{"id":26400,"date":"2014-05-15T00:00:00","date_gmt":"2014-05-14T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/sfuma-lappeal-europeo-sui-vicini-doriente\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:43","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:43","slug":"sfuma-lappeal-europeo-sui-vicini-doriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/sfuma-lappeal-europeo-sui-vicini-doriente\/","title":{"rendered":"Sfuma l\u2019appeal europeo sui vicini d\u2019Oriente"},"content":{"rendered":"<p>Gli eventi drammatici che hanno travolto l\u2019Ucraina in questi mesi hanno portato alla luce due implicazioni fondamentali dell\u2019approccio dell\u2019Unione europea (Ue), verso il proprio vicinato orientale.<\/p>\n<p><b>Politica europea di vicinato<\/b><br \/>\nIn primo luogo, la crisi ucraina ha dimostrato quanto sia lacerante la decisione che si \u00e8 da pi\u00f9 parti tentato di imporre all\u2019Ucraina, ovvero una scelta di campo tra l\u2019integrazione nell\u2019Ue e l\u2019approfondimento delle relazioni con la Russia, con le due opzioni che si escludevano vicendevolmente.<\/p>\n<p>La drammaticit\u00e0 di una tale scelta, dovuta ai profondi legami sia economici che storici e culturali con entrambi i vicini, si vede tutta nel fatto che, posta di fronte a un aut-aut, l\u2019Ucraina appare oggi sull\u2019orlo di una guerra civile, o quantomeno di una frammentazione.<\/p>\n<p>In secondo luogo, sono emerse tutte le limitazioni delle iniziative varate dall\u2019Ue verso il vicinato orientale, prime fra tutte la Politica europea di vicinato (Pev) e il Partenariato orientale. Si \u00e8 visto soprattutto quanto scarso sia l\u2019impatto (e forse anche la consapevolezza) dell\u2019Ue rispetto all\u2019evoluzione politica dei propri vicini e alle dinamiche regionali.<\/p>\n<p>Dall\u2019inizio le politiche europee avevano mostrato di avere un ruolo di fatto ininfluente nelle trasformazioni politiche dei vicini: piuttosto che alla democratizzazione promossa dall\u2019Ue, nel vicinato si era finora assistito a un consolidamento autoritario (ad est) e al caos scaturito dagli esiti incerti delle Primavere Arabe (a sud).<\/p>\n<p>Ma anche nel caso di eventi come quelli ucraini, che andavano nel senso di una richiesta di maggiore democrazia da parte della popolazione, l\u2019Ue si \u00e8 dimostrata un attore del tutto marginale.<\/p>\n<p>Ancora una volta, i suoi Stati membri si sono mostrati divisi e incapaci di parlare con una sola voce. La stessa sorpresa mostrata dall\u2019Unione di fronte al dietrofront di Viktor Janukovi? \u00e8 indice di una sua scarsa consapevolezza delle dinamiche politiche interne del paese e degli equilibri regionali. Inoltre, non \u00e8 chiaro come l\u2019Ue abbia intenzione di gestire il problema del ruolo negli eventi di Euromaidan di movimenti ultranazionalisti e neonazisti.<\/p>\n<p><b>Credibilit\u00e0 del partenariato orientale <\/b><br \/>\n\u00c8 soprattutto la portata simbolica degli eventi ucraini ad avere il maggior impatto sulla credibilit\u00e0 delle politiche europee. Fin dal varo della Pev (giugno 2003), l\u2019Ucraina ha assunto un ruolo chiave tra i paesi destinatari ed \u00e8 apparso chiaro dall\u2019inizio che i rapporti tra questo paese e l\u2019Ue sarebbero serviti da modello, tanto positivo quanto negativo, per impostare le relazioni con gli altri vicini: in poche parole, era evidente che il successo o meno di questa politica sarebbe stato valutato in larga misura sulla base della sua performance in Ucraina.<\/p>\n<p>Dunque, tra le potenze esterne coinvolte pi\u00f9 o meno direttamente nella crisi, l\u2019Ue \u00e8 probabilmente quella che ne esce pi\u00f9 provata. La lezione ucraina avr\u00e0 senza dubbio sulla politica estera europea un impatto tale per cui la Pev verso est e il Partenariato Orientale non potranno non risultarne profondamente indeboliti e privati di una parte importante della loro credibilit\u00e0. Eppure, al tempo stesso, questa potr\u00e0 essere un\u2019occasione per ripensare profondamente queste iniziative.<\/p>\n<p><b>Vicinato orientale stabile e democratico<\/b><br \/>\nUna volta appurato che una politica fatta di tecnicismi e di stretta condizionalit\u00e0 non funziona (soprattutto in assenza di una strategia di ampio respiro dietro), appare quanto mai necessario creare a monte le condizioni per la stabilizzazione e la democratizzazione dei paesi del vicinato orientale.<\/p>\n<p>Per fare ci\u00f2, \u00e8 necessario innanzitutto un impegno decisivo dell\u2019Ue nella risoluzione dei conflitti presenti nella regione (un tema praticamente assente da queste iniziative) che minano alla base ogni tentativo di creare condizioni di stabilit\u00e0 e sicurezza nel vicinato. Il che, a ben vedere, sarebbe uno degli obiettivi primari delle politiche dell\u2019Ue verso quest\u2019area.<\/p>\n<p>Inoltre, sarebbe opportuno porre maggiormente l\u2019accento su forme di socializzazione che cambino nei cittadini dell\u2019Europa orientale il modo di pensare e di partecipare alla vita del loro paese. Questo pu\u00f2 essere fatto rafforzando quel ramo oggi abbastanza marginale del Partenariato Orientale che riguarda i rapporti tra persone, dunque agendo maggiormente su temi quali politica dei visti, partecipazione a programmi dell\u2019Ue, scambi culturali ed educativi.<\/p>\n<p>Questa attenzione ai cittadini dei paesi vicini potrebbe rivelarsi molto pi\u00f9 efficace rispetto a condizioni politiche applicate in modo incoerente dall\u2019Ue e recepite in modo selettivo dalle \u00e9lite al potere in questi paesi, per quanto filo-europee queste possano essere.<\/p>\n<p>Del resto, il punto di forza dell\u2019Ue \u00e8 sempre stato il suo potere di attrazione sui cittadini degli altri paesi (spesso pi\u00f9 forte di quello esercitato sui suoi stessi cittadini) ed \u00e8 su questo piano, non certo su quello dell\u2019<i>hard power<\/i>, che l\u2019Ue pu\u00f2 eventualmente pesare di competere con la Russia, grande modello politico alternativo nel vicinato orientale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli eventi drammatici che hanno travolto l\u2019Ucraina in questi mesi hanno portato alla luce due implicazioni fondamentali dell\u2019approccio dell\u2019Unione europea (Ue), verso il proprio vicinato orientale. 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