{"id":25540,"date":"2014-03-04T00:00:00","date_gmt":"2014-03-03T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tutti-pronti-per-il-risiko-su-kabul\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:42","slug":"tutti-pronti-per-il-risiko-su-kabul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/03\/tutti-pronti-per-il-risiko-su-kabul\/","title":{"rendered":"Tutti pronti per il risiko su Kabul"},"content":{"rendered":"<p>La fine della missione Nato apre nuovi spazi di confronto geopolitico tra le potenze regionali in Afghanistan. In attesa di scoprire se Kabul, dopo le elezioni presidenziali previste per il 5 aprile, sapr\u00e0 riappropriarsi di una politica estera autonoma, lo snodo afghano \u00e8 oggetto delle attenzioni del Golfo e dell\u2019asse russo-cinese. <\/p>\n<p>L\u2019Arabia Saudita (tramite il Pakistan) e l\u2019Iran cercano di condizionare gli assetti etno-confessionali del futuro governo, mentre Russia e Cina tentano &#8211; in seno alla <i>Shanghai Cooperation Organization<\/i> (Sco) &#8211; di arginare l\u2019islamismo militante e la criminalit\u00e0 transnazionale. A sorpresa, il dossier Afghanistan potrebbe diventare, per Washington e Teheran, un terreno di riavvicinamento politico.<\/p>\n<p><b>Arabia-Pakistan vs Iran<\/b><br \/>Riyadh ha due obiettivi: la nascita di un governo afghano ancorato all\u2019Islam sunnita (e all\u2019etnia <i>pashtun<\/i>) e il contenimento dell\u2019influenza iraniana nel paese. I forti legami economici fra il regno degli Al-Sa\u2018ud e i servizi di <i>intelligence <\/i>militare del Pakistan forniscono ai sauditi un canale di accesso privilegiato all\u2019arena politica di Kabul. \u00c8 stata proprio la \u201csaudizzazione\u201d dell\u2019Islam pakistano &#8211; iniziata negli anni settanta &#8211; ad accentuare l\u2019estremismo religioso nell\u2019area Af-Pak, fino a generare il movimento dei talebani. <\/p>\n<p>Per l\u2019Iran, influenzare l\u2019Afghanistan significa poter giocare un\u2019ulteriore carta al tavolo della comunit\u00e0 internazionale, rimarcando quanto la risoluzione dei conflitti regionali passi per Teheran. <\/p>\n<p>Inoltre, la repubblica islamica teme, lungo il suo confine, la proliferazione di narcotraffico, <i>jihadismo <\/i>e conflitti tribali per l\u2019acqua. Oltre che sulla crescente interdipendenza commerciale, gli iraniani possono fare leva sui legami religiosi e linguistico-culturali con le due minoranze afghane, gli <i>hazara<\/i> (sciiti, forse di discendenza mongola) e i tagiki, in prevalenza sunniti che parlano un dialetto persiano, il <i>dari<\/i>; non \u00e8 casuale che l\u2019Iran spinga affinch\u00e9 il governo di Kabul sia rappresentativo delle diversit\u00e0 etno-confessionali.<\/p>\n<p><b>Russia e Cina<\/b><br \/>Vi sono almeno tre ragioni per cui Russia e Cina perseguono una politica assertiva sull\u2019Afghanistan. Esse condividono, nella macroregione euroasiatica, la lotta all\u2019Islam militante e alle pulsioni separatiste, due fattori-minaccia che si intrecciano in Nord Caucaso e nella regione dello Xinjiang (dove vivono gli uiguri, i musulmani cinesi turcofoni). In pi\u00f9, il territorio afghano rappresenta il naturale viatico verso le coste commerciali del mar Arabico; da qui, si prosegue per l\u2019Africa orientale, dove la Cina investe in materie prime. <\/p>\n<p>La Sco &#8211; organismo multilaterale che comprende Russia, Cina e repubbliche centroasiatiche &#8211; ha attivato un \u201cgruppo di contatto\u201d sull\u2019Afghanistan. Nel 2012, Kabul \u00e8 divenuta membro osservatore della Sco (dopo Pakistan, India e Iran). <\/p>\n<p>La sicurezza delle frontiere e il contrasto alla criminalit\u00e0 sono al centro di questo esperimento di regionalismo che ora si propone per\u00f2 di intervenire nella riconciliazione afghana: dopo il dialogo Af-Pak-Cina del dicembre scorso, sar\u00e0 Shanghai a ospitare il prossimo incontro dell\u2019Istanbul Process, inaugurato in Turchia tre anni fa come occasione di <i>confidence-building<\/i> tra le comunit\u00e0 dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p><b>Alleanze multiple di Teheran<\/b><br \/>Sull\u2019Afghanistan, l\u2019Iran dispone di un set di alleanze multiple che lo pongono al centro delle reti negoziali. Nella Sco (che non produce per\u00f2 decisioni vincolanti per i membri), Teheran gioca di sponda con Russia e Cina, le potenze con diritto di veto in Consiglio di Sicurezza dell\u2019Onu. <\/p>\n<p>Nonostante la diffidenza reciproca, gli iraniani e i pakistani cooperano sull\u2019Afghanistan (per esempio costruendo infrastrutture) anche perch\u00e9 condividono un problema: la sicurezza in Baluchistan. La regione, ricca di idrocarburi, si estende in entrambi i paesi: la met\u00e0 dei baluci \u00e8 di etnia <i>pashtun<\/i> e l\u2019assemblea tribale (<i>shura<\/i>) di Quetta \u00e8 il cuore ideologico dell\u2019insorgenza talebana. <\/p>\n<p>Tuttavia, Islamabad guarda ancora con sospetto all\u2019Iran: il rivale dell\u2019alleato saudita \u00e8 anche un grande fornitore di petrolio all\u2019India, primo competitor regionale del Pakistan. Vi \u00e8 poi la Turchia, unico membro Nato e partner Sco, che importa gas dall\u2019Iran; la guerra civile siriana e l\u2019Iraq hanno per\u00f2 deteriorato i rapporti fra Ankara e Teheran, schierate sui due versanti contrapposti di Damasco e oggi riluttanti a collaborare per il futuro dell\u2019Afghanistan.<\/p>\n<p><b>Usa e Iran vicini su Kabul?<\/b><br \/>Gli investimenti in infrastrutture energetiche sul territorio afghano necessitano di una precondizione: la sicurezza. L\u2019energia rischia pertanto di trasformarsi in un\u2019occasione di interdipendenza regionale perduta. Con il ritiro della Nato dal paese sar\u00e0 interessante osservare quale ruolo giocher\u00e0 il forum a trazione russo-cinese, soprattutto se vi sar\u00e0 una presenza militare Usa dopo il 2014, come prevede l\u2019accordo bilaterale di sicurezza approvato dalla<i> loya jirga<\/i> ma che il presidente Karzai non ha firmato.<\/p>\n<p>In questo quadro, le alleanze multiple intessute dall\u2019Iran potrebbero allora rivelarsi cruciali: in pi\u00f9, la Casa Bianca ha un\u2019idea del futuro governo afghano pi\u00f9 somigliante ai desideri di Teheran (esecutivo rappresentativo delle minoranze) che a quelli dell\u2019alleato saudita (governo a forte connotazione islamico sunnita). Dunque, a complicare la visita che a fine marzo il presidente statunitense compir\u00e0 in Arabia Saudita c\u2019\u00e8 anche il nodo di Kabul.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La fine della missione Nato apre nuovi spazi di confronto geopolitico tra le potenze regionali in Afghanistan. In attesa di scoprire se Kabul, dopo le elezioni presidenziali previste per il 5 aprile, sapr\u00e0 riappropriarsi di una politica estera autonoma, lo snodo afghano \u00e8 oggetto delle attenzioni del Golfo e dell\u2019asse russo-cinese. 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