{"id":25930,"date":"2014-04-02T00:00:00","date_gmt":"2014-04-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-magistratura-aspetta-al-sisi-presidente\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:56","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:56","slug":"la-magistratura-aspetta-al-sisi-presidente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/la-magistratura-aspetta-al-sisi-presidente\/","title":{"rendered":"La Magistratura aspetta Al-Sisi presidente"},"content":{"rendered":"<p>Dopo mesi di suspense e una serie di annunci e smentite, il general Abdel Fattah Al-Sisi ha sciolto definitivamente le riserve sulla sua candidatura. Tolta la divisa militare, Al-Sisi ha iniziato a sfoggiare il guardaroba da presidente che indosser\u00e0 dopo il successo, scontato, che incasser\u00e0 alle prossime elezioni. <\/p>\n<p>Mentre quello che viene dipinto come l\u2019unico uomo in grado di salvare l\u2019Egitto dal baratro del terrorismo si appresta a incassare una maggioranza da record, il Cairo ha segnato un altro primato su scala mondiale, pronunciando la pi\u00f9 grande condanna collettiva alla pena capitale degli ultimi decenni.<\/p>\n<p><b>529 islamisti condannati a morte<\/b><br \/>529 sostenitori del deposto presidente islamista Mohammed Mursi sono stati condannati perch\u00e9 ritenuti responsabili del decesso di un poliziotto nel governatorato di Minya. <\/p>\n<p>\u00c8 qui che la scorsa estate centinaia di sostenitori della Fratellanza Musulmana hanno bruciato chiese e attaccato centrali della polizia, nel corso di manifestazioni di protesta contro le operazioni di smantellamento, il 14 agosto, dei sit-in cairoti pro Mursi. <\/p>\n<p>Anche se non sono ancora chiare le dinamiche che hanno innescato la mattanza di agosto, le cifre parlano chiaro. Tra i 632 morti, ci sono 624 civili e 8 militari. Rimandata invece al 28 aprile la sentenza per altri 682 sostenitori di Mursi, accusati di crimini simili. <\/p>\n<p>Tutti questi imputati fanno parte di un gruppo di pi\u00f9 di 1600 persone sotto accusa a causa delle violenze che hanno portato alla distruzione di una sessantina di chiese nei dintorni di Minya e all\u2019uccisione di una settantina di persone.<\/p>\n<p>Le 529 sentenze che decretano la pena capitale, inviate al gran mufti di Al-Azhar che esprimer\u00e0 un\u2019opinione non vincolante, hanno riacceso i riflettori sulla Magistratura egiziana, un\u2019istituzione che pu\u00f2 essere considerata allo stesso tempo un bastione dello stato autoritario e un attore del cambiamento. <\/p>\n<p><b>Repressione: da Nasser a Sisi<\/b><br \/>Le recenti sentenze di massa &#8211; che presumibilmente non saranno prese sul serio &#8211; sono la cartina tornasole di una serie di abusi ai diritti umani oscurati dalla mancanza di dati ufficiali. <\/p>\n<p>Secondo i numeri forniti dall\u2019<i>Egyptian Center for Economic and Social Rigths<\/i> &#8211; cifre probabilmente non precise, ma abbastanza affidabili per descrivere il trend in corso &#8211; dal 3 luglio scorso &#8211; giornata nella quale Mursi \u00e8 stato deposto dai militari &#8211; 16 mila persone sarebbero state arrestate durante manifestazioni e scontri con la polizia. Tra gli oltre 3 mila egiziani vittime della violenza di strada, circa 300 sarebbero morti a causa di attacchi terroristici. <\/p>\n<p>Tra il \u201892 e il \u201898 &#8211; quando Mubarak si serv\u00ec della repressione per contenere l\u2019ascesa islamista &#8211; a perdere la vita furono circa 1500 persone. Secondo dati forniti dal centro Ibn Khaldum, nel biennio pi\u00f9 caldo &#8211; \u201993-\u201995 &#8211; morirono circa 1100 persone. Nella successiva ondata di terrorismo, tra il 2004 e il 2006, furono uccise circa 150 persone.<\/p>\n<p>Rispetto al passato, ora ad aumentare non \u00e8 stato solo il numero di vittime. Se fino alla caduta di Mursi i morti si concentravano soprattutto nella penisola del Sinai, da luglio sono state colpite 12 diverse province. <\/p>\n<p>Ad aumentare \u00e8 anche il numero dei detenuti. Tra il \u201854 e il \u201856, il giro di vite di Gamal Abdel Nasser contro gli islamisti port\u00f2 alla detenzione di pi\u00f9 di 20 mila egiziani. Nell\u201981 il suo successore, Anwar Sadat, fece arrestare 1500 dissidenti. <\/p>\n<p>Secondo i dati dall\u2019Egyptian Center for Economic and Social Rights, dal 3 luglio a fine dicembre sarebbero stati arrestati 18 mila civili, non solo islamisti, ma anche manifestanti su posizioni pi\u00f9 laiche che hanno partecipato a manifestazioni di strada. <\/p>\n<p><b>L\u2019indipendenza del giudiziario egiziano<\/b><br \/>Per comprendere l\u2019atteggiamento della Magistratura serve un\u2019analisi storica che la tratti come un\u2019istituzione in continua evoluzione che opera avendo garanzie &#8211; pur incomplete &#8211; di indipendenza. Se da un lato questo permise al potere giudiziario di criticare, a volte, le politiche del regime, dall\u2019altro costrinse il regime a sedare le rivolte di quei giudici, <i>in primis<\/i> quella del 2009, che non erano pronti a sottostare al potere.<\/p>\n<p>Nonostante le garanzie di indipendenza, continuano ad esserci pesanti interferenze politiche sulle carriere dei giudici, diverse forme di cooptazione (ad esempio con l\u2019assegnazione di privilegi finanziari a parti determinate della magistratura) e una corruzione dilagante. <\/p>\n<p>L\u2019esecutivo controlla poi l\u2019attivit\u00e0 del Ministero della Giustizia su molte questioni amministrative. Basta pensare alla prerogativa &#8211; fino al 2011 &#8211; del presidente della Repubblica di nominare alcune figure chiave come il procuratore generale e il presidente della Suprema corte costituzionale.<\/p>\n<p>Inoltre, il regime continua a servirsi del classico metodo con il quale ha arginato la magistratura nelle questioni pi\u00f9 delicate, ossia la creazione all\u2019occorrenza di tribunali speciali come ad esempio i tribunali militari per processare gli oppositori politici.<\/p>\n<p>Quando ha notato che la rivoluzione non era passata nelle aule dei tribunali del paese, nel suo breve periodo al potere, la Fratellanza ha provato a \u201cripulire\u201d la Magistratura dai rimasugli del vecchio regime. Il tentativo, pi\u00f9 che altro una purga organizzata dagli islamisti per eliminare giudici scomodi, \u00e8 fallito proprio a causa di una serie di scioperi convocati dai medesimi.<\/p>\n<p>Inoltre, considerata l\u2019identit\u00e0 corporativa della Magistratura, parlare di indipendenza del giudiziario \u00e8 molto pi\u00f9 semplice che affrontare la questione dell\u2019indipendenza dei singoli giudici. <\/p>\n<p>Gli attori del giudiziario agiscono poi in un contesto profondamente autoritario. Basta pensare alle leggi che regolano l\u2019attivit\u00e0 della societ\u00e0 civile, la stampa e le manifestazioni per capire come le formali garanzie sui meccanismi democratici vengono bypassate.<\/p>\n<p>Una serie di recenti casi giudiziari ha infine mostrato fino a che punto l\u2019apparato di sicurezza riesce ad influenzare, almeno in alcuni casi nei quali \u00e8 coinvolto pi\u00f9 o meno direttamente, il corso della giustizia.<\/p>\n<p>Dallo scorso luglio, l\u2019Egitto \u00e8 governato da autorit\u00e0 ad interim. Negli ultimi mesi il giudiziario non ha quindi dovuto rispondere a istituzioni democraticamente elette. <\/p>\n<p>Non resta che aspettare l\u2019arrivo di Sisi. Solo un\u2019analisi di lungo periodo ci dir\u00e0 se il prossimo governo terr\u00e0 dietro le sbarre i suoi oppositori pi\u00f9 di quanto fecero i suoi predecessori. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo mesi di suspense e una serie di annunci e smentite, il general Abdel Fattah Al-Sisi ha sciolto definitivamente le riserve sulla sua candidatura. Tolta la divisa militare, Al-Sisi ha iniziato a sfoggiare il guardaroba da presidente che indosser\u00e0 dopo il successo, scontato, che incasser\u00e0 alle prossime elezioni. 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