{"id":26000,"date":"2014-04-09T00:00:00","date_gmt":"2014-04-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-la-commissione-torna-leader\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:53","slug":"se-la-commissione-torna-leader","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/se-la-commissione-torna-leader\/","title":{"rendered":"Se la Commissione torna leader"},"content":{"rendered":"<p>Alle elezioni del Parlamento europeo potremmo per la prima volta esprimere la nostra preferenza anche per il prossimo presidente della Commissione europea grazie alla scelta delle principali formazioni politiche paneuropee di presentare un proprio candidato alla guida dell\u2019esecutivo di Bruxelles. <\/p>\n<p>Commentatori e opinionisti si sono finora concentrati sugli aspetti pi\u00f9 immediati e superficiali di questa novit\u00e0. Con una netta prevalenza dei giudizi scettici o negativi. Da un lato, si evidenzia la futilit\u00e0, per la democrazia europea, di questa innovazione politica, avendo la Commissione un ruolo sempre pi\u00f9 defilato rispetto a quello del Consiglio. Dall\u2019altro si mette in guardia contro i pericoli di un\u2019eccessiva politicizzazione della Commissione, che ne minerebbe il ruolo di guardiana imparziale dei trattati.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che queste critiche paiono non (voler) cogliere, tuttavia, sono le conseguenze <i>strutturali <\/i>che la nuova procedura elettorale potrebbe avere sull\u2019Ue, cambiandone gli equilibri politico-istituzionali e dunque anche il contesto analitico rispetto al quale la politicizzazione della Commissione deve essere letta e giudicata. <\/p>\n<p>Fermo restando che molto in questa trasformazione dipender\u00e0 da una serie di fattori che sono ancora poco chiari &#8211; in primo luogo quanto i partiti nazionali e i media sapranno trasmettere il significato e la portata della nuova procedura presso gli elettorati europei &#8211; gli effetti principali dell\u2019elezione del presidente di Commissione si possono riassumere nel rafforzamento delle due principali istituzioni sovranazionali, ossia la stessa Commissione e il Parlamento, a scapito degli stati membri.<\/p>\n<p><b>Testa a testa tra il Pse e il Ppe <\/b><br \/>Il rafforzamento del Pe riguarderebbe, evidentemente, soprattutto la nomina del prossimo presidente di Commissione &#8211; un passaggio cruciale nella ridefinizione (o meno) del nuovo \u201cassetto costituzionale\u201d dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>Il Trattato di Lisbona conferisce il potere di scegliere il presidente della Commissione congiuntamente al Pe e al Consiglio europeo: quest\u2019ultimo propone un candidato (\u201ctenendo conto\u201d dell\u2019esito elettorale) che sar\u00e0 poi eletto dal Parlamento. <\/p>\n<p>L\u2019avversione del Consiglio (e in particolare del suo membro pi\u00f9 influente, la Germania) verso l\u2019idea di un\u2019elezione indiretta del presidente, che di fatto svuoterebbe il potere di proposta degli stati membri, \u00e8 nota. Tuttavia \u00e8 abbastanza improbabile che di fronte alla chiara vittoria di uno dei candidati, il Consiglio voglia aprire uno scontro con il Pe (e indirettamente con l\u2019elettorato europeo), rifiutandosi di seguire le indicazioni delle urne.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che questa chiara vittoria con ogni probabilit\u00e0 non avr\u00e0 luogo. Stando ai sondaggi, le elezioni saranno un testa a testa tra il Pse e il Ppe, in cui il partito vincitore potr\u00e0 comunque vantare solo una maggioranza relativa di voti e seggi. <\/p>\n<p>Quasi sicuramente, quindi, il prossimo presidente di Commissione dovr\u00e0 essere eletto da una coalizione, ed \u00e8 probabile che questa sar\u00e0 alla fine una grande coalizione con socialisti e popolari come maggiori (o soli) azionisti. <\/p>\n<p>Il Consiglio potrebbe essere tentato di approfittare di una situazione simile, proponendo un candidato terzo ed esterno alla competizione elettorale &#8211; cosa che finirebbe per annullare qualsiasi effetto della nuova procedura. Per il Pe e i partiti europei sar\u00e0 dunque di vitale importanza tenere il punto sul candidato di maggioranza relativa, anche se lo scarto che lo separa dal secondo classificato, chiamato a fare un passo indietro, dovesse essere minimo.<\/p>\n<p><b>Legittimit\u00e0 del presidente della Commissione<\/b><br \/>Cos\u00ec eletto, il nuovo presidente di Commissione potr\u00e0 contare su un grado di legittimit\u00e0 democratica senza precedenti nella storia dell\u2019Unione che potr\u00e0 a sua volta non solo renderlo pi\u00f9 influente nella scelta dei restanti commissari e rafforzarlo nella guida del Collegio nel suo complesso, ma anche e soprattutto conferire alla Commissione maggiore autonomia e potere nell\u2019esercizio delle sue funzioni di iniziativa legislativa ed esecuzione delle norme europee. <\/p>\n<p>Forte della legittimazione popolare, infine, il nuovo presidente potr\u00e0 anche ravvivare quel ruolo pi\u00f9 generale di<i> leadership <\/i>politica del processo di integrazione che la Commissione sembra aver perso negli ultimi anni.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, sia chiaro, non \u00e8 da leggere come un\u2019improvvisa (nonch\u00e9 caricaturale) trasformazione della Commissione nel <i>dominus<\/i> dell\u2019Unione. Anche nel migliore degli scenari possibili per la Commissione, gli stati membri continueranno ad avere un ruolo importante nella formazione e nell\u2019applicazione delle norme europee, e diversi strumenti per far rispettare i propri diritti qualora questi siano violati. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 di cui si parla, piuttosto, \u00e8 un riequilibrio tra poteri nell\u2019Ue, nel quale la Commissione si sposter\u00e0 dall\u2019ibrido (tra segretariato internazionale, agenzia indipendente ed esecutivo federale) che rappresenta adesso, in direzione di un modello di governo tradizionale.<\/p>\n<p><b>Commissione partigiana?<\/b><br \/>Alla luce di tutto ci\u00f2, quella che rimane forse la critica pi\u00f9 forte alla nuova procedura, ossia che essa generer\u00e0 tensioni dovute alla nuova natura \u201cpartigiana\u201d della Commissione, appare non tanto errata quanto mal posta. Quello che ci si deve chiedere, infatti, non \u00e8 se sia opportuno avere una Commissione politicizzata a guardia dei trattati, ma piuttosto se siamo pronti ad accettare che la Commissione intraprenda questo cambiamento di natura verso un vero e proprio esecutivo.<\/p>\n<p>Se la risposta \u00e8 s\u00ec, molte delle obiezioni a una Commissione politicizzata si sgonfiano fino a diventare problemi per lo pi\u00f9 tecnici di separazione tra funzioni di governo e garanzia che con mezzi altrettanto tecnici (come la creazione di agenzie indipendenti e maggiore trasparenza amministrativa) possono essere risolti.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alle elezioni del Parlamento europeo potremmo per la prima volta esprimere la nostra preferenza anche per il prossimo presidente della Commissione europea grazie alla scelta delle principali formazioni politiche paneuropee di presentare un proprio candidato alla guida dell\u2019esecutivo di Bruxelles. 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