{"id":25680,"date":"2014-03-17T00:00:00","date_gmt":"2014-03-16T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-non-e-di-assi-che-pokerissimo-e\/"},"modified":"2017-11-03T15:25:02","modified_gmt":"2017-11-03T14:25:02","slug":"se-non-e-di-assi-che-pokerissimo-e","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/03\/se-non-e-di-assi-che-pokerissimo-e\/","title":{"rendered":"Se non \u00e8 di assi, che pokerissimo \u00e8?"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 un po\u2019 un bluff, ma piace e basta ad alzare la temperatura delle elezioni europee del prossimo maggio: spacciata, barando, come l\u2019elezione diretta del presidente della Commissione europea, la designazione dei candidati delle maggiori famiglie politiche europee a quel posto aggiunge il sale di una sfida fra personalit\u00e0 all\u2019insipido confronto fra \u2018euro-tiepidi\u2019 &#8211; ch\u00e9, di questi tempi, di \u2018euro-entusiasti\u2019 \u00e8 difficile trovarne &#8211; e \u2018euro-critici\u2019 o \u2018euro-scettici\u2019.<\/p>\n<p>Dopo primarie, congressi e conciliaboli, i partiti europei calano un pokerissimo d\u2019uomini &#8211; che siano assi, \u00e8 da vedere -; e si tengono una donna nella manica. Alexis Tsipras e verdi a parte, destinati al ruolo di \u2018guastatori\u2019, manca un nome che sia garanzia di svolta economica e di rilancio politico dell\u2019integrazione europea. L\u2019eurocrazia bipolare \u2018popolari &#8211; socialisti\u2019, minacciata dall\u2019euro-scetticismo, s\u2019abbarbica al potere, pronta a giocare a Strasburgo &#8211; ancora?, una persecuzione! &#8211; le grandi intese.<\/p>\n<p><b>Novit\u00e0 nomina presidente della commissione<\/b><br \/>A dieci settimane dalle elezioni europee, popolari, socialisti, liberali e sinistra puntano secco su un campione; i verdi, invece, vanno avanti con una coppia uomo\/donna. I conservatori non avranno un candidato; e neppure gli euro-scettici. Italiani in lizza non ce ne sono, ma Mario Draghi alla presidenza della Banca centrale europea \u00e8 un macigno inamovibile sulla strada di ogni ipotesi di candidatura italiana.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di indicare una preferenza sul prossimo presidente dell\u2019Esecutivo \u00e8 la grande novit\u00e0 delle elezioni europee del prossimo maggio, anche se l\u2019opzione espressa dai cittadini europei non sar\u00e0 vincolante per i capi di Stato e di governo dei Paesi dell\u2019Unione europea che si riuniranno a Bruxelles la sera del 27 maggio -48 ore dopo la chiusura delle urne &#8211; per valutare l\u2019esito del voto ed eventualmente trarne le conseguenze. <\/p>\n<p>La designazione del presidente della Commissione spetta al Consiglio europeo, la cui scelta deve poi essere confermata dall\u2019investitura del Parlamento europeo, che non si pronuncer\u00e0 prima di settembre.<\/p>\n<p><b>L\u2019usato che convince<\/b><br \/>A parte il greco Tsipras, leader di Syriza, che potrebbe uscire dalle europee come prima forza politica greca, e i volti verdi &#8211; un maturo agricoltore francese anti-globalizzazione, Jos\u00e9 Bov\u00e9, 61 anni, sulla breccia dai moti di Montreal, e una fresca ecologista tedesca, Ska Keller, la pi\u00f9 giovane del lotto con i suoi 33 anni -, le famiglie politiche europee tradizionali non hanno puntato su figure emergenti: l\u2019ex premier lussemburghese e presidente dell\u2019Eurogruppo Jean-Claude Juncker, popolare; l\u2019attuale presidente del Parlamento europeo, il tedesco Martin Schulz, socialista; e l\u2019ex premier belga Guy Verhofstadt, liberale. Tutti vengono da paesi fondatori della Cee e protagonisti fin dall\u2019inizio dell\u2019integrazione europea.<\/p>\n<p>La novit\u00e0 del lotto \u00e8 Tsipras: pu\u00f2 ottenere un\u2019affermazione personale, pure in Italia, nonostante la litigiosit\u00e0 della lista che lo sostiene, ma non ha possibilit\u00e0 di spuntarla per la presidenza della Commissione. Ateniese, 40 anni, \u00e8 stato giovane comunista e poi radicale di sinistra: \u00e8 la connotazione del partito che guida, Syriza, euro-critico, ma non euro-scettico, quasi il 27% dei voti alle ultime politiche greche, probabilmente di pi\u00f9 alle prossime europee.<\/p>\n<p><b>Gara a tre: Junker, Schulz e Verhostadt <\/b><br \/>La partita vera si gioca tra Junker, Schulz e Verhostadt, senza escludere che possa, alla fine, saltare fuori un outsider, specie se dalle urne uscisse una situazione d\u2019equilibrio fra popolari e socialisti, com\u2019\u00e8 possibile.<\/p>\n<p>I tre battistrada sono tutti intorno ai sessant\u2019anni (rispettivamente, 60, 59 e 61 anni &#8211; e il pi\u00f9 anziano pare il pi\u00f9 giovane) e sono tutti da tanto tempo sulla scena politica europea da essere considerati dei veterani e, per quanto riguarda Juncker, addirittura un sopravvissuto &#8211; \u00e8 un doppio ex: ex premier lussemburghese, con un\u2019anzianit\u00e0 di servizio da fare invidia a Helmut Kohl (dal 1995 al 2013), ed ex presidente dell\u2019Eurogruppo.<\/p>\n<p>Dopo l\u2019estromissione dalla guida dell\u2019Eurogruppo, un suo feudo dalla sua creazione nel 2005, e dopo la crisi politica granducale, che gli \u00e8 costata il posto da premier, anche se il suo partito ha rivinto le elezioni, Juncker pareva fuori gioco. Il campo dei popolari, inizialmente ingombro di candidati, s\u2019\u00e8 per\u00f2 ridotto, alla fine, a un duello tra lui e il commissario ed ex ministro francese Michel Barnier. L\u2019ha spuntata Junker, forte dell\u2019appoggio della Cdu tedesca, di cui parla la stessa lingua, in politica, in economia, nel sociale.<\/p>\n<p>L\u2019avversario pi\u00f9 pericoloso \u00e8 Schulz, che viene da Hehlrath. Socialdemocratico, sindaco a 31 anni nella Renania settentrionale &#8211; Westfalia, \u00e8 deputato a Strasburgo dal 1994: nel 2000, \u00e8 presidente della delegazione dei socialdemocratici tedeschi; quattro anni dopo guida il gruppo socialista; nel gennaio 2012 diviene presidente dell\u2019Assemblea. Schulz \u00e8 un monumento alla liturgia politica europea, ma, in Italia, fino a poco tempo fa, era noto soprattutto perch\u00e9 l\u2019allora premier Silvio Berlusconi, infastidito dalle sue critiche, gli diede del kap\u00f2 in aula.<\/p>\n<p>Verhofstad, fiammingo di Gand, ha una carriera politica essenzialmente nazionale, essendo riuscito &#8211; lui, liberale &#8211; a diventare premier di un paese da generazioni spartito tra cristiano-sociali e socialisti. In Europa, Verhofstadt c\u2019\u00e8 dal 2009, europarlamentare e presidente del gruppo politico Alde.<\/p>\n<p>Dei tre, Verhofstadt \u00e8 l\u2019unico federalista, Schulz sarebbe forse garante di una nuova alleanza tra Commissione e Parlamento, Juncker appare un uomo del Consiglio, avendone fatto parte ininterrottamente per un quarto di secolo.<\/p>\n<p><b>Il conflitto d\u2019interessi della Merkel<\/b><br \/>Dal punto di vista della nazionalit\u00e0, la Germania non ha pi\u00f9 avuto un presidente dell\u2019Esecutivo dopo il primo, che fu Walter Hallstein &#8211; \u00e8 passato oltre mezzo secolo; il Belgio non l\u2019ha pi\u00f9 avuto da Jean Rey, il successore di Hallstein; invece, il Lussemburgo ne ha gi\u00e0 collezionati due, Gaston Thorn, liberale, e Jacques Santer, popolare. Entrambi si rivelarono inadeguati: Thorn non fu confermato, dopo un quadriennio paralizzato dal \u2018problema britannico\u2019; Santer dovette addirittura lasciare in anticipo, travolto dagli scandali del suo Esecutivo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista politico, potr\u00e0 suscitare qualche curiosit\u00e0 il \u2018conflitto d\u2019interessi\u2019 della cancelliera tedesca Angela Merkel: come popolare, sostiene Juncker, che \u00e8 abbastanza tedesco del suo; come tedesca, non dovrebbe essere troppo ostile a Schulz, tanto pi\u00f9 che i socialdemocratici sono suoi alleati nell\u2019attuale coalizione. Certo, il garbuglio sarebbe stato maggiore se il Partito popolare europeo avesse puntato sul francese Michel Barnier: il presidente Fran\u00e7ois Hollande e la cancelliera Merkel si sarebbero trovati a sostenere candidati incrociati.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 un po\u2019 un bluff, ma piace e basta ad alzare la temperatura delle elezioni europee del prossimo maggio: spacciata, barando, come l\u2019elezione diretta del presidente della Commissione europea, la designazione dei candidati delle maggiori famiglie politiche europee a quel posto aggiunge il sale di una sfida fra personalit\u00e0 all\u2019insipido confronto fra \u2018euro-tiepidi\u2019 &#8211; ch\u00e9, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[85,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25680"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25680"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25680\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62589,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25680\/revisions\/62589"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25680"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25680"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25680"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}