{"id":25550,"date":"2014-03-06T00:00:00","date_gmt":"2014-03-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/alla-canna-del-gas\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:06","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:06","slug":"alla-canna-del-gas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/03\/alla-canna-del-gas\/","title":{"rendered":"Alla canna del gas?"},"content":{"rendered":"<p>Le tensioni tra Russia e Ucraina fanno riemergere nel dibattito europeo e nazionale la questione della sicurezza degli approvvigionamenti energetici russi verso il vecchio continente. <\/p>\n<p>Sebbene il rischio che Mosca decida di usare deliberatamente l\u2019arma energetica, sospendendo le forniture di gas all\u2019Ucraina o irrigidendo la propria posizione sulla questione dei debiti del governo ucraino sui pagamenti delle forniture di gas, sia concreto, l\u2019impatto sull\u2019Italia potrebbe essere meno drammatico del previsto. Almeno nel medio periodo.<\/p>\n<p>Infatti, il mercato europeo del gas \u00e8 attualmente caratterizzato da un eccesso di offerta, causata dal crollo dei consumi &#8211; risultato dell\u2019attuale congiuntura economica e di una stagione invernale particolarmente mite. Anche in vista dell\u2019avvicinarsi della bella stagione, la disponibilit\u00e0 di volumi sul mercato permetterebbe di attutire eventuali ritorsioni da parte del Cremlino.<\/p>\n<p><b>Gazprom e il legame con Mosca<\/b><br \/>La possibilit\u00e0 che Mosca decida si sospendere le esportazioni di gas verso l\u2019Ucraina \u00e8 tutt\u2019altro che remota, come dimostrato dall\u2019esperienza del decennio passato. <\/p>\n<p>Di fronte a una sospensione delle forniture, Kiev &#8211; che dipende per oltre il 50% dei propri consumi dalle forniture di Gazprom &#8211; potrebbe tentare di sottrarre parte dei volumi di gas destinati all\u2019Europa, per utilizzarli sul mercato interno. Inoltre &#8211; conseguenza ben pi\u00f9 grave &#8211; questo potrebbe indurre il Cremlino a ridurre anche le esportazioni destinate ai mercati europei, come accaduto durante la crisi energetica del 2009. <\/p>\n<p>Non \u00e8 poi da sottovalutare la possibilit\u00e0 che &#8211; a causa di un\u2019escalation della violenza militare nel paese &#8211; alcune delle infrastrutture destinate al trasporto del gas vengano attaccate, determinando la sospensione forzata delle forniture attraverso il territorio ucraino. <\/p>\n<p>Attraverso l\u2019Ucraina transita infatti circa il 60% delle esportazioni di gas russo destinato all\u2019Unione europea, pari al 20% dei consumi totali europei. Proprio nel 2013, anche a causa dell\u2019apertura di Mosca alla rinegoziazione dei contratti, le forniture russe verso l\u2019Europa hanno toccato il picco di 135 miliardi di metri cubi, facendo registrare una crescita del 16% rispetto all\u2019anno precedente. <\/p>\n<p>L\u2019Italia, insieme alla Germania, \u00e8 tra i grandi clienti di Gazprom, il cui gas contribuisce a soddisfare il 43% dei consumi interni ed \u00e8 un elemento fondamentale per la capacit\u00e0 di generazione di energia elettrica nazionale.<\/p>\n<p><b>Alternativa algerina<\/b><br \/>La situazione appare meno drammatica del previsto non solo per l\u2019inverno mite che ci lasciamo alle spalle andando verso la primavera, ma anche perch\u00e9 la crisi economica che affligge l\u2019Italia e l\u2019Europa ha determinato una sostanziale riduzione dei consumi. <\/p>\n<p>Nel 2013 i consumi italiani sono scesi a 70 Bcm &#8211; minimo storico dal 2002 &#8211; facendo registrare una contrazione del 7% rispetto all\u2019anno precedente. Le importazioni si sono fermate a 62 Bcm, a fronte di una capacit\u00e0 totale di importazione e stoccaggio che si aggira attorno ai 110 Bcm.<\/p>\n<p>Nel 2013, ad esempio, per divergenze con la compagnia algerina Sonatrach sul prezzo del gas, l\u2019Italia ha ridotto significativamente (-40%) le proprie importazioni dal suo storico partner nordafricano. In caso di esigenza &#8211; magari pagando un premio sui prezzi data la situazione d\u2019emergenza &#8211; le forniture dall\u2019Algeria potrebbero essere incrementate per far fronte all\u2019eventuale sospensioni dei flussi da parte di Gazprom. <\/p>\n<p>Anche gli stessi terminal di liquefazione di gas di Panigaglia e Porto Viro, che hanno lavorato a ritmo ridotto durante il 2013 facendo registrare picchi negativi delle importazioni pari &#8211; rispettivamente &#8211; al 96 e al 13% rispetto al 2012, potrebbero contribuire a soddisfare la domanda.<\/p>\n<p><b>Tap e diversificazione approvvigionamenti<\/b><br \/>L\u2019ennesima crisi tra Mosca e Kiev non pu\u00f2 che far riflettere i decisori politici sull\u2019importanza di azioni decise verso il rafforzamento della diversificazione energetica. <\/p>\n<p>L\u2019Italia, negli anni, ha portato avanti un\u2019ottima politica di diversificazione degli approvvigionamenti nel settore del gas naturale. L\u2019ultimo importante successo \u00e8 stata la decisione del consorzio Shah Deniz II di trasportare il gas dell\u2019Azerbaijan in Italia attraverso il gasdotto Trans Adriatic Pipeline.<\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2, questa scelta di grande valenza strategica per il nostro paese &#8211; il gasdotto porter\u00e0 ulteriori 10 Bcm sul mercato italiano, pari al 15% degli attuali consumi nazionali &#8211; \u00e8 oggi messa a rischio dalla posizione del Comitato tecnico della Regione Puglia che ha espresso il proprio parere negativo sulla realizzazione del progetto. <\/p>\n<p>Spesso, investimenti energetici di natura strategica per il nostro paese vengono messi rallentati o talvolta bloccati da lungaggini burocratiche o da vuoti di potere politico-amministrativi (si veda il caso del rigassificatore di British Gas a Brindisi). <\/p>\n<p>L\u2019attuale situazione in Ucraina, cos\u00ec come in passato le tensioni in Libia, ci devono necessariamente ricordare che un paese dipendente dalle importazioni come il nostro non pu\u00f2 permettersi di perdere <i>asset <\/i>strategici per la propria sicurezza energetica, trovandosi di volta in volta minacciato da eventi geopolitici totalmente al di fuori del controllo nazionale. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tensioni tra Russia e Ucraina fanno riemergere nel dibattito europeo e nazionale la questione della sicurezza degli approvvigionamenti energetici russi verso il vecchio continente. 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