{"id":25900,"date":"2014-04-01T00:00:00","date_gmt":"2014-03-31T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/per-i-fucilieri-di-marina-meglio-diplomazia-che-arbitrato\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:56","slug":"per-i-fucilieri-di-marina-meglio-diplomazia-che-arbitrato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/per-i-fucilieri-di-marina-meglio-diplomazia-che-arbitrato\/","title":{"rendered":"Per i fucilieri di marina meglio diplomazia che arbitrato"},"content":{"rendered":"<p>Dopo aver escluso l\u2019applicazione della legge antiterrorismo al caso dei due Mar\u00f2, la Corte suprema indiana ha ammesso il ricorso italiano volto ad impedire che la polizia dell\u2019antiterrorismo (Nia, National Investigation Agency) prosegua le indagini e formuli i capi di accusa.<\/p>\n<p>La Corte suprema si \u00e8 per\u00f2 riservata di udire le controparti e ha fissato una nuova udienza tra quattro settimane. Con il rischio che il periodo feriale prolunghi di nuovo una decisione sulla vicenda.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 questo il punto. Occorre finalmente chiarire se l\u2019Italia voglia difendersi nel processo oppure dal processo. Finora ha contestato la giurisdizione indiana nel processo, presentandosi alle udienze insieme ai due fucilieri di marina e di tanto in tanto ha sollevato la questione nei fori internazionali, ma senza ottenere risultati rilevanti.<\/p>\n<p>Ora si punta sull\u2019internazionalizzazione della vicenda e addirittura si adombra qualche mossa \u201csegreta\u201d, che le autorit\u00e0 competenti non hanno voluto rivelare per evitare di fornire all\u2019India la possibilit\u00e0 di preparare una contromossa!<\/p>\n<p>Cosa vuol dire in concreto internazionalizzazione della vicenda?<\/p>\n<p><b>Difendersi dal processo indiano<\/b><br \/>In primo luogo, il rifiuto di presentarsi alle udienze di fronte alla Corte suprema o di fronte ad altro tribunale indiano. \u201cNessun processino\u201d, ha dichiarato il rappresentante speciale del governo italiano. Mettersi su questa strada significa non solo impedire che i due fucilieri si presentino in tribunale, ma anche ordinare che essi non si presentino pi\u00f9 alle autorit\u00e0 indiane per la firma settimanale. <\/p>\n<p>Questo, ovviamente, potrebbe comportare la revoca della libert\u00e0 di movimento di cui attualmente godono. I Mar\u00f2, quindi, dovrebbero starsene chiusi nella nostra ambasciata, luogo sicuro, dal momento che gli indiani non oserebbero invaderne i locali come fecero gli iraniani nel 1979 nei confronti dei locali diplomatici degli Stati Uniti a Teheran. <\/p>\n<p>Non credo, d\u2019altro canto, che l\u2019India acconsentirebbe all\u2019invio dei due Mar\u00f2 in Italia in attesa che si definisca la vicenda, come ha chiesto a gran voce il nostro governo. <\/p>\n<p>Una volta rifiutato il processo in India, l\u2019internazionalizzazione ha davanti due strade: l\u2019arbitrato internazionale o il negoziato diplomatico, da condurre in un quadro multilaterale. Ambedue dovrebbero stabilire a chi spetti la giurisdizione, senza entrare nel merito della vicenda, senza stabilire cio\u00e8 se i due fucilieri siano effettivamente responsabili della morte dei pescatori indiani.<\/p>\n<p><b>Arbitrato internazionale<\/b><br \/>L\u2019arbitrato \u00e8 quello previsto dall\u2019Annesso VII alla Convenzione del diritto del mare. Omettendo i dettagli tecnici, esso potrebbe essere azionato dall\u2019Italia mediante un ricorso unilaterale. Nello stesso tempo l\u2019Italia potrebbe chiedere al Tribunale internazionale del diritto del mare (Amburgo) una misura provvisoria volta al ritorno in patria dei due mar\u00f2 in attesa della decisione finale. <\/p>\n<p>Richiesta sul cui esito positivo sono da nutrire seri dubbi, ma vorremmo essere smentiti. Quanto al Tribunale arbitrale, si tratta di un collegio di cinque giudici, due dei quali possono avere la nazionalit\u00e0 delle parti, cui spetta la nomina; gli altri tre stranieri, tranne che si decida diversamente.<\/p>\n<p>L\u2019annesso prevede una procedura in caso di stallo, incluso l\u2019intervento del Presidente del Tribunale del diritto del mare. L\u2019appello \u00e8 escluso, ma le parti potrebbero preliminarmente ammetterlo. La Corte permanente di arbitrato, con sede all\u2019Aja, potrebbe fungere da ufficio di cancelleria e mettere a disposizione le proprie \u201cfacilities\u201d, inclusi i locali.<\/p>\n<p>Gli handicap dell\u2019arbitrato sono due: il merito e i tempi della procedura.<\/p>\n<p>Le argomentazioni italiane fanno essenzialmente perno su due punti: il fatto che la sparatoria sia avvenuta in alto mare e l\u2019immunit\u00e0 funzionale dei due mar\u00f2. La prima argomentazione \u00e8 debole. Esiste un concorso di giurisdizione poich\u00e9 le vittime sono di nazionalit\u00e0 indiana ed \u00e8 speciosa l\u2019argomentazione secondo cui la giurisdizione spetti esclusivamente all\u2019Italia, come sarebbe avvenuto se si fosse trattato di collisione o altro incidente della navigazione. <\/p>\n<p>La seconda argomentazione \u00e8 invece quella pi\u00f9 convincente. I due Mar\u00f2, anche se imbarcati su nave commerciale, hanno agito per una funzione pubblica e i loro atti devono essere imputati allo stato italiano che, eventualmente, ne risponder\u00e0 secondo canoni della responsabilit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019unico problema \u00e8 che si tratta di norma consuetudinaria, quindi non scritta, e che la questione dell\u2019immunit\u00e0 funzionale \u00e8 attualmente allo studio della Commissione del diritto internazionale delle Nazione Unite.<\/p>\n<p>Il secondo handicap dell\u2019arbitrato riguarda il tempo. Finora sono stati azionati nove procedimenti arbitrali nel quadro della Convenzione sul diritto del mare. Gli arbitrati terminati hanno richiesto almeno tre anni di tempo. Altri non si sono ancora conclusi, come quello tra Bangladesh ed india, iniziato nel 2009.<\/p>\n<p>\u00c8 vero, peraltro, che, durante la procedura, le parti potrebbero continuare a negoziare e trovare una soluzione prima che si giunga a sentenza.<\/p>\n<p><b>L\u2019alternativa della diplomazia <\/b><br \/>L\u2019alternativa all\u2019arbitrato, sempre restando nel quadro dell\u2019internazionalizzazione e rifiutando il processo indiano, \u00e8 la negoziazione in un quadro multilaterale, facendo leva sugli alleati e presentando il caso nei fori multilaterali , a cominciare dalle Nazioni Unite, sollecitando anche l\u2019intervento del Segretario generale. <\/p>\n<p>Passi in questa direzione sono stati gi\u00e0 fatti, ma occorre fare di pi\u00f9 e, soprattutto, con costanza e coerenza, cio\u00e8 abbandonando definitivamente il processo indiano. Strategie di natura tecnico-giuridica possono costituire un valido supporto al negoziato politico-diplomatico.<\/p>\n<p>Ad esempio, in occasione del dibattito annuale in Assemblea Generale sui lavori della Commissione del diritto internazionale, occorre sollevare la questione dell\u2019immunit\u00e0 funzionale degli organi dello stato impegnati in missione antipirateria, come i nostri mar\u00f2.<\/p>\n<p>L\u2019Italia potrebbe inoltre farsi promotrice di una convenzione internazionale sulla disciplina del personale armato imbarcato sulle navi mercantili, dove dovrebbe essere inserite disposizioni ad hoc per il personale militare, volte a ribadire il loro status secondo il diritto internazionale attualmente in vigore. In materia esiste gi\u00e0 un primo articolato, che potrebbe essere rinvigorito ed opportunamente adattato.<\/p>\n<p>In conclusione, l\u2019alternativa della soluzione diplomatica e della chiamata in causa della comunit\u00e0 internazionale sembra preferibile alla soluzione dell\u2019arbitrato, a causa dei tempi lunghi che questo comporta e dell\u2019alea del risultato finale.<\/p>\n<p>La pirateria non \u00e8 stata completamente sconfitta, ma gli attacchi pirateschi sono significativamente diminuiti da quando personale armato \u00e8 stato imbarcato sui mercantili. L\u2019Italia ha dato un contributo fondamentale alla lotta alla pirateria. Un merito da far valere al cospetto della comunit\u00e0 internazionale per porre fine ad una triste vicenda. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver escluso l\u2019applicazione della legge antiterrorismo al caso dei due Mar\u00f2, la Corte suprema indiana ha ammesso il ricorso italiano volto ad impedire che la polizia dell\u2019antiterrorismo (Nia, National Investigation Agency) prosegua le indagini e formuli i capi di accusa. 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