{"id":26390,"date":"2014-05-15T00:00:00","date_gmt":"2014-05-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/parlamento-europeo-in-corsa-contro-il-tempo\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:42","slug":"parlamento-europeo-in-corsa-contro-il-tempo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/parlamento-europeo-in-corsa-contro-il-tempo\/","title":{"rendered":"Parlamento europeo in corsa contro il tempo"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019Unione europea si trova di fronte al bivio fra un\u2019involuzione letale e un\u2019innovazione coraggiosa e faticosa. Conteranno certo i risultati delle elezioni del 25 maggio, e in particolare il numero dei seggi del Parlamento europeo (Pe), assegnati ai partiti anti-Ue. Ma conter\u00e0 pure il ruolo delle istituzioni sovranazionali. <\/p>\n<p>Finora a fungere da motore dell\u2019innovazione \u00e8 stata sempre la Commissione, specie nel periodo che va dalla prima Presidenza Delors a quella Prodi. Non \u00e8 detto che la Commissione non recuperi questa sua funzione propulsiva. Tuttavia anche il Pe, dismessi i panni rivendicativi dell\u2019istituzione storicamente emarginata, potrebbe svolgere un ruolo pi\u00f9 dinamico e trainante.<\/p>\n<p>Nonostante il Trattato di Lisbona abbia accresciuto i poteri del Parlamento europeo, in misura abbastanza consistente da colmarne la precedente posizione di minorit\u00e0 rispetto alla Commissione e al Consiglio, la crisi finanziaria dell\u2019eurozona ha relegato tutte le istituzioni sovranazionali in un ruolo marginale nel processo decisionale.<\/p>\n<p>Le risposte alla crisi sono state infatti adottate in gran parte tramite accordi internazionali fra Stati membri e si sono risolte in un\u2019intensificazione della sorveglianza delle politiche economiche nazionali  Tali accordi prevedono che il sostegno finanziario agli Stati in difficolt\u00e0 sia subordinato al rispetto da parte di questi ultimi delle regole fissate in comune.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la \u201cfilosofia delle regole\u201d che emerge dal Fiscal Compact: \u201cpareggio del bilancio\u201d secondo un\u2019interpretazione specifica; procedure di sorveglianza rafforzata sul rispetto delle regole; istituzione di un \u201cVertice euro\u201d fra  capi di Stato e di governo, la cui struttura e le cui funzioni corrispondono a quelle del Consiglio europeo. <\/p>\n<p><b>Verso un\u2019unione fiscale<\/b><br \/> Un approccio alternativo si ricava dal \u201cRapporto dei quattro Presidenti\u201d (Unione europea, Commissione, Eurogruppo e Banca centrale europea) del 26 giugno 2012 denominato \u201c<i>Verso un\u2019autentica Unione economica e monetaria<\/i>\u201d. Il Rapporto indica tre tappe per giungere a un\u2019\u201cunione fiscale\u201d dell\u2019Uem, la terza delle quali comprende l\u2019istituzione di un  ministero del tesoro e un bilancio centrale dell\u2019Ue correlato con i bilanci nazionali. <\/p>\n<p>Queste proposte nascono dalla consapevolezza che le decisioni di bilancio sono al cuore delle democrazie parlamentari degli Stati europei, e che pertanto il percorso di integrazione verso un\u2019 \u201cunione fiscale\u201d deve basarsi sul consenso dei cittadini a decisioni che hanno un impatto di lungo periodo sulla loro vita quotidiana. A tal fine \u00e8 fondamentale il coinvolgimento dei parlamenti nazionali e del Pe nelle decisioni di bilancio.<\/p>\n<p>Anche se le scadenze previste dal Rapporto dei quattro presidenti non sono state rispettate, esso mostra come sarebbe possibile uscire dalla strettoia intergovernativa di cui la \u201cfilosofia delle regole\u201d \u00e8 l\u2019estrema formulazione.<\/p>\n<p><b>Ruolo istituzioni sovranazionali<\/b><br \/>La Risoluzione del Pe del 12 dicembre 2013 sui \u201cproblemi costituzionali di una <i>governance<\/i> a pi\u00f9 livelli nell\u2019Unione europea\u201d lascia ritenere che il parlamento ambisca ad esercitare un ruolo pi\u00f9 energico e propositivo.<\/p>\n<p>Nella risoluzione il Pe esprime preoccupazioni di tipo sistemico &#8211; a cominciare dai rischi di frammentazione del sistema giuridico &#8211; oltre che istituzionale, dell\u2019Ue, derivanti dalle misure di contrasto alla crisi dell\u2019eurozona. La risoluzione prospetta poi una serie di riforme all\u2019altezza delle sfide che all\u2019Unione si stanno prospettando.<\/p>\n<p>Da una parte si osserva che la differenziazione fra Stati dovrebbe avvenire attraverso cooperazioni rafforzate, anzich\u00e9 con accordi internazionali esterni alla cornice giuridica dell\u2019Ue. La risoluzione lamenta anche la mancanza di controllo parlamentare sulla troika e sui fondi di salvataggio ( Fesf e Mes), e fa rilevare che il Vertice euro e l\u2019Eurogruppo sono organismi informali di discussione e non istituzioni dell\u2019Uem. <\/p>\n<p>Dall\u2019altra parte la risoluzione sottolinea che l\u2019adozione di misure per il coordinamento delle politiche di bilancio e di quelle economiche da parte dei soli rappresentanti degli Stati dell\u2019eurozona \u00e8 pienamente in linea con i trattati, anche se vi partecipano la Commissione e il Parlamento europeo  e che anzi tale partecipazione ne  aumenta la legittimit\u00e0.<\/p>\n<p><b><i>Governance<\/i> economica<\/b><br \/>Quanto alla <i>governance<\/i> economica, ribadito il ruolo centrale della Commissione, il Pe auspica il riconoscimento del Vertice euro quale formazione informale del Consiglio europeo e l\u2019Eurogruppo quale formazione informale dell\u2019Ecofin, nonch\u00e9 l\u2019attribuzione al Commissario per gli Affari economici e finanziari della carica di ministro del Tesoro e di Vicepresidente permanente della Commissione. \u00c8 evidente la sintonia di tali proposte con il summenzionato \u201cRapporto dei quattro Presidenti\u201d.<\/p>\n<p>La Risoluzione del 2013 disegna in effetti per il Pe un ruolo di agenzia delle innovazioni istituzionali dell\u2019Unione, pur escludendo un\u2019integrale riforma del Trattato di Lisbona, che nell\u2019attuali condizioni rischierebbe di aprire un vaso di Pandora. \u00c8 una corsa contro il tempo, o meglio contro la tenaglia fra tecnocrazia e populismo che sembra oggi restringere pericolosamente le chances della politica democratica europea.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Unione europea si trova di fronte al bivio fra un\u2019involuzione letale e un\u2019innovazione coraggiosa e faticosa. 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