{"id":25870,"date":"2014-03-31T00:00:00","date_gmt":"2014-03-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/dopo-il-referendum-altri-quesiti\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:57","slug":"dopo-il-referendum-altri-quesiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/03\/dopo-il-referendum-altri-quesiti\/","title":{"rendered":"Dopo il referendum, altri quesiti"},"content":{"rendered":"<p>Paese preciso fino alla meticolosit\u00e0, la Svizzera sta gestendo con iniziative metodiche e puntigliose le conseguenze del referendum del 9 febbraio sui rapporti con l\u2019Unione europea (Ue) e con gli stati membri vicini pi\u00f9 interessati alla libera circolazione delle persone. <\/p>\n<p>Dopo la votazione, scartata Roma per la crisi politica, i governanti svizzeri si sono recati a Berlino, Bruxelles e Parigi per rassicurare che poco cambier\u00e0 nei rapporti con l\u2019Ue. Poco cambia, beninteso nel rispetto del risultato che comporta una modifica costituzionale da attuare nell\u2019arco di tre anni. Un periodo di tempo che Berna spera di utilizzare interamente, al fine di mettere a punto una <i>exit strategy<\/i> adeguata sia sotto il profilo esterno che della compatibilit\u00e0 interna.<\/p>\n<p><b>Accordo sulla libera circolazione delle persone<\/b><br \/>Il Consiglio federale (governo) ha tre anni di tempo per sottoporre al Parlamento gli strumenti legislativi di attuazione: e cio\u00e8 tetti massimi e contingenti annuali da applicare a tutti i permessi per gli stranieri, inclusi i frontalieri e i richiedenti asilo. <\/p>\n<p>Quote e contingenti vanno commisurati al fabbisogno globale e degli interessi dell\u2019economia domestica. Si aggiunga la rigida applicazione della preferenza nazionale sul mercato del lavoro. Il che significa che il datore di lavoro potr\u00e0 rivolgersi al candidato straniero solo se mancano i candidati nazionali a quel determinato impiego. <\/p>\n<p>Nei tre anni andranno rinegoziati i trattati internazionali in contrasto con tali criteri: in questo ambito ricade l\u2019accordo sulla libera circolazione delle persone con l\u2019Ue (Alcp).<\/p>\n<p>Il Consiglio Ue replica che, quale che sia la posizione del governo di Berna, da sempre contrario al referendum, esso deve vegliare affinch\u00e9 il diritto <i>in fieri<\/i> non pregiudichi il complesso degli impegni con la stessa Ue. Ci\u00f2 in quanto \u201cle quattro libert\u00e0 fondamentali sono parte integrante delle relazioni Ue &#8211; Svizzera e mercato interno ed i quattro pilastri sono indivisibili\u201d. <\/p>\n<p>Tradotto in termini che suonano preoccupanti agli ambienti economici: se cade la libera circolazione delle persone, o viene seriamente limitata, cadono le altre tre libert\u00e0 grazie alle quali il sistema svizzero, in piena crisi europea, ha macinato e macina indici positivi. <\/p>\n<p>La Segreteria di stato dell\u2019economia misura nel 2% la crescita 2013, prevede il 2,2% nel 2014 e il 2,7% nel 2015. Il tasso di disoccupazione 2013 \u00e8 del 3,2% nella Confederazione e del 4,5% in Ticino. Secondo la Segreteria, la voce del commercio estero \u201cpotrebbe tornare a dare impulsi positivi e rinvigorire la gi\u00e0 robusta domanda interna\u201d. <\/p>\n<p>Lo scenario che si prefigura conferma la crescita e il suo collegamento alla proiezione esterna del sistema, ma rischia di restare una speranza se si limita l\u2019accesso al mercato europeo, che gi\u00e0 oggi assorbe il 70% delle esportazioni svizzere.<\/p>\n<p>A fronte di queste cifre, i settori gi\u00e0 contrari al referendum, ma responsabili di una campagna elettorale sotto tono avendo dato per scontata la loro vittoria, si muovono per richiamare l\u2019attenzione del governo sulle conseguenze di una rottura comunque mascherata con l\u2019Ue. <\/p>\n<p>Le zone pi\u00f9 dinamiche, a cominciare dalla \u201cinternazionale\u201d Repubblica di Ginevra, possono tollerare contingenti e tetti per gli altri, e se proprio si devono applicare a tutti, quelli per la Repubblica devono essere tali da non colpire l\u2019economia locale, fortemente tributaria agli stranieri di Francia.<\/p>\n<p><b>Frontalieri<\/b><br \/>Ecco un altro paradosso della situazione attuale: i frontalieri verso i quali si applicherebbero le nuove misure sono solo formalmente stranieri, mentre sotto il profilo culturale e linguistico sono del tutto assimilabili ai cittadini. <\/p>\n<p>Nella Svizzera romanda affluiscono i francesi, nella Svizzera alemanna i tedeschi, nella Svizzera italiana gli italiani. L\u2019opinione pubblica non respinge \u201cl\u2019altro\u201d in quanto diverso, ma in quanto concorrente sul mercato del lavoro. Questo vale per i <i>ressortissants<\/i> dei vecchi stati membri Ue, meno per i cittadini dei nuovi stati membri e dei richiedenti asilo.<\/p>\n<p>A proposito dei nuovi stati membri, il primo assaggio della nuova dimensione \u00e8 dato dal rifiuto svizzero, almeno finora, di firmare il protocollo che estende l\u2019Alpc alla Croazia. Un atteggiamento inaccettabile per l\u2019Unione a Ventotto ed un argomento in pi\u00f9 nella discussione sui profili generali dell\u2019Alcp.<\/p>\n<p><b>Accordo sul quadro istituzionale <\/b><br \/>La macchina europea continua il suo corso e arriva a maturazione il mandato che il Consiglio conferisce alla Commissione per negoziare l\u2019accordo sul quadro istituzionale con la Svizzera, l\u2019accordo degli accordi che mira a dare organicit\u00e0 alla pletora di intese settoriali che legano le parti e che fanno ritenere la Confederazione, almeno fino al 9 febbraio, come un paese terzo talmente prossimo all\u2019Ue da condividere davvero tutto salvo le istituzioni. <\/p>\n<p>Vi \u00e8 pure chi prospetta l\u2019adesione a termine del paese, ma si tratta di voci solitarie di europeisti visionari. Se non altro si trovano in compagnia di precedenti illustri. Visionario era pure Altiero Spinelli a Ventotene, eppure ebbe ed ha ragione.<\/p>\n<p>Con ogni probabilit\u00e0 il mandato negoziale sar\u00e0 adottato col <i>caveat<\/i> di una dichiarazione con cui l\u2019Unione ribadisce l\u2019indivisibilit\u00e0 delle quattro libert\u00e0 ed esprime sostegno alla Croazia.<\/p>\n<p>Sugli sviluppi della situazione influir\u00e0 il successo della desistenza che il governo pratica verso i settori parlamentari che, all\u2019origine del referendum, ora vogliono monetizzare la vittoria. Ci sono tre anni di tempo per trovare una soluzione &#8211; questo risponde l\u2019esecutivo alle interpellanze.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paese preciso fino alla meticolosit\u00e0, la Svizzera sta gestendo con iniziative metodiche e puntigliose le conseguenze del referendum del 9 febbraio sui rapporti con l\u2019Unione europea (Ue) e con gli stati membri vicini pi\u00f9 interessati alla libera circolazione delle persone. 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