{"id":26220,"date":"2014-05-02T00:00:00","date_gmt":"2014-05-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/europei-non-si-nasce-si-studia\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:48","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:48","slug":"europei-non-si-nasce-si-studia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/europei-non-si-nasce-si-studia\/","title":{"rendered":"Europei non si nasce, si studia"},"content":{"rendered":"<p>Un modo per capire l\u2019importanza di una cosa \u00e8 sperimentarne o temerne l\u2019assenza. Lo sanno bene centinaia di studenti universitari europei che hanno temuto di dover rinunciare a un\u2019esperienza fatta di sfide burocratiche, incertezze logistiche, ristrettezze economiche e studio, abbinati a una sovraesposizione di socialit\u00e0 multiculturale e plurilinguistica. In due sole parole, il programma Erasmus.<\/p>\n<p><b>Da Erasmo al demos europeo<\/b><br \/>Nell\u2019ottobre del 2012, la Commissione europea aveva spaventato tantissimi studenti con le valigie pronte, confermando i timori del Parlamento europeo (Pe) sull\u2019esaurimento dei fondi destinati al progetto. I bilanci in rosso rischiavano seriamente di lasciarli a casa. Una situazione surreale per una delle iniziative di maggior successo dell\u2019Unione europea (Ue), che proprio in quell\u2019anno celebrava i suoi 25 anni. <\/p>\n<p>\u00c8 difatti dal 1987 che grazie ad un acronimo piegato all\u2019onore di Erasmo da Rotterdam, pioniere degli studiosi itineranti, gli universitari hanno iniziato a incrinare le frontiere europee, conoscendosi e mischiandosi, scoprendo, sul campo, quanta unit\u00e0 possa nascere nella diversit\u00e0. Insomma, contribuendo nel proprio piccolo alla creazione di quel <i>demos <\/i>europeo che studiosi, politici e perfino corti costituzionali si affannano con difficolt\u00e0 a cercare da anni.<\/p>\n<p>La solita goccia nell\u2019oceano, obiettano i pi\u00f9 pessimisti, un ricordo indelebile nella crescita e nella formazione di tanti giovani (ormai adulti), si affrettano a ricordare tutti gli altri. Quello che \u00e8 certo, \u00e8 che decine di proteste si sono scatenate dopo la notizia sull\u2019imminente stop dell\u2019Erasmus che hanno portato il Pe a negoziare con la Commissione e il Consiglio, in extremis, una linea di finanziamento supplementare (circa 6 miliardi di euro), assicurando il programma anche per il 2012 e il 2013. Il pericolo non \u00e8 per\u00f2 stato corso invano.<\/p>\n<p>L\u2019Ue e i suoi stati membri sembrano aver imparato la lezione e l\u2019importanza assunta dall\u2019Erasmus. Nel nuovo quadro finanziario pluriennale 2014-2020, l\u2019Erasmus \u00e8 una delle poche voci ad aumentare i propri fondi rispetto agli anni precedenti (14,7 miliardi di euro per sette anni, circa il 40% in pi\u00f9), cambiando struttura e ampliando gli ambiti di attivit\u00e0. Con l\u2019obiettivo di offrire di pi\u00f9, sin dal nuovo nome, l\u2019Erasmus plus \u00e8 divenuto il programma quadro dell\u2019Ue nel campo dell\u2019istruzione, formazione, giovent\u00f9 e sport.<\/p>\n<p><b>Leonardo, Comenius, Grundtvig e Giovent\u00f9 in azione<\/b><br \/>La finalit\u00e0 che gli ha dato i natali rimane centrale, due terzi del bilancio saranno ancora destinati alle opportunit\u00e0 di studio all\u2019estero. Per sostenere la mobilit\u00e0 sia all\u2019interno che all\u2019esterno dell\u2019Unione, il programma ha previsto anche l\u2019istituzione di uno strumento di garanzia dei prestiti, che aiuter\u00e0 gli studenti universitari a finanziare i loro studi. <\/p>\n<p>La cooperazione tra i soggetti, statali e non, dedicati a promuovere l\u2019innovazione, l\u2019imprenditorialit\u00e0 e l\u2019occupazione giovanile, insieme alla promozione delle riforme politiche in materia di istruzione e formazione, rappresentano gli altri principali obiettivi che si \u00e8 posto l\u2019Erasmus plus. <\/p>\n<p>Nel tentativo di superare l\u2019eccessiva frammentazione lamentata nel passato, questo programma raggruppa ora tutte le iniziative settoriali che facevano parte del <i>Lifelong Learning Programme <\/i>della Commissione, ovvero i programmi Leonardo &#8211; dedicato alla formazione professionale &#8211; Comenius &#8211; riguardante l\u2019istruzione scolastica &#8211; Grundtvig, relativo all\u2019educazione degli adulti ed ovviamente il ben noto Erasmus.<\/p>\n<p>A questi si aggiungono poi il programma Giovent\u00f9 in azione, che ha lo scopo di sviluppare e sostenere la cooperazione europea tra i giovani, oltre a tutti i programmi di cooperazione internazionale dell\u2019Ue nel campo dell\u2019istruzione. Tra le novit\u00e0 pi\u00f9 interessanti vi \u00e8 altres\u00ec l\u2019introduzione di una linea di bilancio specifica per lo sport, che mira a sviluppare una dimensione europea delle attivit\u00e0 sportive giovanili, e a contrastare minacce come il doping.<\/p>\n<p><b>Ricercatori, disfate le valigie<\/b><br \/>Se l\u2019Erasmus plus ha come protagonisti la didattica e l\u2019insegnamento, a curarsi della ricerca scientifica e dell\u2019innovazione \u00e8 Horizon 2020 che vanta obiettivi tanto chiari quanto ambiziosi. Con un budget di circa 80 miliardi per 7 anni, il programma tenter\u00e0 di contribuire al raggiungimento di una crescita economica intelligente e sostenibile, rendendo l\u2019Europa una delle regioni pi\u00f9 competitive al mondo.<\/p>\n<p>In un certo senso, Horizon 2020 mira al risultato opposto di Erasmus plus: disfare le valigie dei tanti giovani, ricercatori e lavoratori altamente qualificati, pronti a lasciare l\u2019Europa nella speranza di trovare, altrove, un lavoro che ricompensi anni di studio e sacrifici. La creazione di un vero spazio europeo della ricerca significa anche questo, dare l\u2019opportunit\u00e0 agli europei di continuare a esserlo nel proprio continente.<\/p>\n<p>Recitare in conclusione il mantra del \u201cci vuole pi\u00f9 Europa\u201d nella formazione e nella ricerca, potrebbe apparire quasi superfluo, ma parlando con gli universitari svizzeri si scopre che non lo \u00e8. Le loro domande di partecipazione al programma Erasmus finiranno quest\u2019anno in fondo alla lista. <\/p>\n<p>\u00c8 una delle prime conseguenze al risultato del referendum elvetico dello scorso febbraio che ostacoler\u00e0 la libera circolazione dei lavoratori stranieri. Un atto dovuto da parte dell\u2019Unione europea (non si \u00e8 trattato di ritorsione) che ha gi\u00e0 provocato pi\u00f9 di un malumore tra i gli studenti e ricercatori svizzeri. <\/p>\n<p>In fin dei conti \u00e8 vero, per capire l\u2019importanza di una cosa bisogna sperimentarne l\u2019assenza.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un modo per capire l\u2019importanza di una cosa \u00e8 sperimentarne o temerne l\u2019assenza. 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