{"id":26130,"date":"2014-04-24T00:00:00","date_gmt":"2014-04-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/gas-italia-pivot-per-le-nuove-strategie-europee\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:50","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:50","slug":"gas-italia-pivot-per-le-nuove-strategie-europee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/gas-italia-pivot-per-le-nuove-strategie-europee\/","title":{"rendered":"Gas, Italia pivot  per le nuove strategie europee"},"content":{"rendered":"<p>Con la crisi ucraina, il tema della sicurezza energetica \u00e8 tornato prepotentemente al centro del dibattito italiano ed europeo. L\u2019Istituto Affari Internazionali ha riflettuto sul tema, anche nella presentazione del suo <a href= \"http:\/\/www.radioradicale.it\/scheda\/408829\" target= \"blank\"><b><u> Rapporto sulla politica estera italiana<\/u><\/b><\/a> in vista del semestre di presidenza del Consiglio dell\u2019Unione europea (Ue). <\/p>\n<p><b>Diversificazione energetica europea <\/b><br \/>Come stabilito nella Strategia energetica nazionale (Sen), l\u2019Italia ambisce a ricoprire un ruolo strategico nei piani di diversificazione energetica europea. Tuttavia, la recente decisione di congelare il progetto del gasdotto Tgl &#8211; in grado di connettere Germania e Italia via Austria &#8211; e il rischio che la crisi in Ucraina possa far definitivamente tramontare il progetto di realizzazione del South Stream, impongono a Roma la ricerca di alternative concrete. <\/p>\n<p>A decidere di bloccare il progetto del gasdotto Tgl \u00e8 stato il Consiglio di amministrazione del gadotto stesso, capeggiato e dalla tedesca EOn che \u00e8 il socio di maggioranza.<\/p>\n<p><b>Approdo pugliese per il gasdotto Tap<\/b><br \/>Diversificazione energetica \u00e8 sinonimo di maggiore indipendenza dalle politiche dei principali paesi fornitori, Gazprom <i>in primis<\/i>. <\/p>\n<p>Molti Paesi &#8211; soprattutto in Europa centrale e orientale &#8211; sono infatti ancora fortemente &#8211; se non totalmente &#8211; dipendenti dalla Federazione Russa. Perci\u00f2, la realizzazione del gasdotto Tap, proveniente dall\u2019Azerbaijan, rappresenterebbe una prima &#8211; seppur ridotta &#8211; concreta risposta al problema della dipendenza energetica europea.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 direttamente interessata dal progetto, dal momento che si prevede l\u2019approdo del gasdotto in Puglia. Tuttavia, la nostra credibilit\u00e0 dipende dalla capacit\u00e0 di proporre una soluzione rapida e il pi\u00f9 possibile condivisa con le popolazioni locali che osteggiano fortemente il progetto.<\/p>\n<p><b>Partnership energetica con l\u2019Iran<\/b><br \/>L\u2019Iran possiede, dopo la Russia, le maggiori riserve di gas al mondo. Il ricco giacimento di South Pars fa gola a molti, compresa l\u2019Ue. Tuttavia, per sfruttare questo potenziale occorre un allentamento del regime di sanzioni economiche nei confronti di Teheran e una riabilitazione internazionale del paese.<\/p>\n<p>Se Teheran sar\u00e0 in grado di realizzare gli investimenti necessari per ammodernare il sistema energetico nazionale diventer\u00e0 un partner fondamentale per l\u2019Ue, anche nell\u2019ottica della stabilizzazione politica di Siria, Iraq e Afghanistan. Il paese sarebbe eventualmente in grado di allacciarsi al <i>Southern Corridor<\/i>, connettendo l\u2019Ue a Turchia, Mediterraneo orientale e Asia centrale.<\/p>\n<p><b>Cipro e Turchia avvicinate dal gas dell\u2019East Med<\/b><br \/>La scoperta di importanti giacimenti di gas nel Mediterraneo orientale  potrebbe favorire un allentamento delle tensioni tra Cipro e Turchia, riuscendo dove la diplomazia ha sempre fallito. Nicosia sta cercando di usare le riserve offshore di gas come <i>leverage <\/i>nei confronti di Ankara per riproporre il tema dell\u2019unificazione dell\u2019isola sotto l\u2019egida dell\u2019Onu.<\/p>\n<p>Entrambi i Paesi otterrebbero dei benefici dallo sfruttamento del gas. Cipro placherebbe la crisi economica e occupazionale interna, mentre la Turchia &#8211; sempre pi\u00f9 bisognosa di energia &#8211; potrebbe proporsi come principale acquirente e paese di transito. Tuttavia, le riserve cipriote attualmente non sembrano sufficienti a giustificare un investimento di diversi miliardi di euro per creare un\u2019adeguata capacit\u00e0 di esportazione.<\/p>\n<p>A tal fine, serve il  sostegno e la collaborazione di attori regionali come Israele, che tuttavia punta principalmente sullo sfruttamento dei suoi giacimenti a fini domestici. L\u2019Italia &#8211; tramite Eni &#8211; nel 2013 ha siglato un accordo con la Repubblica di Cipro per l\u2019esplorazione di tre blocchi del giacimento di Afrodite.<\/p>\n<p>Il gas dell\u2019East Med potrebbe in futuro essere esportato attraverso il gasdotto Transanatolico (Tanap) o la rete turca gestita da Botas, per poi eventualmente approdare in Italia, agganciandosi alle strutture gi\u00e0 pianificate per il gasdotto Tao.<\/p>\n<p><b>Rischio Cirenaica e Sonatrach sui rifornimenti dal Magreb<\/b><br \/>Al momento per\u00f2, le priorit\u00e0 energetiche per l\u2019Italia e per l\u2019Ue, anche in virt\u00f9 delle tensioni con la Russia, sono orientate ai paesi del Maghreb, in particolare Libia e Algeria. Nel caso libico, la situazione critica della parte orientale del Paese, l\u2019instabilit\u00e0 istituzionale e il pericoloso contrabbando di petrolio da parte dei separatisti in Cirenaica destano molte preoccupazioni per la sicurezza degli approvvigionamenti verso l\u2019Italia.<\/p>\n<p>Sul fronte algerino invece, la corruzione dilagante cha ha colpito la Sonatrach &#8211; principale azienda energetica nazionale &#8211; e la crisi socio-economico interna rendono il quarto mandato del presidente Bouteflika assai incerto. Il fondo di stabilizzazione creato nel 2000 per isolare l\u2019economia nazionale dagli shock derivati dal prezzo del petrolio non basta a placare le critiche, che si traducono in disordini interni e sempre maggiori flussi migratori in uscita dal Paese.<\/p>\n<p><b>Interconnessioni energetiche trans-frontaliere <\/b><br \/>Oltre a continuare a promuovere la realizzazione di un mercato europeo dell\u2019energia integrato che garantisca meccanismi comuni di solidariet\u00e0 ed eviti l\u2019isolamento energetico dei paesi membri, l\u2019Italia dovrebbe promuovere una strategia europea di stabilizzazione dell\u2019intera area.<\/p>\n<p>A tal fine, occorre realizzare e rendere operativo quanto prima un sistema di interconnessioni energetiche trans-frontaliere che consenta di spostare volumi di gas anche da ovest verso est (attraverso una capacit\u00e0 <i>reverse flow<\/i>) in caso di crisi energetiche.<\/p>\n<p>In questo quadro, il Summit del G7 dell\u2019energia che si terr\u00e0 a Roma il 5 e il 6 maggio , rappresenta un\u2019occasione unica e imperdibile per ribadire la necessit\u00e0 di mantenere un dialogo costruttivo con Mosca, ma di proseguire al contempo in modo deciso verso strategie di diversificazione energetica veramente efficaci.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la crisi ucraina, il tema della sicurezza energetica \u00e8 tornato prepotentemente al centro del dibattito italiano ed europeo. 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