{"id":25830,"date":"2014-03-26T00:00:00","date_gmt":"2014-03-25T23:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/roma-tace-sulle-violazioni-lungo-il-nilo\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:58","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:58","slug":"roma-tace-sulle-violazioni-lungo-il-nilo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/03\/roma-tace-sulle-violazioni-lungo-il-nilo\/","title":{"rendered":"Roma tace sulle violazioni lungo il Nilo"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 passato quasi inosservato, concentrati come siamo sulla crisi ucraina (che sta oscurando \u201cprimavere arabe\u201d e persino tragedie siriane) che l\u2019Italia non ha aderito alla dichiarazione congiunta che 27 paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Francia e la maggioranza degli europei hanno sottoscritto il 7 marzo nell\u2019ambito dei lavori del Consiglio Diritti umani (Cdu) a Ginevra per segnalare viva preoccupazione per le violazioni dei diritti umani in corso in Egitto nei confronti di attivisti, media, societ\u00e0 civile.<\/p>\n<p>L\u2019allarme \u00e8 stato alimentato da talune Organizzazioni non governative (Ong) con particolare riferimento ai processi a carico di una ventina di giornalisti di Al-Jazeera, accusati di aver diffuso notizie false e di aver relazioni con gruppi terroristici. <\/p>\n<p>I termini della dichiarazione sono piuttosto prudenti, e si mantengono entro i parametri di un \u201cconstructive engagement\u201d. <\/p>\n<p>N\u00e9 il testo si discosta molto da quanto sottolineato con toni altrettanto prudenti dalle conclusioni del Consiglio Affari esteri di fine febbraio. I cui contenuti sono comunque piuttosto chiari e non certo rituali: le Autorit\u00e0 provvisorie, si legge, dovrebbero garantire la protezione dei civili nel pieno rispetto dei diritti umani e delle libert\u00e0 fondamentali, l\u2019Unione ribadisce la profonda preoccupazione per le restrizioni imposte alla societ\u00e0 civile, intende monitorare attentamente i procedimenti giudiziari in corso a carico di Ong, esorta a risolvere l\u2019attuale situazione in modo tempestivo e costruttivo. <\/p>\n<p>Rilievi, raccomandazioni, incoraggiamento a cambiare rotta. Gli stessi che ritroviamo nelle prese di posizione del Parlamento europeo.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia osserva al-Sisi  <\/b><br \/>Si pu\u00f2 immaginare che da parte italiana si sia considerato che a cos\u00ec breve distanza dall\u2019unanime richiamo della Ue non fosse necessario ribadire gli stessi punti in sede Cdu anche se, si sa, <i>repetita juvant<\/i>. <\/p>\n<p>Si pu\u00f2 anche pensare che alla vigilia di elezioni presidenziali non si sia giudicato opportuno scaricare altre parole sulle Autorit\u00e0 interinali, il governo di Ibrahim Al-Mahlab, premier appena subentrato a Hazem Al-Beblawi, e in particolare sul futuro candidato ministro della difesa Abdel Fattah al-Sisi, essendogli il messaggio gi\u00e0 chiaro. <\/p>\n<p>O che gli attivisti in questione non  fossero a loro volta da considerare propriamente accreditati in termini di democrazia. Si pu\u00f2 infine speculare che lo scenario egiziano sia considerato talmente grave da necessitare una \u2018mano forte\u2019 che si faccia carico di reprimere le istanze estreme che infestano il paese, e di collaborare il pi\u00f9 rapidamente possibile per mettere ordine nei flussi migratori del Mediterraneo. <\/p>\n<p>Non disturbare il manovratore. Sicurezza, first. Sono in molti del resto a ritenere che le priorit\u00e0 in Egitto riguardino una <i>governance<\/i> efficiente piuttosto che una piena democrazia, come se i due aspetti non potessero andare di pari passo o non fossero addirittura complementari.<\/p>\n<p>Ci siamo cos\u00ec risparmiati la reazione di forte irritazione della replica egiziana. Non \u00e8 la prima volta, perch\u00e9 reazioni di fastidio si erano avute in precedenza, da ultimo in occasione della citate raccomandazioni Ue di febbraio.<\/p>\n<p>Ma questa volta l\u2019Egitto ha mutuato argomenti di solito utilizzati da paesi refrattari a qualsiasi monitoraggio internazionale e prigionieri di un\u2019ottica involutiva e di un approccio molto critico nei confronti dell\u2019Occidente: superficialit\u00e0 nel sottostimare il fattore terrorismo, e soprattutto inaccettabile interferenza nella sfera della sovranit\u00e0 nazionale, e doppio standard di giudizio.<\/p>\n<p>I 27, dicono le autorit\u00e0 egiziane, guardino piuttosto ai comportamenti razzisti e repressivi che sono all\u2019ordine del giorno nella propria politica interna ed estera. I rapporti bilaterali con questi paesi non saranno privi di conseguenze ove la posizione non venga corretta.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha optato per dissociarsi dai grandi partner europei e dai tradizionali <i>like-minded<\/i>, inclusi gli Stati Uniti, e per unirsi a un circuito di paesi dell\u2019Europa mediterranea, Grecia, Spagna, Cipro, Malta (la Francia si sarebbe sfilata all\u2019ultimo momento): preoccupazione per un potenziale impatto negativo sul tragitto delle relazioni bilaterali? <\/p>\n<p>Ricerca di una scelta di coerenza con la proclamata centralit\u00e0 del Mediterraneo nella politica europea? Un segnale quindi di assertivit\u00e0 verso un\u2019Europa nordico-continentale troppo poco attenta alla sponda sud? Assertivit\u00e0 cos\u00ec forte da contribuire con il proprio peso ad accentuare la divisione interna dell\u2019Unione e distanziarsi dai grandi partner europei e non? <\/p>\n<p><b>Vigilanza del Consiglio Diritti umani <\/b><br \/>L\u2019insofferenza dell\u2019Egitto costituisce nondimeno una reazione problematica, considerando che formulare raccomandazioni rientra nella normale logica dei meccanismi di vigilanza del Cdu, e che il paese rimane un riferimento prioritario per altri, non solo arabi, che potrebbero ritenerlo una sponda per reclamare impunit\u00e0 anche per scenari pi\u00f9 gravi.<\/p>\n<p>    \u00c8 indubbio che le autorit\u00e0 egiziane stiano confrontando una realt\u00e0 molto complessa. Come pure che il paese sia fondamentale per i futuri equilibri nel Mediterraneo, punto di riferimento e partner indispensabile nel vicinato ed oltre. <\/p>\n<p>Ma \u00e8 anche vero che il rispetto dei diritti umani in tutte le sue componenti  \u00e8 centrale in ogni operazione di<i> institution-building<\/i>, di ripresa economica, di pacificazione. Che inclusione e riconciliazione sono passaggi  fondamentali per la stabilit\u00e0 e lo sviluppo di questo come di altri Paesi. <\/p>\n<p>Che media e societ\u00e0 civile dovrebbero essere co-protagonisti  di ogni processo di stabilizzazione democratica. Che, pensando all\u2019Egitto e al Mediterraneo come al cuore dell\u2019Europa e dell\u2019Italia, soprassedere a violazioni di diritti fondamentali perpetrate in nome della sicurezza, magari considerandole una sgradevole necessit\u00e0 dettata da circostanze eccezionali, rischia di ripercorrere strade gi\u00e0 note che oggi si dimostrano improponibili. <\/p>\n<p>Deve essere possibile guardare ai processi di transizione nella sponda sud con approccio dialogante e grande rispetto, senza perdere chiarezza di visione quanto alla direzione di marcia.<\/p>\n<p><b>Condanna a morte di 529 attivisti pro Mursi<\/b><br \/>Ora attendiamo il programma di lavoro di al-Sisi in vista delle presidenziali. Nel mezzo di scontri di piazza e devastazioni, con il corredo di arresti e feriti, e di tribunali alacremente alle prese con una miriade di processi, a distribuire sentenze capitali (da ultimo ben 529 nei confronti di attivisti a sostegno del presidente islamista deposto Mohammed Mursi!). I primi annunci prospettano la ricostruzione di uno stato moderno, lotta alla discriminazione e promozione della libert\u00e0 di espressione e di religione.<\/p>\n<p> Ma le premesse non sono confortanti. Sapr\u00e0 l\u2019Ue rimanere compatta e trovare gli strumenti per un\u2019assistenza generosa, leale, lungimirante? <\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 passato quasi inosservato, concentrati come siamo sulla crisi ucraina (che sta oscurando \u201cprimavere arabe\u201d e persino tragedie siriane) che l\u2019Italia non ha aderito alla dichiarazione congiunta che 27 paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Francia e la maggioranza degli europei hanno sottoscritto il 7 marzo nell\u2019ambito dei lavori del Consiglio Diritti umani [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[142,83,124,99],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25830"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=25830"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25830\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62990,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/25830\/revisions\/62990"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=25830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=25830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=25830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}