00c8 stato invocato il diritto d\u2019intervenire a difesa dei propri connazionali che si trovano nelle basi russe in Crimea. Ma tale diritto, che un tempo era rivendicato solo dagli stati occidentali, non \u00e8 stato esercitato nel caso concreto o \u00e8 stato perseguito in modo abnorme. La dottrina dell\u2019intervento a protezione dei cittadini all\u2019estero prevede che si possa intervenire in territorio altrui quando i propri cittadini siano realmente in pericolo di vita e il sovrano territoriale non voglia o non possa difenderli. Una situazione non ricorrente in Crimea.<\/p>\n<p>Inoltre, in tale tipo d\u2019intervento si salvano i propri cittadini e si riportano in patria e l\u2019azione militare non produce un\u2019occupazione del territorio straniero. L\u2019azione dei militari armati senza mostrine che hanno circondato le basi ucraine in Crimea era chiaramente imputabile alla Federazione russa e non dovuta a forze ribelli locali. <\/p>\n<p>N\u00e9 potrebbe essere invocata l\u2019esimente del consenso delle autorit\u00e0 locali all\u2019intervento. La Crimea non \u00e8 uno stato, ma solo una provincia ucraina, sia pure dotata di ampia autonomia. Fu trasferita all\u2019Ucraina nel 1954, un atto interno all\u2019Unione Sovietica. <\/p>\n<p>Quando l\u2019Ucraina \u00e8 diventata indipendente nel 1991, il suo territorio, come stato sovrano, comprendeva anche la Crimea, tanto \u00e8 vero che la Russia ha negoziato e concluso, nel 1997, un accordo per lo stazionamento della flotta russa del Mar Nero.  Quindi non si potrebbe neppure parlare di riappropriazione di un territorio appartenente alla Federazione russa, tesi che peraltro non \u00e8 stata invocata. <\/p>\n<p>Probabilmente si andr\u00e0 verso la secessione della provincia e la costituzione di un nuovo stato, ma questo difficilmente otterr\u00e0 il riconoscimento da parte della comunit\u00e0 internazionale, essendo la secessione fomentata dall\u2019esterno e ottenuta con l\u2019intervento di una potenza straniera in violazione delle pi\u00f9 elementari regole del diritto internazionale. In questi casi il principio dell\u2019integrit\u00e0 territoriale prevale. <\/p>\n<p>    <b>Legittima difesa collettiva<\/b><br \/>L\u2019Ucraina ha mobilitato le proprie forze armate. Essa ha diritto di esercitare la legittima difesa, come consentito dalla Carta delle Nazioni Unite, diritto che \u00e8 connaturato all\u2019esistenza stessa dello stato e che non richiede, per il suo esercizio, di essere autorizzato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. <\/p>\n<p>Ben vengano le parole di moderazione come quelle espresse dal governo italiano, ma \u00e8 assurdo non ricordare i diritti della vittima dell\u2019aggressione e in particolare che questa pu\u00f2 reagire con la forza armata, quantunque le forze in campo siano incommensurabili.<\/p>\n<p>Alla vittima dell\u2019attacco armato spetta non solo il diritto di legittima difesa individuale, ma anche quella collettiva: terzi stati possono intervenire a suo favore.<\/p>\n<p>La Nato dispone di un meccanismo di legittima difesa collettiva a tutela dei propri membri, nel senso che se uno stato dell\u2019alleanza \u00e8 attaccato gli altri debbono intervenire a suo favore. Questo non \u00e8 il caso dell\u2019Ucraina, che non \u00e8 membro della Nato. <\/p>\n<p>Teoricamente per\u00f2, la Nato, pur non essendovi obbligata,  potrebbe intervenire a favore dell\u2019Ucraina, con una missione decisa dal Consiglio atlantico. Teoricamente, poich\u00e9 nessuno vuole morire per Kiev e infatti la Nato non \u00e8 andata oltre la deplorazione dell\u2019intervento russo e la sua stigmatizzazione come violazione del diritto internazionale. <\/p>\n<p>Il Consiglio di sicurezza Onu (Cds) ha gi\u00e0 tenuto, a porte chiuse, una riunione e il Segretario generale si \u00e8 mobilitato. Le capacit\u00e0 d\u2019intervento sono per\u00f2 limitate. La Russia \u00e8 membro permanente del Consiglio e qualsiasi azione incisiva sarebbe paralizzata dal veto. Per questo motivo il Cds non potrebbe decretare delle sanzioni neppure nella forma blanda di una raccomandazione. <\/p>\n<p>Quanto all\u2019Unione Europea, non vale neppure la pena parlarne. Come dimostrano gli esempi passati, quando si tratta di passare all\u2019azione militare i suoi membri procedono in ordine sparso. Almeno dovrebbe ribadire il diritto alla legittima difesa dell\u2019aggredito!<\/p>\n<p><b>Memorandum di Budapest<\/b><br \/>Il Memorandum di Budapest del 5 dicembre 1994 \u00e8 stato invocato con riferimento alla situazione ucraina, ma in termini errati. Il Memorandum fu concluso da Federazione Russa, Regno Unito, Stati Uniti e Ucraina quando l\u2019Ucraina ader\u00ec al Trattato di non-proliferazione nucleare come stato non nucleare, dopo che l\u2019arsenale atomico che stazionava nel suo territorio, ai tempi dell\u2019Unione Sovietica, fu traferito alla Russia. <\/p>\n<p>Il Memorandum di Budapest riguarda le garanzie di sicurezza negative e positive. I tre stati nucleari s\u2019impegnano a non usare le armi nucleari nei confronti dell\u2019Ucraina e, in caso di aggressione o minaccia di aggressione con armi nucleari, a portare immediatamente la questione dinanzi al Cds per ricevere adeguata assistenza. Vi \u00e8 anche un obbligo di consultazione tra gli stati parti del memorandum, ma solo in caso di minaccia nucleare.<\/p>\n<p>Non \u00e8 il nostro caso. Per\u00f2 il Memorandum una rilevanza indiretta ce l\u2019ha. Si pronuncia infatti per la conservazione dell\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina nell\u2019ambito delle \u201cfrontiere esistenti\u201d. Quindi viene riconosciuta, anche dalla Federazione Russa, l\u2019appartenenza della Crimea all\u2019Ucraina, di cui faceva parte nel 1994.<\/p>\n<p>Non occorre una risoluzione del Cds per raccomandare o decidere sanzioni obbligatorie, quando uno stato si sia reso responsabile di violazioni gravi del diritto internazionale. Le sanzioni possono comprendere il congelamento delle risorse finanziarie, il divieto di import\/export ed anche sanzioni individuali che includono il congelamento di beni e la limitazione dell\u2019ingresso nei territori degli stati partecipanti. <\/p>\n<p>Gli Stati Uniti si sono gi\u00e0 mossi. Per l\u2019Italia e l\u2019Unione europea in genere una politica sanzionatoria solleva problemi politici ed economici di non poco momento. C\u2019\u00e8 da giurare che saranno avanzati dubbi sulla loro efficacia.<\/p>\n<p>     .<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di fronte alle titubanze dell\u2019Occidente e alle reazioni per ora solo verbali, il presidente russo Vladimir Putin \u00e8 prontamente passato all\u2019azione occupando la Crimea, dopo essersi fatto autorizzare dal parlamento russo l\u2019azione militare. 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