{"id":26380,"date":"2014-05-14T00:00:00","date_gmt":"2014-05-13T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-belgio-come-la-svizzera\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:43","slug":"il-belgio-come-la-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/il-belgio-come-la-svizzera\/","title":{"rendered":"Il Belgio come la Svizzera?"},"content":{"rendered":"<p>Alcuni tendono a comparare se non a mettere insieme i casi di Belgio e Svizzera. Il fattore comune \u00e8 dato dal multilinguismo con la convivenza sotto lo stesso tetto federale, o confederale, di vari popoli e varie culture. Rispetto a quello svizzero, il panorama belga \u00e8 relativamente pi\u00f9 semplice sotto il profilo della variet\u00e0 e pi\u00f9 complesso sotto quello dei rapporti fra comunit\u00e0.<\/p>\n<p><b>La <i>grosse koalition <\/i>Di Rupo<\/b><br \/>Il 25 maggio il Belgio vota contemporaneamente per le elezioni legislative e le europee. Un banco di prova per il governo di Elio Di Rupo, entrato in funzione dopo la crisi che vide il paese senza un governo per 540 giorni. <\/p>\n<p>Un esecutivo di coalizione, una sorta di <i>grosse koalition<\/i> alla belga, in cui ci stanno tutte o quasi le componenti fiamminghe e francofone di liberali, cristiano-democratici, socialisti. <\/p>\n<p>I risultati del governo di Di Rupo, verso il quale noi italiani abbiamo il naturale trasporto per chi, figlio d\u2019immigrati abruzzesi, si \u00e8 fatto strada nel paese di accoglienza, sono ragguardevoli. E non solo per avere superato il lungo stallo istituzionale.<\/p>\n<p>Il Belgio ha recuperato la fiducia dei mercati internazionali: lo spread si \u00e8 ridotto di molti punti, i conti pubblici rivedono l\u2019equilibrio senza che il paese si sia avvitato in una spirale deflazionistica, i deficit 2013 e 2014 si riallineano. <\/p>\n<p>Sul piano interno la tregua nella <i>querelle<\/i> fra comunit\u00e0, che spinge alcuni della parte fiamminga a ipotizzare la divisione del paese in due tronconi, trova un punto di compromesso sulla questione della circoscrizione della parte fiamminga di Bruxelles. <\/p>\n<p>La stessa Bruxelles, agli occhi di chi ci ha vissuto a lungo e torna da visitatore, appare del tutto trasformata negli usi e nei costumi. L\u2019inglese \u00e8 la lingua terza che avanza. Gli orari degli esercizi commerciali si allungano. I ristoratori che prima andavano a letto con le galline, ora tirano tardi quasi al cantare del gallo. <\/p>\n<p>Il jazz continua a essere la colonna sonora del <i>vieux quartier<\/i> che va dal Sablon alla Grand Place. Non si consumano solo <i>frites et moules et bi\u00e8re<\/i>, la dieta varia, accanto agli onnipresenti italiani trovi ristoranti di ogni tipo e, purtroppo, di ogni qualit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Pulsioni separatistiche e regionalistiche  <\/b><br \/>La Bruxelles europea s\u2019internazionalizza e certe polemiche che avevano senso nella grande capitale d\u2019un piccolo Regno perdono senso nella grande capitale della grande Europa.<\/p>\n<p>L\u2019allargamento dell\u2019Unione europea (Ue) del 2004-2007 ha toccato la morfologia di Bruxelles, che ha pure avuto il riconoscimento al suo ruolo di \u201ccapitale d\u2019Europa\u201d nel Trattato sull\u2019Ue. Nei tempi Rue de la Loi figurava come \u201cindirizzo provvisorio\u201d della Commissione, ora il Berlaymont e il Justus Lipsius dominano lo <i>skyline<\/i> cittadino e continentale.<\/p>\n<p>Il problema di una capitale ipertrofica rispetto al resto del <i>petit et plat pays<\/i>  di Jacques Brel non \u00e8 per questo risolto. Pulsioni separatistiche e regionalistiche mettono in discussione quello che pareva il dogma del Belgio: l\u2019europeismo. Al punto che era comune ritenere che <i>acquis belge<\/i> e <i>acquis communautaire<\/i> fossero all\u2019incirca la stessa cosa.<\/p>\n<p>Il Regno resta il collante di una societ\u00e0 molto articolata. Il passaggio dinastico da Alberto II a Filippo I \u00e8 stato morbido e ha riaperto il dibattito interno sull\u2019opportunit\u00e0 di rivedere le prerogative reali se non la stessa monarchia.<\/p>\n<p>La soluzione repubblicana resta sullo sfondo ed \u00e8 evocata tiepidamente dagli stessi seguaci dell\u2019idea. Il Vlaams Belang, il partito nazionalista fiammingo, proclama la sua fede repubblicana per rivendicare l\u2019autonomia: \u201csiamo per la repubblica delle Fiandre\u201d. <\/p>\n<p>Altri dirigenti fiamminghi la pensano allo stesso modo, ma tengono l\u2019idea nel retro della mente. Il mondo politico vallone sarebbe aperto al dibattito istituzionale, ma solo dopo le elezioni e verificati tutti gli scenari che verrebbero da una scelta del genere. <\/p>\n<p>    <b>Guy Verhofstadt, duplice candidato <\/b><br \/>Le prossime elezioni sono segnate dalla figura di Guy Verhofstadt, il duplice candidato del partito liberale e dell\u2019Alde. Fra i possibili candidati alla presidenza della Commissione, Verhofstadt \u00e8 il solo a evocare la prospettiva federale con schiettezza. La chiama col suo nome e senza ricorrere alle perifrasi di comodo tipo \u201cvogliamo pi\u00f9 Europa\u201d. <\/p>\n<p>Il suo federalismo a tutto tondo gli chiama simpatie fra quelli che ne condividono il sogno anche se in formazioni diverse dall\u2019Alde ( si pensi alla nostra  Barbara Spinelli, candidata nella lista per Tsipras), ma gli attira le critiche, in patria e fuori, di chi attribuisce all\u2019Europa i mali del continente. Anzitutto per la politica di rigore che ha messo in ginocchio le economie di alcuni stati membri e diffuso disoccupazione e disagio sociale.<\/p>\n<p>I sondaggi assegnano un vantaggio all\u2019Alleanza Fiamminga di Bart De Wever, che mira a portare il partito al governo per rompere il blocco di  liberali &#8211; cristiani &#8211; socialisti. Nel contempo il 33% degli intervistati vorrebbe che l\u2019esperienza Di Rupo continuasse nel segno della ritrovata stabilit\u00e0. L\u2019estrema sinistra punta ad affermarsi in contestazione ai socialisti, giudicati troppo morbidi nella loro voglia di grande coalizione.<\/p>\n<p>L\u2019europeismo col turbo del Belgio sar\u00e0 chiamato alla prova, il 25 maggio, da vecchi e nuovi euroscettici. La frontiera belga dovr\u00e0 mostrarsi ben pi\u00f9 salda della linea dei forti nelle Ardenne durante l\u2019ultima guerra. Le Ardenne &#8211; si pensava &#8211; erano barriera insormontabile per i mezzi corazzati. L\u2019Ue ha bisogno che il  Belgio resti nella parte di stato membro fondatore.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni tendono a comparare se non a mettere insieme i casi di Belgio e Svizzera. Il fattore comune \u00e8 dato dal multilinguismo con la convivenza sotto lo stesso tetto federale, o confederale, di vari popoli e varie culture. 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