{"id":25790,"date":"2014-03-24T00:00:00","date_gmt":"2014-03-23T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/produrre-un-libro-bianco-istruzioni-per-gli-operatori\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:59","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:59","slug":"produrre-un-libro-bianco-istruzioni-per-gli-operatori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/03\/produrre-un-libro-bianco-istruzioni-per-gli-operatori\/","title":{"rendered":"Produrre un Libro Bianco, istruzioni per gli operatori"},"content":{"rendered":"<p>Il Consiglio Supremo di Difesa ha deciso di varare un nuovo \u201cLibro Bianco\u201d , che delinei un profilo completo e coerente della politica di difesa italiana (ed europea) e serva da falsariga per la riforma delle Forze Armate. \u00c8 una decisione importante, che per\u00f2 non sar\u00e0 facile attuare in modo serio.<\/p>\n<p>In Italia abbiamo avuto vari tentativi di produrre un libro bianco della difesa, in genere tutti miseramente falliti, con la sola parziale eccezione di quello a suo tempo (1985-86) prodotto quando Giovanni Spadolini si trov\u00f2 alla testa della Difesa. Quel (parziale) successo fu dovuto ad una felice combinazione di cooperazione tra il Gabinetto del ministro e un piccolo gruppo di esperti civili, che riuscirono a \u201ccortocircuitare\u201d, in parte, la macchina amministrativa.<\/p>\n<p>Di grande aiuto fu il fatto che quel ministro della Difesa non riteneva di dover rendere conto a nessuno, salvo forse il Presidente della Repubblica, di quello che faceva, per cui il lavoro prosegu\u00ec indisturbato. Da ultimo fu un successo parziale perch\u00e9 gli estensori dovettero comunque tener conto della natura delle Forze Armate italiane e soprattutto della struttura della Nato, fortemente mutuata dal modello americano, che in sostanza prevedeva che ogni Forza Armata, di terra, di mare o dell\u2019aria, combattesse la sua eventuale guerra in modo autonomo, per cui ogni tentativo di integrare e unificare i comandi e le operazioni era fortemente limitato in partenza. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che il seme fu comunque gettato (con la individuazione di cinque \u201cmissioni interforze\u201d, tra le quali due lo erano realmente, e si rivelarono all\u2019atto pratico le pi\u00f9 rilevanti sul piano operativo) e riusc\u00ec a dare i suoi frutti dalla fine degli anni Novanta, con la creazione di un vero Capo di Stato Maggiore della Difesa, un vero Comando Operativo Interforze, eccetera.<\/p>\n<p><b>LB nella realt\u00e0 politica interna e esterna<\/b><br \/>Un Libro Bianco quindi pu\u00f2 essere utile ed importante, ma deve essere pensato per innovare e provocare, non per servire come mediocre strumento propagandistico o per esprimere il consenso medio maturato nell\u2019amministrazione. Se fa solo queste cose \u00e8 semplicemente uno spreco di tempo e di carta. <\/p>\n<p>Allo stesso tempo un Libro Bianco deve esprimere la volont\u00e0 politica del Governo, poich\u00e9 le sue formulazioni dovranno essere accettate e difese in sede politica, mentre le sue scelte dovranno diventare la falsariga su cui impostare la futura pianificazione della spesa e delle riforme necessarie.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa quindi che il Libro Bianco non pu\u00f2 ignorare il quadro politico e le posizioni dei vari gruppi. Tuttavia non pu\u00f2 essere semplicemente il prodotto di un compromesso tra politici: deve avere una pi\u00f9 alta coerenza analitica e propositiva. <\/p>\n<p>Se il Governo non accetter\u00e0 le proposte degli estensori, dovr\u00e0 essere in grado di spiegare perch\u00e9 e trovare soluzioni alternative ugualmente soddisfacenti. In altre parole un Libro Bianco di peso non ignora la realt\u00e0 politica, ma la mette alla prova. In questa direzione, ad esempio \u00e8 andata la Francia, i cui due ultimi Libri Bianchi sono stati scritti da Commissioni create ad hoc, direttamente responsabili nei confronti del vertice politico.<\/p>\n<p>Un Libro Bianco deve cominciare con il delineare le caratteristiche del quadro strategico (non solo le \u201cminacce\u201d o i \u201crischi\u201d cui \u00e8 esposto il paese, ma anche il quadro delle alleanze, degli impegni presi, delle possibili sinergie, eccetera) e deve poi stabilire quali siano le priorit\u00e0 cui si deve fare fronte. <\/p>\n<p>\u00c8 infatti del tutto improbabile che un paese come l\u2019Italia possa pretendere di bloccare ogni minaccia e ogni rischio: deve quindi decidere cosa \u00e8 veramente importante e cosa lo \u00e8 meno, e proporre le soluzioni coerenti con tale scelta. <\/p>\n<p>Malgrado il diverso peso specifico della difesa francese (che include anche la dimensione nucleare nazionale indipendente) rispetto a quella italiana, pu\u00f2 essere utile ricordare come anche i Libri Bianchi prodotti in Francia abbiano sottolineato la centralit\u00e0 e l\u2019importanza dell\u2019integrazione europea, oltre che dell\u2019Alleanza Atlantica. <\/p>\n<p>Qualsivoglia politica e strategia italiana devono essere concepite per inserirsi pienamente in tale quadro: l\u2019unico che pu\u00f2 anche garantirne il successo in caso di gravi crisi. Si tratta quindi di stabilire quale contributo potremo dare e cosa dobbiamo chiedere in cambio. Se lo scambio sar\u00e0 equo, esso sorregger\u00e0 anche l\u2019autorevolezza italiana nelle sedi decisionali comuni.<\/p>\n<p><b>LB come strumento di pianificazione<\/b><br \/>Un Libro Bianco \u00e8 anche uno strumento di pianificazione amministrativa, finanziaria e di bilancio. Esso deve quindi calcolare le risorse necessarie, valutare le risorse disponibili e proporre la strada migliore per cercare di conciliare al meglio risorse quasi certamente insufficienti con i bisogni da soddisfare per poter attuare la strategia prevista. <\/p>\n<p>E naturalmente questo non pu\u00f2 essere stabilito sulla base del bilancio di un anno, o neanche di tre, ma quanto meno di un decennio (anche se poi le programmazioni annuali e triennali dovranno modulare tale quadro adattandolo al mutare delle circostanze): una volta approvato, ove il Governo o il Parlamento volessero mutare significativamente una tale pianificazione dovrebbero spiegare come e perch\u00e9, assumendosi la diretta responsabilit\u00e0 delle scelte che ne conseguiranno. Eventualmente produrre un nuovo Libro Bianco.<\/p>\n<p>Il gruppo di lavoro dovrebbe quindi essere direttamente collegato con il vertice politico, ed avere un rapporto quanto pi\u00f9 possibile libero di costrizioni con l\u2019amministrazione. Esso sar\u00e0 tenuto alla riservatezza ed eventualmente al segreto, ma deve poter ottenere tutte le informazioni necessarie per svolgere il suo lavoro. <\/p>\n<p>Poich\u00e9 ci\u00f2 sar\u00e0 tutt\u2019altro che evidente, il gruppo dovr\u00e0 avere la collaborazione diretta e continuativa di rappresentanti personali dei vari Capi di Stato Maggiore, del Gabinetto del ministro e del Segretario generale, ma sarebbe probabilmente molto utile mantenere anche un rapporto stretto con la Presidenza della Repubblica, in particolare con il Consiglio Supremo della Difesa.<\/p>\n<p><b>Cooperazione tra dicasteri<\/b><br \/>Infine, il comunicato del Consiglio richiede un Libro Bianco circoscritto alla Difesa, e questo potrebbe rivelarsi un problema, poich\u00e9 ormai la distinzione tra sicurezza e difesa si \u00e8 fatta sempre pi\u00f9 evanescente sul terreno, ma resta forte sul piano amministrativo e delle competenze governative. <\/p>\n<p>Il Libro Bianco francese coniuga ormai insieme i due termini. L\u2019Unione europea, pur puntando ad una Politica di Difesa europea, di fatto si \u00e8 soprattutto esercitata nell\u2019area della sicurezza. La natura duale di buona parte delle tecnologie usate per la difesa e per la sicurezza, rende pi\u00f9 forte tale commistione. <\/p>\n<p>Bisognerebbe quindi valutare la situazione anche dal punto di vista italiano. Ci\u00f2 naturalmente potrebbe complicare la vita al gruppo di lavoro, costringendolo a cercare la cooperazione di altri dicasteri, come soprattutto quello dell\u2019Interno e quelli da cui dipendono altri Corpi armati dello Stato (anche se in molti casi potrebbe essere sufficiente una collaborazione diretta con tali Corpi). Ci\u00f2 potrebbe richiedere l\u2019attenzione della Presidenza del Consiglio, oltre che di quella della Repubblica.<\/p>\n<p>Nel complesso per\u00f2 spetta in primo luogo al ministro della Difesa fissare i paletti, stabilire il gruppo di lavoro e assicurare il rispetto delle regole che possono consentire l\u2019elaborazione di un prodotto realmente utile ed innovativo. <\/p>\n<p>Egli dovr\u00e0 certo consultarsi con la Presidenza della Repubblica, con quella del Consiglio e con il suo collega degli Esteri, cos\u00ec come indicato dal Comunicato del Consiglio Supremo di Difesa, ma il Libro Bianco riguarda in primo luogo la sua sfera di competenza e le sue responsabilit\u00e0. \u00c8 una sua creatura, e come tale ha tutto l\u2019interesse a far s\u00ec che esso sia un successo.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Consiglio Supremo di Difesa ha deciso di varare un nuovo \u201cLibro Bianco\u201d , che delinei un profilo completo e coerente della politica di difesa italiana (ed europea) e serva da falsariga per la riforma delle Forze Armate. \u00c8 una decisione importante, che per\u00f2 non sar\u00e0 facile attuare in modo serio. 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