{"id":25970,"date":"2014-04-06T00:00:00","date_gmt":"2014-04-05T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/spettro-ingovernabilita-sulla-cavalcata-di-modi\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:55","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:55","slug":"spettro-ingovernabilita-sulla-cavalcata-di-modi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/spettro-ingovernabilita-sulla-cavalcata-di-modi\/","title":{"rendered":"Spettro ingovernabilit\u00e0 sulla cavalcata di Modi"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;establishment economico-finanziario indiano ha individuato nel leader del Bharatiya Janata Party (Bjp), Narendra Modi, il proprio candidato alle prossime elezioni. Ma nemmeno l&#8217;ascesa dei nazionalisti e la disfatta annunciata del Partito del Congresso sembrano poter scongiurare l&#8217;ipotesi di un governo debole, con prevedibili conseguenze per la crescita del Paese.<\/p>\n<p><b>Modi alla guida del Guangdong indiano<\/b><br \/>Tra il 7 aprile e il 12 maggio, quasi 815 milioni di indiani (circa 1\/6 della popolazione mondiale) saranno chiamati a eleggere i membri della nuova Lok Sabha (Camera bassa) tra oltre 15 mila candidati nelle elezioni pi\u00f9 costose nella storia dell&#8217;India.<\/p>\n<p>L&#8217;impennata dei costi dipenderebbe in primo luogo dalla faraonica campagna elettorale di Modi, favorito a guidare il prossimo governo indiano. La sua candidatura \u00e8 sostenuta con convinzione dalla classe economica indiana, appoggio che si \u00e8 gi\u00e0 tradotto nello stanziamento di centinaia di milioni di rupie e ha condizionato l&#8217;atteggiamento dei media nei confronti del leader del Bjp. <\/p>\n<p>Sin dall&#8217;annuncio della sua candidatura, infatti, numerosi mezzi di informazione (molti dei quali controllati proprio dall&#8217;establishment economico-finanziario) hanno avviato una campagna mediatica tesa a sottolineare i successi ottenuti da Modi durante gli anni trascorsi alla guida dello stato del Gujarat e ad esaltarne le credenziali come possibile capo del governo di Nuova Delhi.<\/p>\n<p>I dati sullo sviluppo economico del Gujarat appaiono, invero, incontrovertibili. Definito dall\u2019<i>Economist<\/i> il \u201cGuangdong indiano\u201d (in riferimento a una tra le pi\u00f9 ricche province della Repubblica popolare cinese), il Pil del Gujarat \u00e8 cresciuto durante il suo governo a un tasso medio di circa il 10%, costantemente al di sopra di quello nazionale. <\/p>\n<p>Con solo il 5% del totale della popolazione indiana, questo stato assorbe circa il 16% della produzione manifatturiera nazionale e 1\/4 del totale delle esportazioni. Risultati resi possibili da una forte semplificazione delle procedure burocratiche e dalla grande attenzione del leader del Bjp nei confronti di ogni singolo investitore, atteggiamento che gli \u00e8 valso anche il sostegno della comunit\u00e0 economica internazionale (a novembre l&#8217;agenzia americana Goldman Sachs ha alzato il rating dell&#8217;India proprio in previsione di una sua possibile affermazione alle prossime elezioni).<\/p>\n<p><b>Congresso, Terzo fronte e Partito dell\u2019uomo comune <\/b><br \/>Al momento, tuttavia, il leader del Gujarat non ha ancora delineato la sua agenda economica, limitandosi a rivendicare i successi ottenuti a livello locale. Se per alcuni si tratta di una scelta politica tesa a lasciare a Modi un margine di manovra per contrastare il populismo delle altre forze politiche, l&#8217;assenza di una precisa piattaforma economica dipenderebbe, per altri, dalla volont\u00e0 di tenere assieme le varie anime del partito, una pi\u00f9 spiccatamente liberista e un&#8217;altra pi\u00f9 marcatamente nazionalista anche in ambito economico.<\/p>\n<p>Il sostegno della classe economica indiana, dunque, sembra pi\u00f9 dipendere dai timori di un&#8217;eventuale vittoria del Congresso o del cosiddetto \u201cTerzo fronte\u201d (coalizione che riunisce vari partiti regionali e altre formazioni di sinistra), che da una reale e cieca fiducia nei confronti di Modi. <\/p>\n<p>Gli ultimi anni del governo guidato da Manmohan Singh, premier appartenente la partito del Congresso, infatti, sono stati contraddistinti da numerosi scandali per corruzione e da una lunga serie di mancate riforme, con un tasso di crescita del Pil pi\u00f9 che dimezzatosi (si \u00e8 passati dal +10% del 2010-2011 all&#8217;attuale +4,9%).<\/p>\n<p>Allo stesso modo, la breve esperienza dell&#8217;Aam aadmi party (Aap, Partito dell&#8217;uomo comune) alla guida del governo dello stato di Nuova Delhi \u00e8 stata segnata da una politica economica marcatamente populista che ha evidenziato la scelta di questa formazione di non assumersi reali responsabilit\u00e0 di governo, preferendo rimanere collocata nella pi\u00f9 agevole, ed elettoralmente pi\u00f9 proficua dimensione della protesta. L&#8217;eterogeneit\u00e0 del \u201cTerzo fronte\u201d, infine, lascia poche speranze circa l&#8217;attuazione di un programma economico chiaro e coerente.<\/p>\n<p>Sebbene l&#8217;affermazione del Bjp come primo partito appaia fuori discussione (secondo i sondaggi, potrebbe addirittura far registrare la migliore performance di sempre, superando i 182 seggi ottenuti nel 1998), rimangono dubbi sulle sue capacit\u00e0 di mettere assieme una coalizione di governo (per la maggioranza occorrono 273 seggi), tanto da non consentire nemmeno di escludere l&#8217;ipotesi di un governo guidato da uno dei leader del \u201cTerzo fronte\u201d, con l&#8217;appoggio esterno del Congresso.<\/p>\n<p>Resta, dunque, lo spettro di un esecutivo troppo debole per adottare quelle riforme strutturali di cui il paese necessita e offrire agli investitori stranieri le necessarie garanzie di stabilit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Corte Suprema indiana e corruzione<\/b><br \/>La diffidenza di molti partiti nei confronti di Modi \u00e8 dovuta a uno stile di governo ritenuto eccessivamente autoritario e accentratore, dunque poco incline all&#8217;arte del compromesso e della mediazione. <\/p>\n<p>Il leader del Bjp \u00e8 senza dubbio uno dei personaggi pi\u00f9 controversi della recente storia indiana. Una figura fortemente divisiva, la cui storia politica rester\u00e0 sempre macchiata dalle violenze che si verificarono nel 2002 nel \u201csuo\u201d Stato, il Gujarat, quando un attentato contro un treno che trasportava pellegrini ind\u00f9 di ritorno da Ayodhya scaten\u00f2 la dura reazione della popolazione locale contro la comunit\u00e0 musulmana, con un bilancio di oltre mille vittime.<\/p>\n<p>Nel 2012 una speciale commissione d\u2019inchiesta nominata dalla Corte Suprema indiana ha assolto Modi (ma non alcuni dei suoi pi\u00f9 stretti collaboratori) dall&#8217;accusa di aver in qualche modo appoggiato le violenze perpetrate dai nazionalisti ind\u00f9. Di recente, anche la comunit\u00e0 internazionale ha messo da parte ogni perplessit\u00e0 di carattere etico (nel 2005, gli Usa gli hanno negato il visto di ingresso), stabilendo legami diretti con quello che potrebbe essere il futuro leader dell&#8217;India.<\/p>\n<p>Toccher\u00e0 adesso agli elettori decidere se assecondare la trionfale cavalcata di Modi ai vertici del potere o se invece consegnare alle autorit\u00e0 un mandato poco chiaro, compromettendo, almeno nel breve periodo, le possibilit\u00e0 di ripresa economica del Paese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;establishment economico-finanziario indiano ha individuato nel leader del Bharatiya Janata Party (Bjp), Narendra Modi, il proprio candidato alle prossime elezioni. Ma nemmeno l&#8217;ascesa dei nazionalisti e la disfatta annunciata del Partito del Congresso sembrano poter scongiurare l&#8217;ipotesi di un governo debole, con prevedibili conseguenze per la crescita del Paese. 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