{"id":26020,"date":"2014-04-10T00:00:00","date_gmt":"2014-04-09T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-il-fiume-giallo-diventa-nero\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:53","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:53","slug":"se-il-fiume-giallo-diventa-nero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/se-il-fiume-giallo-diventa-nero\/","title":{"rendered":"Se il fiume giallo diventa nero"},"content":{"rendered":"<p>La Cina negli ultimi anni ha manifestato al mondo il suo enorme potere economico. Esistono tuttavia grandi problematiche interne che da tempo affliggono il vasto territorio cinese. Possiamo dunque considerarlo un paese in grado di guidare l\u2019economia internazionale?<\/p>\n<p><b>Falde acquifere cinesi inquinate<\/b><br \/>Pur detenendo il 40% delle risorse idriche mondiali, la Cina sta affrontando uno dei pi\u00f9 grandi drammi ambientali per quanto riguarda la scarsit\u00e0 dell\u2019acqua. Il problema non risiede nell\u2019effettiva disponibilit\u00e0 dell\u2019elemento, ma dal pesante inquinamento delle falde acquifere. <\/p>\n<p>Due sono i fattori che alimentano tale fenomeno: la mancata tutela da parte delle autorit\u00e0 all\u2019ecosistema e l\u2019eccessivo sfruttamento dei depositi idrici nell\u2019industria. <\/p>\n<p>La Cina vanta infatti un\u2019incredibile produzione energetica per mezzo delle numerose centrali a carbone presenti sul territorio. Questo enorme apparato produttivo ha reso possibile la grande spinta economica di Pechino negli ultimi anni, trascurando tuttavia gli effetti sull\u2019ecosistema. <\/p>\n<p>Queste grandi centrali energetiche, per poter restare attive, necessitano di spropositate quantit\u00e0 di acqua per il raffreddamento (circa 15 mila tonnellate l\u2019anno per singola installazione); il governo cinese, ben consapevole di questo, ha programmato per il 2015, la costruzione di altre 450 nuove centrali a carbone. <\/p>\n<p>Questo apparato industriale cinese, oltre a consumare notevoli quantit\u00e0 d\u2019acqua, incide ulteriormente sul problema idrico aggravando le condizioni ambientali delle riserve stesse; i rifiuti industriali stanno inquinando le falde acquifere a livelli allarmanti, apportando danni persino all\u2019agricoltura.<\/p>\n<p>La Banca Asiatica dello Sviluppo, che ha studiato con cura l\u2019andamento delle risorse idriche negli ultimi cinquant\u2019anni, ha stimato come la disponibilit\u00e0 d\u2019acqua pro capite in Cina sia diminuita del 60%, percentuale che nel 2025 potrebbe arrivare al 70%. <\/p>\n<p>Il settore del carbone assorbe ben il 20% del consumo totale di acqua della Cina, mentre l\u2019agricoltura prende un altro 62%. Il \u201cpopolo giallo\u201d sussiste quasi esclusivamente di agricoltura; solamente negli ultimi anni sono subentrate le proteine nella dieta cinese, richiedendo maggiori apporti di liquidi all\u2019organismo. <\/p>\n<p>Altro dato allarmante \u00e8 quello verificato dalla Commissione sanitaria di Pechino (istituita appositamente negli ultimi anni): il 90% delle acquee sotterranee \u00e8 contaminato da rifiuti di depurazione e rifiuti industriali. Gi\u00e0 nel 2010 in 183 citt\u00e0 cinesi l\u2019acqua era stata considerata imbevibile.<\/p>\n<p><b>La ricchezza del fiume Giallo<\/b><br \/>I pi\u00f9 grande corso d\u2019acqua cinese, il Fiume Giallo (&#40644;&#27827; &#8211; <i>Hu\u00e1ng He<\/i>), \u00e8 stato da sempre una benedizione per l\u2019agricoltura del paese. Esso, cosi come tutti i suoi affluenti, irrigava e fertilizzava gli appezzamenti siti appositamente nei pressi dei suoi argini. Al giorno d\u2019oggi, questo fenomeno di \u201c<i>esondazione benefica<\/i>\u201d, si sta rivelando nocivo alla produzione dei beni di primaria sussistenza, quali i cereali (la Cina \u00e8 infatti primo produttore mondiale di grano e il secondo di mais). <\/p>\n<p>Questo corso d\u2019acqua viene chiamato Fiume Giallo non per caso: le sue acque sono infatti dense e limacciose, si tratta del fiume pi\u00f9 fangoso del pianeta. Ogni tonnellata d\u2019acqua porta infatti 40 chilogrammi di limo, il quale rende (o per meglio dire, rendeva) fertili i campi. Quello che un tempo fertilizzava le terre, ore le devasta, spargendo sui campi coltivati rifiuti industriali. <\/p>\n<p>Il Fiume Giallo \u00e8 il principale corso d\u2019acqua cinese, lungo 5,464 chilometri, con una capacit\u00e0 media di 2,571 metri cubi al secondo; parliamo dunque di un titano dell\u2019H2O, capace di fornire acqua a oltre 155 milioni di persone ed irrigare il 15% delle terre agricole cinesi. Il fiume nasce nella \u201cregione dei mille laghi\u201d, ma negli ultimi vent\u2019anni oltre la met\u00e0 di quei laghi \u00e8 scomparsa. <\/p>\n<p>Secondo fonti ufficiali del ministero dell\u2019Agricoltura, \u201cil Fiume Giallo ha sempre ospitato oltre 150 specie di pesci, ma un terzo sono ora estinte\u201d. Ogni anno, fino a poco tempo fa, venivano pescate nel fiume 700 tonnellate di pesce; questa quantit\u00e0 \u00e8 diminuita attualmente del 40%. <\/p>\n<p>Sempre secondo questa fonte, sono gli impianti idroelettrici che hanno bloccato le vie di migrazione dei pesci, riducendo la portata dell\u2019acqua, gi\u00e0 aggravata dal costante inquinamento. Solamente sulle rive del Fiume Giallo e dello Yangtze (altro fiume importante, lungo circa 6.418 chilometri), sono siti 11 mila impianti chimici; queste installazioni, solamente nel 2005, hanno riversato 4,35 miliardi di tonnellate di scarichi idrici inquinanti. <\/p>\n<p>Altro elemento che ha aggravato la condizione ambientale dei fiumi \u00e8 stato il frequente cadere di piogge acide; nel 2005 solamente Pechino, ha registrato emissioni per 26 milioni di tonnellate di biossido di zolfo (Pechino \u00e8 considerata attualmente una delle citt\u00e0 pi\u00f9 inquinate del mondo) Secondo dati ufficiali del Sepa (Amministrazione per la protezione ambientale dello stato, ogni anno si distruggono circa 13 milioni di tonnellate di prodotti agricoli contaminati da metalli. <\/p>\n<p><b>I contadini nello Shandong<\/b><br \/>Caso eclatante quello dei contadini nello Shandong (provincia costiera situata lungo la regione pi\u00f9 orientale della Repubblica popolare cinese), costretti a coltivare ed attingere acqua per uso personale da un fiume nero come la pece. <\/p>\n<p>Le autorit\u00e0 non appaiono preoccupate di quanto stia accadendo nei pressi di Pechino, lungo il fiume Zhangweixin, dove i contadini sono costretti ad irrigare i campi con acqua fetida e coperta di schiuma. Questo fiume, nasce prima di Dexhou e percorre 460 chilometri fino a sfociare nel mare Bohai; \u00e8 stato scientificamente accertato l\u2019inquinamento all\u201980% di questo corso d\u2019acqua. <\/p>\n<p>Cai Wenxiao, vice direttore dell\u2019Ufficio per la protezione ambientale a Dezhou, spiega che l\u2019inquinamento del fiume Zhangweixin proviene soprattutto dalle province a monte, dove i cantieri e gli impianti chimici dello Henan, gettano rifiuti in affluenti del fiume. I residenti hanno protestato contro i governi locali, non solo senza ottenere alcun risultato o indennizzo, ma ricevendo minacce dai funzionari locali.<\/p>\n<p>Questo evento, piccolo per quanto riguarda la sua rilevanza all\u2019interno di un paese che rasenta il miliardo e mezzo di abitanti, mostra quanta attenzione dedichi il governo al problema della salute pubblica. <\/p>\n<p>A conferma di quanto detto, Zhang Dexin, capo del dipartimento economico dell\u2019universit\u00e0 locale, osserva che il 75% della popolazione lavora nell\u2019agricoltura, ma contribuisce solo per il 4,4% del Pil. Asserisce inoltre che al paese occorrono grandi impianti chimici ed energetici per far crescere l\u2019economia e assorbire i lavoratori rurali, tollerando quindi un certo grado di inquinamento.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cina negli ultimi anni ha manifestato al mondo il suo enorme potere economico. 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