{"id":25560,"date":"2014-03-06T00:00:00","date_gmt":"2014-03-05T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-grande-azzardo-di-putin\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:42","slug":"il-grande-azzardo-di-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/03\/il-grande-azzardo-di-putin\/","title":{"rendered":"Il grande azzardo di Putin"},"content":{"rendered":"<p>Il parlamento regionale della Crimea ha deciso di complicare la vita a tutti, e di aggravare la crisi, votando a favore dell\u2019integrazione della penisola nella Russia, e annunciando un referendum confermativo per met\u00e0 marzo, a condizione naturalmente che Vladimir Putin e la Russia dichiarino il loro accordo. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 mette Putin in difficolt\u00e0 perch\u00e9 pone indirettamente il problema delle altre regioni dell\u2019Ucraina a maggioranza russofona, obbliga il governo di Kiev a reagire e rende pi\u00f9 difficile la soluzione della crisi che sembrava delinearsi con il \u201csoffice\u201d ultimatum europeo alla Russia, che offriva a Mosca la foglia di fico di un \u201cgruppo di contatto\u201d per decidere assieme del futuro dell\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><b>Guerra fredda<\/b><br \/>Molte cose possono quindi ancora andare male e obbligarci ad una sorta di nuova \u201cguerra fredda\u201d. I nazionalismi contrapposti dei militanti russi ed ucraini non sono facili da gestire e possono sempre provocare un pasticcio insanabile. D\u2019altro canto anche Putin potrebbe decidere che il compromesso offertogli \u00e8 insufficiente, o il Consiglio europeo potrebbe veder dissolversi quell\u2019unione apparente di intenti che si \u00e8 sinora coagulata attorno all\u2019iniziativa tedesca.<\/p>\n<p>E infine, tanto per completare il quadro del \u201ccaso peggiore\u201d, una grossa crisi potrebbe scoppiare in qualsiasi momento nel Golfo o nel mar della Cina, rimescolando tutte le carte.<\/p>\n<p>Tuttavia, in questo momento, a bocce ferme, e malgrado la grave provocazione della Crimea, la possibilit\u00e0 che la crisi ucraina possa cominciare a rientrare nei binari della normalit\u00e0 sembra ancora forte. Le cose ancora da decidere &#8211; quale status dare alla Crimea, come formalizzare i rapporti tra Ue e Ucraina, come regolare il triangolo Ue-Ucraina-Russia &#8211; occuperanno a lungo il tempo e l\u2019ingegno di numerosi negoziatori, ma il rischio di uno scontro aperto al centro dell\u2019Europa sembrerebbe recedere.<\/p>\n<p><b>Russia perdente?<\/b><br \/>Se cos\u00ec fosse, ancora una volta, il perdente sarebbe la Russia, anche se dovesse assicurarsi un qualche controllo sulla Crimea e un qualche \u201cdroit de regard\u201d sull\u2019Ucraina. Comunque si rigiri la situazione, infatti, il \u201cgrande disegno\u201d attribuito a Putin di ricostituire un grande spazio strategico, politico ed economico sulle terre dell\u2019ex-Urss, con al centro Mosca, sarebbe fallito, perch\u00e9 non riuscirebbe ad includere l\u2019Ucraina oltre a buona parte del Caucaso, alla Moldova e, ovviamente, alle tre repubbliche baltiche che gi\u00e0 sono parte dell\u2019Ue e della Nato.<\/p>\n<p>In altri termini la Russia non avrebbe \u201cclientes\u201d europei, a parte la Transnistria, l\u2019Armenia e forse la Biellorussia (ma per quanto ancora? Persino Lukaschenko, il padre padrone di Minsk, deve essere rimasto scosso e preoccupato per il trattamento sprezzante riservato da Putin all\u2019ex-presidente ucraino Viktor Ianukovich).<\/p>\n<p>Le ragioni di questa possibile sconfitta non sono ancora chiare, ma si possono fare alcune ipotesi. In primo luogo la crisi finanziaria ucraina, che minaccia soprattutto le banche e l\u2019economia russa: a salvare il salvabile \u00e8 dovuto intervenire con una sua dichiarazione il Fondo monetario internazionale (Fmi), ed ora potrebbero arrivare, se approvati, gli aiuti dell\u2019Ue, ma questo significa che Mosca, oltre ad aver perso uno strumento di pressione, deve anche stare attenta a non aggravare una crisi che le farebbe molto male.<\/p>\n<p>In secondo luogo, l\u2019ipotesi di annettersi la Crimea ha lo svantaggio di aprire il vaso di Pandora delle altre regioni russofone dell\u2019Ucraina: come dire loro di no? E se invece la Russia si imbarcasse in questo smembramento dell\u2019Ucraina, malgrado i solenni impegni internazionali presi nella opposta direzione, come potrebbe evitare l\u2019isolamento, la ghettizzazione e le inevitabili sanzioni? <\/p>\n<p>Non basterebbe certo Gazprom a salvarla e la sua ambizione di ridiventare una grande potenza si allontanerebbe. Addio Europa, il futuro incerto di Mosca si giocherebbe solo in Asia, in un rapporto certo non facile n\u00e9 evidente con la Cina, vera grande potenza globale emergente. <\/p>\n<p>In terzo luogo una simile operazione di smembramento e annessione porterebbe in Russia anche molti problemi economici e politici, incluse nuove minoranze agguerrite e ferocemente contrarie al governo di Mosca. Un cavallo di Troia?<\/p>\n<p><b>Se la crisi rientra<\/b><br \/>Mettiamo dunque che la crisi finisca come vorrebbe l\u2019Ue. Cosa accadr\u00e0 poi? Sul fronte russo, un Putin insoddisfatto e frustrato sarebbe sempre pi\u00f9 convinto della esistenza di un grande complotto occidentale per favorire in ogni occasione i mutamenti di regime; una strategia che, agli occhi di Putin, non pu\u00f2 che mirare, a breve o lungo termine, a Mosca. Sar\u00e0 possibile instaurare con il Cremlino un rapporto pi\u00f9 equilibrato e comprensivo? Sinora l\u2019Occidente non ha compiuto grandi sforzi in questa direzione, ed \u00e8 un peccato.<\/p>\n<p>Sul fronte europeo, l\u2019Ue \u00e8 oggi pi\u00f9 tedesca di ieri, anche in senso politico, e non solo finanziario, e questo non piace molto alla Francia, che per\u00f2 non ha alternative, soprattutto perch\u00e9 il Regno Unito \u00e8 divenuto sostanzialmente un \u201cnon-attore\u201d europeo, privo di idee e di politiche. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 potrebbe aprire qualche spazio per paesi come l\u2019Italia, la Spagna, la Svezia o la Polonia, ammesso che abbiano qualcosa di proporre. <\/p>\n<p>Certamente un\u2019Europa che riuscisse a risolvere la crisi ucraina utilizzando l\u2019appoggio americano, ma di fatto prendendo l\u2019iniziativa, deve poi riuscire a restare all\u2019altezza delle aspettative che suscita, sia ad Est che a Sud, ma per far questo ha bisogno di mobilitare grandi risorse e di uscire dallo schema riduttivo in cui si \u00e8 rinchiusa durante la crisi economica. <\/p>\n<p>\u00c8 una grande sfida cui non sembriamo molto preparati, ma che difficilmente potremo evitare, specie se, in questa occasione, avremo successo.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il parlamento regionale della Crimea ha deciso di complicare la vita a tutti, e di aggravare la crisi, votando a favore dell\u2019integrazione della penisola nella Russia, e annunciando un referendum confermativo per met\u00e0 marzo, a condizione naturalmente che Vladimir Putin e la Russia dichiarino il loro accordo. 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