{"id":26150,"date":"2014-04-25T00:00:00","date_gmt":"2014-04-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lo-spettro-del-collasso-ambientale\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:49","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:49","slug":"lo-spettro-del-collasso-ambientale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/04\/lo-spettro-del-collasso-ambientale\/","title":{"rendered":"Lo spettro del collasso ambientale"},"content":{"rendered":"<p>La Cina \u00e8 oggi il maggiore consumatore di energia al mondo, il principale importatore di petrolio, nonch\u00e9 il primo emettitore di gas serra. Circa il 70% dell\u2019economia cinese \u00e8 alimentato dal carbone. <\/p>\n<p>Le conseguenze ambientali sulla salute di questa impressionante crescita si sono manifestate con chiarezza negli ultimi anni: le cosiddette \u201capocalissi dell\u2019aria\u201d in molte citt\u00e0, gli scandali sui raccolti e le falde acquifere contaminati, l\u2019abbassamento delle aspettative di vita e le morti premature tra la popolazione evidenziati da recenti studi sono gli esempi pi\u00f9 lampanti. <\/p>\n<p>Preoccupata da questi problemi, e dalla potenziale instabilit\u00e0 sociale, la leadership cinese ha adottato misure eccezionali per combattere il degrado ambientale. Nel 2009, al vertice sul clima di Copenaghen, la Cina si \u00e8 impegnata a ridurre del 40-45% l\u2019intensit\u00e0 di carbonio e a raggiungere l\u2019obiettivo del 15% del consumo totale di energia ottenuta da combustibili non-fossili entro il 2020.<\/p>\n<p><b>Dodicesimo piano quinquennale<\/b><br \/>Il dodicesimo piano quinquennale (2011-2015) ha confermato questa nuova direzione enunciando una strategia generale di sviluppo <i>low-carbon<\/i>: il piano abbozza i contorni dei primi mercati per i crediti di emissione, colloca le nuove energie, la conservazione dell\u2019energia, la protezione ambientale e i veicoli a energia pulita tra le sette \u201cindustrie strategiche\u201d sostenute dal governo, e &#8211; soprattutto &#8211; si pone come obiettivo un tasso di crescita del Pil pi\u00f9 basso (7%), con un minore utilizzo di energia.<\/p>\n<p><b>Quali risultati sono stati finora ottenuti? <\/b><br \/>Dall\u2019entrata in vigore del piano: a causa della pi\u00f9 moderata crescita economica, la domanda di energia della Cina \u00e8 cresciuta solo del 3,9% nel 2012 &#8211; il tasso di crescita pi\u00f9 basso del decennio -, diminuendo cos\u00ec l\u2019intensit\u00e0 energetica del 3,6%. L\u2019emissione di CO2 \u00e8 aumentata del 3,2% nel 2012 rispetto ad un aumento del 9,3% nel 2011, riducendo l\u2019intensit\u00e0 di carbonio del 4,3%. <\/p>\n<p>Inoltre, l\u2019offerta di energia da combustibili non fossili \u00e8 aumentata di circa il 9%, grazie alla crescita del volume di elettricit\u00e0 generata da centrali eoliche e idroelettriche. In aggiunta, dal giugno 2013, la Cina ha lanciato esperimenti-pilota di mercati delle emissioni a Shenzhen, Shanghai e Pechino.<\/p>\n<p><b>Sfide future<\/b><br \/>Nonostante la Cina sembri essere sulla buona strada per quanto riguarda la riduzione dell\u2019intensit\u00e0 di carbonio, grandi sfide permangono all\u2019orizzonte. Innanzitutto, il vero problema, rappresentato dal ruolo delle imprese di stato (<i>State-owned enterprises<\/i>, Soe) non \u00e8 affrontato di petto. <\/p>\n<p>Le Soe attive nel settore energetico rappresentano i monopoli di mercato pi\u00f9 imponenti del paese e influenzano i processi del <i>policy-making<\/i>, dato il rango ministeriale ricoperto da molti presidenti delle stesse aziende. Gli alti prezzi dell\u2019energia e delle risorse sono determinati dal potere monopolistico delle imprese di Stato, non dal mercato.<\/p>\n<p>In secondo luogo, bisogna considerare che l\u2019urbanizzazione della Cina \u00e8 ancora in corso. Nel 2009 McKinsey ha stimato che la popolazione urbana raggiunger\u00e0 un miliardo di persone entro il 2030, e che entro il 2025 ci saranno 221 citt\u00e0 con almeno un milione di abitanti, e 23 con oltre cinque. la domanda di energia della Cina aumenter\u00e0 del 40% tra il 2011 e il 2035, arrivando a rappresentare il 40% della crescita di domanda mondiale, mentre le emissioni di CO2 cresceranno del 28% durante lo stesso periodo.<\/p>\n<p>In terzo luogo, la Cina presenta un\u2019enorme sovraccapacit\u00e0 nelle industrie del cemento, del vetro, del trasporto marittimo e dell\u2019acciaio, in seguito al calo della domanda estera determinato dalla crisi economica globale. Perci\u00f2, dato che pi\u00f9 della met\u00e0 del consumo energetico cinese \u00e8 di natura industriale, bisognerebbe compiere i necessari passi per non aumentare le scorte.<\/p>\n<p>In quarto luogo, lo sviluppo delle nuove energie procede a singhiozzo. In seguito alla guerra commerciale dei pannelli fotovoltaici, la <i>National Development Reform Commission<\/i> (Ndrc) nel luglio 2013 ha emesso un documento per spostare il focus dell\u2019industria sul mercato interno, e promuovere impianti diffusi di generazione di energia. <\/p>\n<p>Questo piano non sta per\u00f2 procedendo come sperato. A causa del rapido sviluppo dell\u2019industria, molte centrali eoliche sono state costruite in aree con abbondanza di elettricit\u00e0 generata dal carbone e, quindi, sono state tagliate fuori dalla rete di distribuzione. La stessa associazione stima uno spreco in 20 miliardi di KW\/ora nel 2012, con una perdita totale di 10 miliardi di yuan (1,2 miliardi di euro).<\/p>\n<p><b>Gas sostituto del carbone?<\/b><br \/>Infine, permangono sostanziali ostacoli alla sostituzione del carbone con il gas nel consumo energetico. Il paese \u00e8 un importatore netto di gas convenzionale (possiede infatti solamente l\u20191% delle riserve globali), e l\u2019industria dello <i>shale gas<\/i> (gas di scisto) deve ancora decollare. Perci\u00f2, per aumentare rapidamente la quota di gas nel suo mix energetico, la Cina deve assicurarsi una fornitura di gas stabile ed economica dall\u2019estero. Il percorso di decarbonizzazione si presenta quindi come irto di ostacoli.<\/p>\n<p>La sfida pi\u00f9 complessa rimane quella della trasmissione delle politiche dal centro alle istituzioni locali, cui spetta garantirne l\u2019attuazione. Molte cose potrebbero andare storte in questo processo. Su questo sar\u00e0 giudicata negli anni avvenire la leadership guidata da Xi Jinping e Li Keqiang.<\/p>\n<p><i><font size=\"1\"> Articolo pubblicato su <a href= \" http:\/\/www.iai.it\/pdf\/OrizzonteCina\/OrizzonteCina_14-02.pdf\" target= \"blank\"><b><u> OrizzonteCina<\/u><\/b><\/a>, rivista online sulla Cina contemporanea a cura di Torino World Affairs Institute e Istituto Affari Internazionali<\/i><\/font>.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cina \u00e8 oggi il maggiore consumatore di energia al mondo, il principale importatore di petrolio, nonch\u00e9 il primo emettitore di gas serra. Circa il 70% dell\u2019economia cinese \u00e8 alimentato dal carbone. 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