{"id":26300,"date":"2014-05-08T00:00:00","date_gmt":"2014-05-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/guerra-al-terrorismo-in-terra-egiziana\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:45","slug":"guerra-al-terrorismo-in-terra-egiziana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/guerra-al-terrorismo-in-terra-egiziana\/","title":{"rendered":"Guerra al terrorismo in terra egiziana"},"content":{"rendered":"<p>Mentre la magistratura egiziana prosegue nel suo giro di vite ai danni di centinaia di sostenitori della Fratellanza Musulmana, il processo di normalizzazione nei rapporti tra l\u2019Occidente e il Cairo sembra aver preso definitivamente il via in nome della lotta al terrorismo.<\/p>\n<p><b>Apache Usa al Cairo<\/b><br \/>A fine aprile, gli Stati Uniti hanno annunciato l\u2019imminente consegna all\u2019Egitto di 10 elicotteri d\u2019attacco Apache, sofisticati equipaggiamenti militari che, secondo il Pentagono, mirano ad aiutare il governo egiziano a \u201ccontrastare gli estremisti che minacciano la sicurezza statunitense, israeliana ed egiziana\u201d e supportare le operazioni di anti-terrorismo nella Penisola del Sinai. <\/p>\n<p>La decisione di Washington, che aveva ridimensionato lo scorso anno il sostegno militare all\u2019Egitto in seguito al golpe che ha deposto il Presidente Mohammed Mursi, rappresenta dunque un chiaro segnale di supporto per quella che il Governo egiziano sta presentando come la sua \u2018guerra al terrorismo\u2019, una vasta operazione militare che da pi\u00f9 di otto mesi sta continuando senza sosta nel Nord del Sinai.<\/p>\n<p>L\u2019offensiva mira a sradicare le sacche di militanza jihadista che dallo scorso luglio hanno intensificato la loro campagna militante contro le forze di sicurezza, ma la guerra al terrorismo egiziana ha nei fatti un obiettivo ben preciso: Ansar Bait al-Madqis.<\/p>\n<p><b>Ansar Bait al-Madqis <\/b><br \/>Per le autorit\u00e0 egiziane, Ansar Bait \u00e8 al momento la principale minaccia alla sicurezza del Paese, il gruppo responsabile di gran parte degli attacchi pi\u00f9 cruenti lanciati negli ultimi mesi nelle citt\u00e0 egiziane e nell\u2019instabile Sinai oltre ad essere l\u2019organizzazione ombrello che starebbe manovrando una miriade di fazioni jihadiste sorte di recente nel Paese, tra le quali Ajnad Misr e la Brigate Ansar al-Shari\u2019a, impegnate in una incessante campagna di omicidi mirati ai danni di soldati e poliziotti.<\/p>\n<p>L\u2019intelligence egiziana ha anche suggerito di avere informazioni sui presunti legami, mai provati fino ad ora, tra il gruppo e la Fratellanza, ipotesi non pienamente condivisa dagli Stati Uniti che concordano ad ogni modo con il Cairo sulla portata regionale della minaccia posta da Ansar. <\/p>\n<p>Ad inizio mese il Dipartimento di Stato statunitense ha sancito questa posizione inserendo il gruppo nella propria lista delle organizzazioni terroriste straniere, motivando la decisione sulla base di una serie di attacchi lanciati da Ansar ai danni di Israele nel corso del 2012 e dell\u2019attentato di febbraio contro un bus turistico nel Sinai meridionale nel quale tre turisti sudcoreani hanno perso la vita. <\/p>\n<p>Il comunicato del Dipartimento, che definisce Ansar come \u2018gruppo che condivide alcuni aspetti dell\u2019ideologia di al-Qaeda nonostante non ne sia un affiliato formale\u2019, sottolinea ad ogni modo che l\u2019organizzazione ha \u2018obiettivi locali\u2019, un\u2019aggiunta che sembra quasi tendere a ridimensionare la portata regionale del gruppo.<\/p>\n<p>Questo dettaglio racchiude nei fatti la posizione discordante degli analisti sulla natura di Ansar Bait, che in sintesi contrappone quanti considerano il gruppo un sotto-prodotto della repressione del Governo nei confronti delle forze islamiste egiziane e quanti leggono la rinascita jihadista nel Paese come il tentativo di veterani combattenti legati ad al-Qaeda di ricreare una roccaforte militante in Egitto, dal quale poi lanciare attacchi a livello regionale. La realt\u00e0, come spesso accade, sta probabilmente nel mezzo.<\/p>\n<p><b>Dal Sinai o da Al-Qaeda <\/b><br \/>Se da una parte il gruppo \u00e8 sorto nel 2011, quindi prima della deposizione di Morsi, \u00e8 anche vero che la presa del potere da parte dell\u2019esercito e la successiva repressione ai danni della base islamista ha radicalizzato la posizione del gruppo. <\/p>\n<p>Ansar \u00e8 gradualmente passata da isolati attacchi contro gasdotti e soldati israeliani nel Sinai ad una persistente campagna diretta contro le forze di sicurezza nelle citt\u00e0 egiziane e nella penisola, puntellata da una propaganda quasi esclusivamente volta ad accusare l\u2019esercito di maltrattamenti e torture ai danni dei Musulmani egiziani.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto \u00e8 pi\u00f9 che plausibile che ex militanti della Jihad islamica egiziana legati all\u2019egiziano Ayman al-Zawahiri, leader di al-Qaeda, ricoprono posizioni all\u2019interno del gruppo, ma parte di questi combattenti era gi\u00e0 attiva nel Sinai ancor prima della stessa elezione di Morsi, mentre contatti diretti con la leadership di al-Qaeda sono rimasti al momento pure congetture.<\/p>\n<p><b>Rischio crescita reclute<\/b><br \/>A prescindere dalla natura autoctona o esterna di Ansar al-Bayt, \u00e8 evidente che il gruppo tende a presentare la propria azione militante come diretta ad evitare vittime civili ed esclusivamente finalizzata a colpire l\u2019apparato di sicurezza egiziano. Ansar posta regolarmente sul proprio account Twitter appelli alla popolazione a rimanere lontana dagli edifici o caserme militari, una propaganda ben costruita che mira a presentare Ansar come il vero protettore degli Islamisti egiziani.<\/p>\n<p>Il rischio pi\u00f9 immediato \u00e8 dunque che il giro di vite del Governo egiziano, con il tacito assenso occidentale, finisca per fare il gioco di questa propaganda, allargando potenzialmente la base di reclutamento per un gruppo che sta gradualmente spostando il suo baricentro dal Sinai alle aree urbane del Paese.<\/p>\n<p>.  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mentre la magistratura egiziana prosegue nel suo giro di vite ai danni di centinaia di sostenitori della Fratellanza Musulmana, il processo di normalizzazione nei rapporti tra l\u2019Occidente e il Cairo sembra aver preso definitivamente il via in nome della lotta al terrorismo. 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