{"id":25890,"date":"2014-03-31T00:00:00","date_gmt":"2014-03-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/risposta-italiana-alle-calamita-naturali\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:57","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:57","slug":"risposta-italiana-alle-calamita-naturali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/03\/risposta-italiana-alle-calamita-naturali\/","title":{"rendered":"Risposta italiana alle calamit\u00e0 naturali"},"content":{"rendered":"<p>Nel campo della sicurezza dei cittadini l\u2019Italia ha un ruolo in Europa maggiore di quanto sembri. Cos\u00ec come l\u2019Ue ha sostenuto la risposta italiana ai recenti disastri naturali pi\u00f9 di quanto ne fosse a conoscenza l\u2019opinione pubblica. <\/p>\n<p>Negli ultimi anni l\u2019Italia \u00e8 stata spesso colpita da disastri naturali e antropici, basti ricordare tra questi i terremoti dell\u2019Aquila nel 2009 e dell\u2019Emilia Romagna nel 2012, o il deragliamento di Viareggio nel 2009. Questi eventi hanno portato l\u2019attenzione sui meccanismi di gestione delle crisi a livello nazionale nonch\u00e9 sull\u2019importanza di un\u2019azione coordinata in ambito Ue al fine di rendere la risposta alle emergenze pi\u00f9 efficace. <\/p>\n<p>Il funzionamento del sistema italiano di risposta a crisi quali epidemie e disastri naturali (terremoti, incendi, alluvioni, frane, ecc), incidenti industriali e nel settore dei trasporti, danni alle infrastrutture critiche (es. blackout), nonch\u00e9 atti terroristici \u00e8 stato oggetto di uno studio IAI che sar\u00e0 presentato al pubblico durante una <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/pdf\/convegni\/sicurezza-civile_140403.pdf\" target= \"blank\"><b><u> conferenza a Roma il 3 aprile<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p>La ricerca ha analizzato gli aspetti caratterizzanti il sistema nazionale cosiddetto di \u201csicurezza civile\u201d, l\u2019interazione tra questo e altri Paesi nell\u2019ambito di accordi multilaterali e bilaterali, nonch\u00e9 il livello europeo ed in particolare il ruolo dell\u2019Ue in materia. <\/p>\n<p><b>Italia e cooperazione transfrontaliera<\/b><br \/>Sia i singoli Stati membri che l\u2019Unione sono sempre pi\u00f9 impegnati a migliorare la risposta alle suddette crisi e minacce, e tale impegno si concretizza anche in diverse forme di assistenza e cooperazione cui i Paesi europei prendono parte. <\/p>\n<p>L\u2019Italia, oltre alla cooperazione in ambito Consiglio d\u2019Europa, Ue, Nato, Osce, e Onu, ha preso parte a numerosi progetti con Paesi confinanti e non. Tra questi, vanno ricordati ad esempio il progetto Picrit (Protezione delle infrastrutture con rilevanza transfrontaliera) volto a trovare misure efficaci per affrontare i rischi naturali che colpiscono le aree transfrontaliere di Italia e Francia, e il progetto Fire (Force d\u2019intervention rapide europ\u00e9enne) promosso nel quadro del Meccanismo europeo di protezione civile. <\/p>\n<p>L\u2019Italia ha inoltre partecipato ad altri progetti specifici dell\u2019area mediterranea come Pprd-South Euromed (Programme for Prevention, Preparedness and Response to Natural and Man-made Disasters) o alle iniziative dell\u2019Adriatic-Ionian Initiative (Aii). A livello bilaterale, l\u2019Italia ha concluso accordi con 25 paesi, inclusi Stati membri dell\u2019Ue e non. <\/p>\n<p>Va segnalato inoltre che la cooperazione transfrontaliera pu\u00f2 avvenire non solo a livello nazionale ma anche a livello locale. Infatti anche province e regioni possono avviare progetti per il potenziamento delle attivit\u00e0 di preparazione e risposta focalizzate su aree geografiche specifiche: \u00e8 il caso, ad esempio, della Regione Autonoma della Valle d\u2019Aosta che ha partecipato al programma Alcotra 2007-2013 (Alpi Latine cooperazione transfrontaliera) per il monitoraggio di eventi sismici, rischi tecnologici e minacce di tipo Nbcr (nucleare, biologico, chimico, radiologico). <\/p>\n<p>Oltre a promuovere progetti comuni, tali iniziative prevedono una concreta assistenza tra i soggetti che vi aderiscono, ad esempio tramite l\u2019invio di equipaggiamento o personale di supporto alla gestione di un\u2019emergenza.<\/p>\n<p><b>L\u2019Italia e il meccanismo europeo di protezione civile<\/b><br \/>Parallelamente all\u2019attivit\u00e0 e al ruolo svolto nella cooperazione transfrontaliera, il sistema italiano di sicurezza civile agisce in ambito europeo sia come beneficiario sia come contributore attivo. <\/p>\n<p>Lo <a href= \"http:\/\/www.iai.it\/content.asp?langid=1&#038;contentid=1073\" target= \"blank\"><b><u> studio IAI<\/u><\/b><\/a> indica ad esempio che tra il 2007 e il 2012 l\u2019Italia ha attivato 9 volte il Meccanismo europeo di protezione civile al verificarsi di particolari disastri naturali, come terremoti, alluvioni o incendi boschivi, che hanno richiesto un supporto specifico da parte degli strumenti Ue, o di altri Stati membri dell\u2019Unione come Francia e Spagna.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha anche ricevuto notevoli aiuti economici dal Fondo di solidariet\u00e0 dell\u2019Ue per fronteggiare i terremoti dell\u2019Emilia-Romagna e dell\u2019Aquila, risultando tra i principali beneficiari del Fondo: nel primo caso, lo stanziamento \u00e8 stato di 670 milioni di euro, la maggiore somma mai messa a disposizione in risposta a disastri naturali dall\u2019istituzione del Fondo stesso nel 2002. <\/p>\n<p>Nel caso del terremoto in Abruzzo del 2009, il Fondo ha concesso aiuti pari a 493,8 milioni di euro, destinati a finanziare le operazioni di soccorso e i principali progetti edilizi per gestire l\u2019emergenza abitativa della popolazione della zona dell\u2019Aquila. <\/p>\n<p>Se quindi l\u2019Italia ha beneficiato in modo rilevante dello strumento europeo, si pu\u00f2 dire altrettanto in merito al suo contributo, avvenuto soprattutto in termini di formazione, esercitazioni, programmi di scambio tra esperti e partecipazione alle attivit\u00e0 organizzate dagli Stati partecipanti e cofinanziate dalla Commissione europea. <\/p>\n<p>Ne sono un esempio l\u2019assistenza che l\u2019Italia ha fornito e fornisce ad altri Paesi dell\u2019Unione oppure la partecipazione, il coordinamento e l\u2019organizzazione di una serie di esercitazioni tenute a livello europeo, come Eu Terex in Toscana del 2010 &#8211; coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile &#8211; Twist e Eu Taranis entrambe avvenute nel 2013. <\/p>\n<p>   In un\u2019ottica pi\u00f9 ampia, il ruolo di coordinamento e supporto nel settore della sicurezza civile da parte dell\u2019Ue \u00e8 via via aumentato e maturato nel tempo. A tale azione sempre pi\u00f9 importante non corrisponde tuttavia una visibilit\u00e0 altrettanto rilevante in termini di opinione pubblica. <\/p>\n<p>Infatti, secondo la rilevazione dell\u2019Eurobarometro 393 del giugno 2012, i cittadini europei, compresi quelli italiani, non sembrano per nulla o quasi consapevoli n\u00e9 del ruolo di coordinamento dell\u2019Unione n\u00e9 delle attivit\u00e0 europee di protezione civile. Sebbene la visibilit\u00e0 del livello europeo in questo ambito sia carente, la maggioranza dei cittadini italiani ed europei \u00e8 convinta che un\u2019azione coordinata dell\u2019Ue per affrontare le suddette crisi sia pi\u00f9 efficace delle azioni individuali dei singoli Stati membri.<\/p>\n<p>In questo senso, una maggiore comprensione e cooperazione tra l\u2019Unione e i governi, nonch\u00e9 tra enti di diversi Stati membri, potrebbe contribuire a indirizzare meglio gli sforzi a livello nazionale ed europeo in un settore cosi importante e sensibile per la sicurezza dei cittadini.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel campo della sicurezza dei cittadini l\u2019Italia ha un ruolo in Europa maggiore di quanto sembri. Cos\u00ec come l\u2019Ue ha sostenuto la risposta italiana ai recenti disastri naturali pi\u00f9 di quanto ne fosse a conoscenza l\u2019opinione pubblica. 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