{"id":26060,"date":"2014-04-15T00:00:00","date_gmt":"2014-04-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/ttip-nelle-sabbie-mobili\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:52","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:52","slug":"ttip-nelle-sabbie-mobili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/ttip-nelle-sabbie-mobili\/","title":{"rendered":"Ttip nelle sabbie mobili"},"content":{"rendered":"<p>Dalle colonne di un autorevole quotidiano italiano \u00e8 stato recentemente raccomandato al governo di inserire tra le priorit\u00e0 del semestre di Presidenza dell\u2019Unione europea, Ue, la conclusione dell\u2019accordo per la creazione di un\u2019area transatlantica di libero scambio, la Transatlantic trade and investment partership (Ttip).<\/p>\n<p>Personalmente credo che sia del tutto irrealistico ipotizzare la conclusione di un negoziato cos\u00ec complesso entro la fine dell\u2019anno in corso. Sono per\u00f2 convinto che sia un ottimo investimento, per il nostro governo, e pi\u00f9 in generale per l\u2019Ue, impegnarsi a rilanciare una trattativa che si sta rivelando pi\u00f9 difficile del previsto e che rischia di insabbiarsi in assenza di un forte impulso a livello politico.<\/p>\n<p><b>Intesa tra le due sponde dell\u2019Atlantico <\/b><br \/>\nL\u2019idea di un accordo Ue-Usa sulla liberalizzazione degli scambi e sugli investimenti era maturata nel corso di questi ultimi due-tre anni attraverso passaggi che avevano consentito di superare riserve e resistenze sia in Europa che negli Usa.<\/p>\n<p>La proposta per un accordo transatlantico di libero scambio si era concretizzata nei primi mesi del 2103, grazie a una fortunata e rara congiuntura che aveva determinato un convinto sostegno al pi\u00f9 alto livello politico sia a Washington che a Bruxelles (e nelle maggiori capitali europee).<\/p>\n<p>Su queste basi il negoziato si era avviato nell\u2019estate dello scorso anno, in un\u2019atmosfera di grande ottimismo e di grandi aspettative nei confronti di una iniziativa che prometteva importanti stimoli alla crescita in Europa e negli Usa e che avrebbe consentito ai due partner transatlantici di definire nuove regole del gioco in materia di commercio internazionale e di investimenti. Il tutto grazie ad un\u2019ambiziosa intesa bilaterale, in un contesto di paralisi del negoziato multilaterale nell\u2019ambito del Wto.<\/p>\n<p><b>Oltre la riduzione delle barriere tariffarie <\/b><br \/>\nSi sapeva fin dall\u2019inizio che i problemi maggiori non si sarebbero incontrati nel settore pi\u00f9 tradizionale dell\u2019accesso al mercato e della riduzione delle barriere tariffarie gi\u00e0 sufficientemente ridotte negli scambi commerciali Ue-Usa, ma che le vere difficolt\u00e0 sulla strada di un\u2019autentica area di libero scambio erano collegate all\u2019abbattimento delle barriere non tariffarie, al tema della cosiddetta convergenza regolamentare, all\u2019armonizzazione degli standard fito-sanitari, alla questione dell\u2019accesso agli appalti pubblici, all\u2019apertura del mercato dei servizi e infine al tema della propriet\u00e0 intellettuale e a quello strettamente collegato della protezione delle indicazioni geografiche.<\/p>\n<p>Si era partiti con il negoziato sperando di poter contare su quel sostegno politico che a volte consente di superare difficolt\u00e0 considerate (forse a torto) di natura prevalentemente tecnica.<\/p>\n<p><b>Ostacoli al Ttip<\/b><br \/>\nA distanza di vari mesi dall\u2019avvio del negoziato e dopo quattro \u201cround\u201d negoziali, la trattativa sembra ora segnare il passo.<\/p>\n<p>Le difficolt\u00e0 sui vari capitoli del negoziato appaiono evidenti. Nessun significativo progresso si \u00e8 ancora registrato sui temi sensibili della convergenza regolamentare, o della armonizzazione degli standard fito-sanitari; aperture molto limitate sul tema dell\u2019accesso agli appalti pubblici; ancora divergenze sensibili sull\u2019inserimento nel negoziato del tema dei servizi finanziari; posizioni ancora molto distanti su propriet\u00e0 intellettuale e protezione delle indicazioni geografiche e perfino difficolt\u00e0 inattese sul tema delle riduzioni delle tariffe doganali e dell\u2019accesso ai mercati.<\/p>\n<p>Sembra radicalmente mutato soprattutto quel favorevole contesto politico che aveva reso possibile l\u2019avvio del negoziato. Negli Stati Uniti, l\u2019Amministrazione resta in principio interessata a un accordo sul Tttip, ma non \u00e8 riuscita a ottenere dal Congresso l\u2019approvazione della <i>Trade Promotion Authority<\/i>.<\/p>\n<p>Questa circostanza, pur comprensibile data la grande sensibilit\u00e0 di un tema controverso come quello della liberalizzazione degli scambi, nell\u2019imminenza della campagna per le elezioni di per il rinnovo parziale del Congresso, ha determinato una situazione in cui l\u2019Amministrazione si trova a negoziare il Ttip senza un mandato parlamentare.<\/p>\n<p>L\u2019Ue \u00e8 certamente interessata al Ttip, anche come strumento di stimolo alla crescita, ma in Europa si \u00e8 ormai aperta una fase di transizione, caratterizzata dalle imminenti elezioni del Parlamento europeo (che dovr\u00e0 comunque pronunciarsi sul Ttip) e dall\u2019insediamento (previsto per il prossimo novembre) di una nuova Commissione (cui spetta di negoziare il Ttip per conto della Ue). Inevitabile che questa situazione d\u2019incertezza determini almeno un rallentamento del negoziato.<\/p>\n<p><b>Crisi Ucraina e rapporto transatlantico <\/b><br \/>\nCi troviamo quindi in una situazione paradossale nella quale gli eventi recenti in Ucraina e in Crimea hanno determinato un imprevisto salto di qualit\u00e0 nell\u2019intesa e nella solidariet\u00e0 tra Europa e Usa, spingendo nella direzione di un rafforzamento del rapporto transatlantico in tutte le sue dimensioni: da quella della sicurezza a quella della cooperazione economica e commerciale fino alla cooperazione nel campo dell\u2019energia.<\/p>\n<p>Contestualmente per\u00f2 si deve constatare che l\u2019iniziativa pi\u00f9 ambiziosa, attorno alla quale si dovrebbe consolidare il partenariato strategico transatlantico, segna il passo e rischia di incagliarsi nelle sabbie mobili.<\/p>\n<p>Da qui la necessit\u00e0 di farsi carico di mantenere il Ttip fra le priorit\u00e0 dell\u2019agenda dei prossimi mesi della politica italiana ed europea. Non perch\u00e9 sia verosimile ipotizzare la conclusione del relativo negoziato a breve scadenza, ma perch\u00e9 in assenza di un impegno diretto della politica al pi\u00f9 alto livello non si pu\u00f2 escludere il rischio di un fallimento (o di un eccessivo ridimensionamento rispetto alle originarie legittime aspettative) di un accordo di sicura portata strategica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalle colonne di un autorevole quotidiano italiano \u00e8 stato recentemente raccomandato al governo di inserire tra le priorit\u00e0 del semestre di Presidenza dell\u2019Unione europea, Ue, la conclusione dell\u2019accordo per la creazione di un\u2019area transatlantica di libero scambio, la Transatlantic trade and investment partership (Ttip). 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