{"id":25960,"date":"2014-04-05T00:00:00","date_gmt":"2014-04-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/hollande-e-il-governo-valls-lascia-o-raddoppia\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:55","slug":"hollande-e-il-governo-valls-lascia-o-raddoppia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/hollande-e-il-governo-valls-lascia-o-raddoppia\/","title":{"rendered":"Hollande e il governo Valls, lascia o raddoppia?"},"content":{"rendered":"<p>Con il rimpasto che ha portato alla nomina di Manuel Valls a capo del governo si \u00e8 aperta una nuova fase nella vita politica francese scaturita dalle elezioni amministrative, che hanno coinvolto comuni o raggruppamenti intercomunali sempre pi\u00f9 importanti nel panorama politico interno. Anche se la posta in gioco era locale, il risultato ha avuto rilevanza e ripercussioni notevoli a livello nazionale. <\/p>\n<p>I francesi amano alternare. Tradizionalmente, durante le votazioni di <i>mid term <\/i>votano contro la squadra al potere. L\u2019esito del voto non ha per\u00f2 solo una componente fisiologica, ma anche un significato politico non trascurabile. <\/p>\n<p><b>Volata Blue marine<\/b><br \/>Osservando che cosa \u00e8 successo a destra, si notano subito alcune dinamiche locali di portata nazionale, come l\u2019elezione di Alain Jupp\u00e9 a Bordeaux e quella di Fran\u00e7ois Bayrou a Pau, due pesi massimi che, dopo la conferma ricevuta dalle urne, si affermano come candidati potenziali rispettivamente dell\u2019Unione per un movimento popolare (Ump) e della formazione centrista Udi-Modem per le prossime presidenziali. La destra beneficia per\u00f2 soprattutto del crollo della sinistra. <\/p>\n<p>Va inoltre sottolineata il successo del<i> Front National-mouvement bleu marine<\/i>, capeggiato da Marine Le Pen, la versione 2.0 del vecchio partito nazionalista, che si sta affermando come forza anti-sistema. \u00c8 una formazione che registra una dinamica paragonabile a quella del M5S in Italia e sicuramente conter\u00e0 nelle ormai prossime elezioni europee. <\/p>\n<p><b>Sconfitta di Hollande <\/b><br \/>La principale dinamica del voto va tuttavia cercata a sinistra. La maggioranza al governo registra un calo nettissimo che non riflette solo una generica voglia di alternanza, ma anche l\u2019impopolarit\u00e0 della presidenza di Fran\u00e7ois Hollande che non \u00e8 riuscita a migliorare la situazione economica e sociale. <\/p>\n<p>All\u2019inizio del suo mandato, Hollande aveva scommesso su una gestione prudente, senza grossi cambiamenti degli equilibri politici o correzioni della politica fiscale, confidando in una ripresa economica che sperava potesse intervenire a rilanciare il suo quinquennio. <\/p>\n<p>Hollande puntava poi a lasciare il segno su alcune questioni sociali &#8211; come la legge sul matrimonio gay &#8211; o di politica estera. L\u2019attesa ripresa non \u00e8 per\u00f2 giunta e l\u2019opinione pubblica percepisce in modo molto acuto la crisi economica. Si ripropone lo scenario della precedente presidenza, quella di Nicolas Sarkozy, che era stata anch\u2019essa azzoppata dalla crisi. Oggi l\u2019attendismo di Hollande \u00e8 criticato da tutte le parti.<\/p>\n<p>Hollande si appoggiava a Jean-Marc Ayrault, un primo ministro alquanto dimesso e riservato, un po\u2019 incolore, che ha di fatto lasciato il presidente solo di fronte al paese. La riforma costituzionale del 2000 ha accorciato il mandato del presidente da sette a cinque anni, la stessa durata della legislatura. <\/p>\n<p>Prima, invece, lo sfasamento elettorale tra l\u2019elezione del Parlamento e quella del Presidente dava maggiore autonomia sia al primo ministro che al presidente. Quest\u2019ultimo, appena eletto, scioglieva l\u2019<i>Assembl\u00e9e nationale<\/i>, indicendo nuove elezioni. L\u2019attuale parallelismo fra il mandato presidenziale e quello dei deputati ha ridotto l\u2019importanza e l\u2019autonomia del primo ministro. Ci\u00f2 crea una situazione problematica anche dal punto di vista democratico e degli equilibri istituzionali, con un presidente che di fatto oltrepassa il suo mandato e governa senza poter essere censurato dal parlamento. <\/p>\n<p>Dalle elezioni del 2002 in poi, il primo ministro francese tende ad assomigliare a un potente sottosegretario alla Presidenza del consiglio. Una tendenza che si \u00e8 accentuata con la scelta del mite Ayrault. Come Sarkozy prima di lui, Hollande si trova dunque direttamente esposto al malcontento popolare. Con il rimpasto di governo e la nomina di Valls, Hollande cerca ora di rilanciare la sua immagine. I margini di azione, e quindi di recupero, sono per\u00f2 limitati. <\/p>\n<p> <b>Valls al governo<\/b><br \/>Come Sarkozy prima di lui, Manuel Valls si \u00e8 distinto per la fermezza e il pragmatismo con cui ha gestito un dicastero molto esposto, quello del Ministero dell\u2019interno, di cui era titolare nel gabinetto Ayrault. Il suo attivismo gli ha dato grande visibilit\u00e0, tanto da farlo apparire come un potenziale candidato socialista alle presidenziali del 2017. Potrebbe pertanto entrare in crescente competizione con lo stesso Hollande. <\/p>\n<p>La conferma di Laurent Fabius agli esteri e di Jean-Yves Le Drian alla difesa indicano invece un\u2019assoluta continuit\u00e0 con il precedente governo. Questi due ministri potenti e fedeli a Hollande proseguiranno la loro azione in una triangolazione con la Presidenza della repubblica, esautorando di fatto il primo ministro nei settori degli esteri e della difesa. <\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2 la nomina di Valls potrebbe creare nuove dinamiche nello scenario europeo. \u00c8 dall\u2019inizio del suo mandato che Hollande cerca di rimettere in moto una dialettica con la Germania per ottenere pi\u00f9 ampi margini di azione per il rilancio dell\u2019economia. Pur essendo un germanista, Ayrault non \u00e8 riuscito a rinnovare questo dialogo con i tedeschi, visto anche il lungo periodo di stallo che ha conosciuto la Germania prima e dopo le elezioni.<\/p>\n<p> <b>L\u2019asse franco-tedesco <\/b><br \/>Certo, l\u2019ultimo vertice bilaterale franco-tedesco ha messo in luce importanti convergenze in materia di politica estera, con una ripresa di attivismo da parte di Berlino. La Francia \u00e8 riuscita a promuovere la sua agenda di politica africana mentre la Germania \u00e8 riuscita a portare Parigi sulle sue posizioni in merito alla questione ucraina. L\u2019invio della brigata franco-tedesca in Mali \u00e8 un simbolo di questo parziale rilancio dell\u2019asse franco-tedesco. <\/p>\n<p>Ma oggi la partita essenziale si gioca sul terreno economico, fra vincoli europei di bilancio e misure per il rilancio della crescita. Fallito la scommessa attendista di Hollande, oggi il governo francese deve impegnarsi in un reale programma riformista, se vuole avere qualche chance nelle future elezioni. \u00c8 un\u2019operazione necessaria anche per il rilancio della macchina economica francese parecchio ingrippata. <\/p>\n<p>Il governo ha avviato questo nuovo corso con un \u201cpatto di responsabilit\u00e0\u201d che non \u00e8 altro che un alleggerimento del carico fiscale sugli stipendi. Ma ci\u00f2 richieder\u00e0 anche nuove misure dal lato delle spese, sotto forma di <i>spending review<\/i> o quant\u2019altro. Qui c\u2019\u00e8 un parallelismo fra la situazione francese e quella italiana: la Francia si aspetta cambiamenti che il governo di Matteo Renzi sta cercando di mettere in atto. <\/p>\n<p><b>Il riformismo di Renzi <\/b><br \/>Se Valls, anche per motivi generazionali, riuscir\u00e0 a incarnare questo riformismo pi\u00f9 incisivo, allora il parallelismo potrebbe sfociare in una vera e propria convergenza, dando luogo a una comune posizione negoziale pi\u00f9 forte nei confronti della Germania. <\/p>\n<p>In realt\u00e0, i passati tentativi di creare un asse franco-italiano alternativo a quello franco-tedesco sono sempre stati un esercizio assai zoppicante, e spesso semplicemente un errore. La Germania, grande democrazia, \u00e8 un partner cruciale da cui non si pu\u00f2 prescindere. <\/p>\n<p>Ben vengano per\u00f2 dinamiche tri-, o multilaterali europee che creino una dialettica pi\u00f9 intensa fra i paesi membri, nel nome di un sano riformismo e di ulteriori progressi nella <i>governance <\/i>economica e istituzionale. Se l\u2019Italia di Renzi e la Francia di Valls riusciranno a rilanciare il riformismo, allora anche l\u2019Europa, e la Germania, ne trarranno benefici. <i>Messieurs les fran\u00e7ais, tirez les premiers !<\/i>.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il rimpasto che ha portato alla nomina di Manuel Valls a capo del governo si \u00e8 aperta una nuova fase nella vita politica francese scaturita dalle elezioni amministrative, che hanno coinvolto comuni o raggruppamenti intercomunali sempre pi\u00f9 importanti nel panorama politico interno. 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