{"id":25980,"date":"2014-04-07T00:00:00","date_gmt":"2014-04-06T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-scossa-di-kiev-arriva-in-medio-oriente\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:54","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:54","slug":"la-scossa-di-kiev-arriva-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/la-scossa-di-kiev-arriva-in-medio-oriente\/","title":{"rendered":"La scossa di Kiev arriva in Medio Oriente"},"content":{"rendered":"<p>La situazione mediorientale, con l&#8217;intreccio delle crisi per le quali si erano aperti diversi percorsi negoziali nei mesi scorsi, rischia di risentire sensibilmente della vicenda ucraina e della contrapposizione che questa ha determinato tra Stati Uniti ed Europa da un lato e Russia dall&#8217;altro. Su queste prospettive incideranno naturalmente gli esiti dei tentativi di componimento in corso tra statunitensi e russi.<\/p>\n<p><b>Siria e Iran <\/b><br \/>La gestione della crisi siriana, con lo smantellamento dell&#8217;arsenale chimico che \u00e8 ora in affanno, e il negoziato con l&#8217;Iran sulla sua capacit\u00e0 nucleare sono basati sull&#8217;intesa tra i grandi attori esterni e sulla loro capacit\u00e0 di influire sugli attori regionali e locali riconoscendone e componendone gli interessi laddove ci\u00f2 sia possibile e tali interessi siano politicamente e moralmente considerabili.<\/p>\n<p>La rischiosa minaccia di intervento militare occidentale in Siria e l&#8217;adesione da parte di Bashar Assad alla provvidenziale, ma strumentale, pressione russa e iraniana affinch\u00e9 le sue armi chimiche siano distrutte hanno contribuito al suo rafforzamento e al sostanziale venir meno della possibilit\u00e0 di basare una soluzione negoziata sulla precondizione del suo previo allontanamento, posta quando gli equilibri nel paese erano alquanto diversi. <\/p>\n<p>Al tempo stesso le forze jihadiste hanno consolidato la loro forza sul terreno mentre si sono accentuate le divisioni tra Turchia e Qatar da un lato e Arabia Saudita dall&#8217;altro all&#8217;interno del campo dei sostenitori dell&#8217;opposizione. <\/p>\n<p>Resta il fatto che una riconduzione della Conferenza di Ginevra richiede una forte intesa tra Stati Uniti e Russia (e Iran), oggi pi\u00f9 difficile. Soltanto una convergenza sulla priorit\u00e0 di combattere il jihadismo potrebbe modificare questa situazione. <\/p>\n<p>Anche per il negoziato con l&#8217;Iran la convergenza e l&#8217;unit\u00e0 di intenti tra statunitensi, europei e russi, oltre ai cinesi, \u00e8 essenziale. Il primo rischio \u00e8 ovviamente che l&#8217;Iran approfitti di queste divisioni per svincolarsi dagli impegni che gli sono richiesti. <\/p>\n<p>Ma in questo caso pagherebbe il prezzo di rafforzate sanzioni occidentali e l&#8217;intensificazione della instabilit\u00e0 nella regione il cui superamento sembra essere diventato un obiettivo prioritario per la dirigenza iraniana, sia pure in presenza di contrasti e di resistenze al suo interno, al fine di uscire dall&#8217;isolamento e spostare in suo favore gli equilibri nell&#8217;area. <\/p>\n<p>\u00c8 significativo che Teheran non abbia risposto in modo entusiastico alla richiesta russa di solidariet\u00e0 sull&#8217;Ucraina ed abbia contestualmente offerto al pari degli Stati Uniti, con un certo irrealismo per il breve periodo considerati i tempi tecnici necessari, di diventare grande fornitore alternativo di gas all&#8217;Europa.<\/p>\n<p><b>Le risorse del Medio Oriente<\/b><br \/>I due fattori della lotta al nemico comune jihadista per Occidente e Russia e di una volont\u00e0 iraniana di diventare attore positivo e stabilizzante nella regione per valorizzare al massimo le proprie potenzialit\u00e0 economiche, non soltanto nel settore energetico, e rafforzarvi la propria influenza, potrebbero quindi ridare alimento alle volont\u00e0 di grande intesa nella regione e forse anche favorire il mantenimento di un dialogo e di una collaborazione tra occidentali e russi utile ad alleviare le tensioni sul fronte europeo, ridiventato inaspettatamente il principale in questa fase.<\/p>\n<p>Non \u00e8 chiaro se una piena stabilizzazione del Medio Oriente e la piena agibilit\u00e0 delle sue risorse siano viste come una priorit\u00e0 dalla Russia quale grande esportatore di prodotti energetici, al di la di quanto crisi e processi negoziali possano offrigli per riaffermare presenza e ruolo nella regione. Certamente sembra esserlo per la Cina quale grande importatore di idrocarburi e sostenitore di un nuovo grande corridoio logistico tra Asia ed Europa attraverso il Medio Oriente. <\/p>\n<p><b>Israele e Arabia Saudita<\/b><br \/>Restano per\u00f2 da convincere con soddisfacenti e credibili garanzie i due attori regionali pi\u00f9 preoccupati da questa prospettiva, e cio\u00e8 Israele e Arabia Saudita. Riguardo a quest&#8217;ultima, che non a caso ha recentemente attivato un canale di comunicazione con la Russia, non \u00e8 ancora dato di sapere quanta diffidenza si sia potuta effettivamente dissipare nella visita del Presidente Barack Obama a Riad per ridare vigore ad una alleanza che ha profondamente marcato per molti decenni lo scenario energetico mondiale e le vicende mediorientali.<\/p>\n<p>L&#8217;alternativa a questa grande intesa sarebbe prevedibilmente la continuazione e l&#8217;esasperazione delle crisi in corso con l&#8217;estensione del conflitto siriano al Libano, la continuazione di una pericolosa involuzione repressiva in Egitto e rischiosi sviluppi riguardo a una prosecuzione senza controlli del programma nucleare iraniano. <\/p>\n<p>Le forti tensioni che ne seguirebbero avrebbero conseguenze anche sulla situazione afghana e sull&#8217;ulteriore peggioramento delle condizioni di sicurezza, di governance e quindi di effettiva ripresa economica in Iraq ove dopo le imminenti elezioni gli accordi inclusivi che si renderanno necessari, siano essi costituiti o meno attorno a Maliki, potranno essere sostenibili e riportare una pace definitiva nel paese soltanto se saranno favorite da tutti gli attori della regione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione mediorientale, con l&#8217;intreccio delle crisi per le quali si erano aperti diversi percorsi negoziali nei mesi scorsi, rischia di risentire sensibilmente della vicenda ucraina e della contrapposizione che questa ha determinato tra Stati Uniti ed Europa da un lato e Russia dall&#8217;altro. 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