{"id":26310,"date":"2014-05-08T00:00:00","date_gmt":"2014-05-07T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/oltre-la-fortezza-europa\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:45","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:45","slug":"oltre-la-fortezza-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/oltre-la-fortezza-europa\/","title":{"rendered":"Oltre la Fortezza Europa"},"content":{"rendered":"<p>La crisi economica e finanziaria che ha colpito l\u2019Europa e in particolare l\u2019eurozona a partire dal 2008 ha innescato anche una profonda crisi strutturale dell\u2019Unione europea (Ue), intaccando la sua credibilit\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Il modello europeo, fondato sui successi di un processo di integrazione che aveva restituito la pace al continente dal secondo dopoguerra e sulla capacit\u00e0 di proiezione del pi\u00f9 grande mercato comune a livello globale ha cominciato a mostrare le sue crepe e la sua fragilit\u00e0 al mondo.<\/p>\n<p>L\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Ue di reagire in maniera coordinata e tempestiva alle crisi scoppiate nel suo immediato vicinato, dalla Tunisia all\u2019Egitto alla Libia e pi\u00f9 di recente in Ucraina, ha generato un crescente scetticismo sulla validit\u00e0 del progetto europeo nell\u2019attuale contesto internazionale. <\/p>\n<p>Un contesto caratterizzato da una tendenza al disimpegno degli Stati Uniti da scenari considerati di competenza europea, come il Mediterraneo e i Balcani, da una nuova centralit\u00e0 dell\u2019area del Pacifico rispetto all\u2019asse atlantico e da una distribuzione del potere mondiale oscillante tra multipolarismo e logiche di contrapposizione bipolare tipiche della Guerra Fredda.<\/p>\n<p><b>Agenda internazionale dell\u2019Ue <\/b><br \/>Non sono mancate le occasioni in cui l\u2019Ue ha saputo riconquistare la ribalta a livello internazionale, ad esempio in relazione allo storico accordo raggiunto tra Serbia e Kosovo nell\u2019aprile del 2013 sotto l\u2019egida dell\u2019Alto Rappresentante Catherine Ashton, ai negoziati sul nucleare iraniano condotti insieme ai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza, al nuovo approccio regionale alla sicurezza e allo sviluppo dal Sahel al Corno d\u2019Africa, alla posizione unitaria raggiunta a favore di una soluzione diplomatica e non militare alla guerra civile siriana.<\/p>\n<p>Occorre tuttavia che l\u2019Ue attui un cambio di passo decisivo per il rilancio del modello europeo. Questo richiede innanzitutto la definizione di priorit\u00e0 strategiche di lungo periodo sulle quali indirizzare l\u2019agenda internazionale, ma anche una modulazione degli sforzi dedicati alla realizzazione di questi obiettivi, che siano commisurati alle risorse disponibili ma pi\u00f9 ambiziosi di quelli attuali in termini di valorizzazione dell\u2019identit\u00e0 europea.<\/p>\n<p><b>Partenariati strategici <\/b><br \/>Azioni concrete in questa direzione includono il rafforzamento del partenariato tra l\u2019Ue e gli attori chiave del Mediterraneo allargato, dai paesi arabi del Nord Africa alla regione del Golfo, costruendo sul valore aggiunto dell\u2019Europa in alcuni ambiti specifici come la ricostruzione delle istituzioni, la lotta alla pirateria e la gestione dei flussi migratori. <\/p>\n<p>Sembra poi imprescindibile un\u2019azione dell\u2019Ue volta a promuovere il rilancio della politica verso i Balcani occidentali e la Turchia, cominciando dalla adesione della Serbia (tra le priorit\u00e0 della Presidenza italiana dell\u2019Ue nel secondo semestre del 2014) e dall\u2019apertura dei capitoli 23 e 24 nei negoziati con la Turchia.<\/p>\n<p>La prospettiva di un ribilanciamento della politica estera statunitense a favore dell\u2019Europa rispetto al \u201cperno asiatico\u201d passa attraverso gli sforzi dell\u2019Ue per la conclusione di un Accordo di libero scambio (<i>Transatlantic Trade and Investment Partnership<\/i> &#8211; Ttip), per il mantenimento degli impegni presi in materia di bilanci della difesa, per il coordinamento delle posizioni di Stati Uniti, Europa e Russia su alcuni temi di sicurezza e per mediare una risoluzione pacifica dei conflitti siriano e ucraino.<\/p>\n<p>Lo strumento dei partenariati strategici pu\u00f2 rivelarsi un potente volano per l\u2019affermazione del ruolo internazionale dell\u2019Ue, ma ne vanno definiti gli obiettivi e l\u2019approccio caso per caso, tenendo conto dei principali interessi in gioco per l\u2019Ue dal punto di vista economico e politico. <\/p>\n<p>Questo richiede un maggior coordinamento tra le politiche estere degli stati membri e la definizione di posizioni unitarie europee. Occorre in particolare attenuare la \u201cdiplomazia del libro contabile\u201d adottata da alcuni governi con paesi quali Russia e Cina, promuovendo un rilancio del dialogo politico sui temi della democrazia e dei diritti umani.<\/p>\n<p><b>Relazioni euro-africane<\/b><br \/>L\u2019Africa sub-sahariana rappresenta la pi\u00f9 grande scommessa per l\u2019Europa del XXI secolo. Per essere credibile, la politica africana dell\u2019Ue deve emanciparsi dall\u2019eredit\u00e0 post-coloniale attraverso l\u2019identificazione di priorit\u00e0 strategiche condivise e una ripartizione pi\u00f9 equa delle risorse e degli interventi nel continente africano, in particolare nei settori della sicurezza e dello sviluppo.<\/p>\n<p>Il riconoscimento degli aspetti esterni di politiche interne dell\u2019Ue rappresenta uno degli sviluppi pi\u00f9 significativi nell\u2019elaborazione strategica collegata all\u2019adozione del Trattato di Lisbona. L\u2019Ue deve puntare a rafforzare ancora questo approccio, rilanciando azioni esterne che mirano a promuovere interessi interni primari quali la gestione del fenomeno migratorio e la diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico.<\/p>\n<p>L\u2019Ue \u00e8 chiamata a confrontarsi con un contesto internazionale in continua evoluzione. Anticipare cambiamenti specifici ed improvvisi come le rivoluzioni del Nord Africa o la crisi ucraina \u00e8 un compito assai arduo. Tuttavia, \u00e8 possibile equipaggiare l\u2019Ue con gli strumenti e le capacit\u00e0 adeguate per pensare scenari possibili, elaborare strategie credibili e attuare interventi efficaci.<\/p>\n<p>Tutto questo richiede un\u2019intensa collaborazione tra istituzioni europee, in particolare quelle rafforzate o scaturite dal Trattato di Lisbona come l\u2019Alto Rappresentante e il Servizio europeo per l\u2019azione esterna, e tra queste e gli stati membri. Un nuovo paradigma di integrazione delle politiche estere nazionali che si imponga come antidoto al preconizzato declino europeo nelle relazioni internazionali e proponga un modello attraente e sostenibile.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi economica e finanziaria che ha colpito l\u2019Europa e in particolare l\u2019eurozona a partire dal 2008 ha innescato anche una profonda crisi strutturale dell\u2019Unione europea (Ue), intaccando la sua credibilit\u00e0 internazionale. Il modello europeo, fondato sui successi di un processo di integrazione che aveva restituito la pace al continente dal secondo dopoguerra e sulla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,149,125,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26310"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26310"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26310\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62569,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26310\/revisions\/62569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26310"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26310"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26310"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}