{"id":26120,"date":"2014-04-23T00:00:00","date_gmt":"2014-04-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/verso-uneuropa-piu-creativa\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:50","slug":"verso-uneuropa-piu-creativa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/verso-uneuropa-piu-creativa\/","title":{"rendered":"Verso un\u2019Europa pi\u00f9 creativa"},"content":{"rendered":"<p>Europa Creativa \u00e8 il nuovo programma dell&#8217;Unione europea (Ue), che stabilisce misure e finanziamenti ai settori culturale, creativo e audiovisivo per il settennio 2014-2020. Il programma riunisce, pur mantenendo la distinzione tra i marchi, i \u201cvecchi\u201d MEDIA e Cultura e prevede risorse per 1,46 miliardi, il 9% in pi\u00f9 rispetto al settennio precedente.<\/p>\n<p><b>La cultura europea guarda al 2020<\/b><br \/>La creazione di una cultura europea \u00e8 uno tra gli espliciti obiettivi del programma, come stabilito dall&#8217;art. 167 dello stesso trattato di Lisbona, secondo il quale \u201cl&#8217;Unione contribuisce al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversit\u00e0 nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune\u201d. <\/p>\n<p>Lo stesso progetto europeo \u00e8 nato, prima ancora che sulla base di valori economici, su principi di pace, solidariet\u00e0, e coesione tra i popoli sostenuti da un comune retaggio che attraversa la pluralit\u00e0 delle nostre culture e fonda la nostra identit\u00e0.<\/p>\n<p>Da questo punto di vista, in Europa si \u00e8 registrato un doppio cambio di passo: in primo luogo, \u00e8 stato costituzionalizzato e legittimato l\u2019intervento dell\u2019Ue, in termini di tutela e promozione del patrimonio culturale e paesaggistico, valorizzazione della diversit\u00e0 culturale e linguistica e acquisizione della cultura come dimensione orizzontale di tutte le politiche. <\/p>\n<p>Si \u00e8 inoltre verificato il passaggio dalla costruzione di una economia della conoscenza in Lisbona 2000-2010 all\u2019obiettivo di Europa 2020, e cio\u00e8 una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile, in cui il sostegno e la promozione dell\u2019imprenditoria riguarda anche le imprese creative in senso lato (competenze, conoscenze, nuovi profili professionali, networking, digitale).<\/p>\n<p>In questo, sul piano europeo, la cultura deve configurarsi come il quarto pilastro della sostenibilit\u00e0, accanto a quella ambientale, economica e sociale e diventare per tutti i suoi cittadini un diritto esigibile e misurabile. Le previsioni di Europa Creativa sono orientate da questa prospettiva.<\/p>\n<p>Le principali novit\u00e0 del programma, per titoli, riguardano il riconoscimento del valore duale della cultura (intrinseco ed economico), l\u2019inclusione del patrimonio tangibile e intangibile, la complementariet\u00e0 con le altre politiche dell\u2019Ue, la pi\u00f9 dettagliata articolazione di uno strumento finanziario di garanzia europea sui prestiti, l\u2019accompagnamento dei settori culturali e creativi nell\u2019era digitale, la valorizzazione del ruolo di artisti, professionisti e creativi, la valorizzazione della dimensione imprenditoriale, l\u2019allargamento del pubblico e lo sviluppo di nuovi pubblici, l\u2019educazione culturale, media e digitale.<\/p>\n<p><b>Creative Europe Desks <\/b><br \/>Le misure del programma sono rivolte a soggetti profit e non profit, professionisti, operatori e artisti. Come nello scorso settennio accadeva con i Cultural Contact points e i Media Desks, per tutti loro saranno a disposizione i Creative Europe Desks, per il cui allestimento sono previste specifiche risorse all&#8217;interno del budget per il programma.<\/p>\n<p>In generale, da parte del settore serve una maggiore capacit\u00e0 di operare attraverso i partenariati e i network, di adottare un approccio pi\u00f9 trasversale e guardare alla filiera, incrociando potenzialit\u00e0 dei territori, professionalit\u00e0, competenze e creativit\u00e0 per superare la tendenza a realizzare progetti di piccole dimensioni.<\/p>\n<p>Nella proposta iniziale, l&#8217;incremento di risorse previsto era del 37%. Europa Creativa ha risentito del taglio che, per la prima volta nella storia dell&#8217;Unione, ha interessato l&#8217;intero budget del quadro finanziario pluriennale, passato da 1,000 miliardi di euro a 960. <\/p>\n<p>Cos\u00ec anche l&#8217;importo per il programma si \u00e8 ridotto da 1,8 miliardi all&#8217;attuale 1,46. Rispetto al settennio precedente abbiamo comunque registrato un aumento, ma non possiamo negare che lo  avremmo voluto pi\u00f9 consistente.<\/p>\n<p>Nel merito dei contenuti del programma, abbiamo lavorato perch\u00e9 potesse rispondere al meglio alle sfide del settore in Europa, con particolare riferimento alla digitalizzazione, alla globalizzazione e, alla frammentazione del mercato, all&#8217;ampliamento del pubblico, alla mobilit\u00e0 e allo sviluppo delle capacit\u00e0 imprenditoriali degli operatori del settore.<\/p>\n<p><b>Horizon 2020<\/b><br \/>Certo, avremmo voluto di pi\u00f9. Ma non si deve dimenticare che grazie al nostro impegno le risorse per la cultura nel nuovo ciclo di programmazione non verranno solo da Europa Creativa. Ci siamo battuti con successo per inserire nel testo di Horizon 2020, il nuovo programma pluriennale dell&#8217;Ue per la ricerca in cui i riferimenti alla cultura erano totalmente assenti emendamenti relativi al patrimonio culturale e alla ricerca umanistica. <\/p>\n<p>Horizon ha un budget di oltre 70 miliardi. Non solo: sempre grazie al nostro impegno, cultura e turismo sono stati inclusi tra le <i>key actions<\/i> dell&#8217;obiettivo tematico sei dei fondi strutturali, il cui budget complessivo \u00e8 di 325 miliardi (di cui circa 30 arriveranno all\u2019Italia).<\/p>\n<p>Ci sono risorse per infrastrutture e servizi culturali anche all&#8217;interno delle politiche per lo sviluppo rurale, cui sono assegnati fondi per 95 miliardi, e fondi per le piccole e medie imprese del turismo messi a disposizione dal programma di sostegno Cosme. <\/p>\n<p>Il riconoscimento della cultura come dimensione trasversale a tutte le politiche comunitarie ha quindi portato a questo ampliamento delle possibilit\u00e0 e delle fonti di finanziamento per la cultura.<\/p>\n<p><b>Capacit\u00e0 economica del settore culturale <\/b><br \/>D\u2019altronde, la capacit\u00e0 economica del settore culturale \u00e8 qualcosa che non ha pi\u00f9 bisogno di essere dimostrata.<\/p>\n<p>Tanto per dare qualche numero, in Europa secondo Kea, cultura e creativit\u00e0 occupano oltre 6 milioni di persone, impegnano 1 milione e realizzano una quota del Pil Ue che arriva fino al 7%. <\/p>\n<p>Molti altri studi hanno dimostrato gli effetti positivi sulle economie nazionali degli investimenti pubblici in cultura e la capacit\u00e0 della filiera culturale e creativa privata di scatenare un indotto rilevante. Un modello sociale ed economico in cui la cultura non rappresenti una direttrice di investimento non \u00e8 sostenibile, lo argomenta efficacemente l\u2019Istat inserendo il patrimonio culturale tra gli indicatori di benessere.<\/p>\n<p>Oggi la direzione nella quale insistere \u00e8 che patrimonio, turismo culturale, industrie culturali e creative, audiovisivo rappresentano per l\u2019Europa e l\u2019Italia leve di straordinario valore per la competitivit\u00e0 e la crescita.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Europa Creativa \u00e8 il nuovo programma dell&#8217;Unione europea (Ue), che stabilisce misure e finanziamenti ai settori culturale, creativo e audiovisivo per il settennio 2014-2020. Il programma riunisce, pur mantenendo la distinzione tra i marchi, i \u201cvecchi\u201d MEDIA e Cultura e prevede risorse per 1,46 miliardi, il 9% in pi\u00f9 rispetto al settennio precedente. 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