{"id":25950,"date":"2014-04-04T00:00:00","date_gmt":"2014-04-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/stoltenberg-segretario-litalia-aspetta-ancora\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:55","slug":"stoltenberg-segretario-litalia-aspetta-ancora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/stoltenberg-segretario-litalia-aspetta-ancora\/","title":{"rendered":"Stoltenberg segretario, l\u2019Italia aspetta ancora"},"content":{"rendered":"<p>Per terza volta negli ultimi dieci anni, il Segretario generale della Nato verr\u00e0 dai paesi del nord. Nel pomeriggio del 28 marzo, il <i>North Atlantic Council <\/i>(Nac &#8211; organo permanente di governo formato dagli ambasciatori dei Paesi aderenti) ha infatti designato l\u2019ex primo ministro norvegese Jens Stoltenberg al vertice della Nato. <\/p>\n<p>Il 1\u00b0 ottobre avvicender\u00e0 il danese Anders Fogh Rasmussen, che cesser\u00e0 dalla carica di vertice dell\u2019Alleanza dopo cinque anni e due mesi di mandato.<\/p>\n<p>Tra i dodici stati fondatori, il mandato \u00e8 stato affidato tre volte a Gran Bretagna ed Olanda, due volte al Belgio, una sola volta all\u2019Italia (Manlio Brosio,1964-1971) e alla Danimarca e, oggi, per la prima volta alla Norvegia.<\/p>\n<p>Particolare curioso: la Danimarca \u00e8 anche nell\u2019Unione europea, ma con l\u2019<i>option out<\/i> (rinuncia) alla partecipazione militare, mentre la Norvegia, che non fa parte della Ue, aderisce alla Nato previe alcune riserve (mai armi nucleari sul territorio). Tra gli stati non fondatori, solo Germania e Spagna hanno sinora avuto il mandato. \u00c8 giusto aggiungere, per completezza, che per oltre quarant\u2019anni consecutivi (1971-2012) la silenziosa carica di vice Segretario generale \u00e8 stata affidata ad un diplomatico italiano. L&#8217;ultima volta per\u00f2 il posto \u00e8 andato ad un americano.<\/p>\n<p><b>Italia maglia nera nelle spese per la difesa<\/b><br \/>Al di \u00e0 delle statistiche, che pure sono indicative di una tendenza, la designazione di Stoltenberg si presta a considerazioni di ordine vario. Il Segretario generale esprime la voce della Nato, con un ruolo che &#8211; pur nel rispetto delle prerogative degli Stati membri &#8211; pu\u00f2 influenzare in modo anche determinante il processo decisionale dell\u2019Alleanza.<\/p>\n<p>La quale &#8211; \u00e8 bene non dimenticarlo &#8211; vive e si sviluppa con il contributo finanziario e di forze degli stati membri. Gli Stati Uniti &#8211; nonostante le recenti riduzioni &#8211; sono ancora il principale \u201cazionista\u201d, rendendo disponibile, da soli, poco meno del 50% di forze e risorse, mentre gli altri si dimostrano sempre pi\u00f9 riluttanti a spendere. <\/p>\n<p>Al contrario la Norvegia, che con il laburista Stoltenberg, per due volte primo ministro, ha gradualmente incrementato le proprie spese per la difesa, \u00e8 oggi uno dei paesi membri con il pi\u00f9 alto indice pro-capite.<\/p>\n<p>L\u2019Italia, maglia nera, si era stabilizzata attorno a un misero 0,8%. Pur rimanendo ancora il quinto contributore al bilancio Nato dopo Usa, Germania, Regno Unito e Francia, agli occhi del principale azionista potrebbe quindi non godere di altissima credibilit\u00e0. <\/p>\n<p>Questo in un momento critico in cui, da un lato, gli Stati Uniti stanno orientando altrove la propria attenzione e, dall\u2019altro, spirano venti di crisi proprio ai confini di quell\u2019Europa dove lascerebbero volentieri Nato e Ue a presidiare sicurezza e stabilit\u00e0.<\/p>\n<p>L\u2019inconsueta fretta con la quale il Nac ha designato Stoltenberg, producendosi anche in un annuncio ufficiale che normalmente viene lasciato ad una seduta ministeriale del Nac, non pu\u00f2 non collegarsi, oltre alle considerazioni appena fatte, alla recente e fugace visita del presidente Barack Obama.<\/p>\n<p><b>Fallita la candidatura di Frattini<\/b><br \/>L\u2019Italia aveva covato a lungo l\u2019ambizione di acquisire questa carica di vertice e, cinquant\u2019anni dopo la nomina di Manlio Brosio, riteneva che il momento fosse ormai maturo. Sull\u2019esclusione della candidatura Franco Frattini si pu\u00f2 dire tutto e di tutto, tranne che gli osservatori pi\u00f9 attenti non se l\u2019aspettassero. I segnali c\u2019erano, bastava volerli leggere.<\/p>\n<p>In primo luogo, la designazione della candidatura era sembrata prematura: non avevamo capito, o abbiamo finto di non capire, che questo lungo intervallo si sarebbe prestato molto bene a preparare altri giochi. <\/p>\n<p>Secondo, le cariche internazionali, Nato e Unione europea (Ue) vanno sempre guardate in modo cumulativo. Ad esempio, la presenza di Mario Draghi al vertice della Banca centrale europea pu\u00f2 aver contribuito a stimolare la cancelliera Angela Merkel ed altri europei a non favorire il candidato italiano. <\/p>\n<p>Terzo, in cinque anni abbiamo cambiato cinque governi: non \u00e8 una buona pubblicit\u00e0. Quarto, era indicativa la doppia proroga di Rasmussen, tesa a consentirgli di presiedere il summit del 4 e 5 settembre a South Wales (Galles), dove, ancora una volta, la Nato rifletter\u00e0 sulla propria identit\u00e0. <\/p>\n<p>Infine, sulla candidatura Frattini, a suo tempo annunciata in Italia a colpi di grancassa, da diversi mesi era calato un silenzio alquanto strano.<\/p>\n<p>Niente paura, e nessun problema strategico: sotto questo profilo, Stoltenberg alla Nato invece di Frattini non \u00e8 cosa destinata a cambiare il mondo. Anzi, insegner\u00e0 qualcosa a tutti. A noi, per esempio, ad essere un po\u2019 pi\u00f9 seri. <\/p>\n<p>.*<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per terza volta negli ultimi dieci anni, il Segretario generale della Nato verr\u00e0 dai paesi del nord. 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