{"id":26430,"date":"2014-05-17T00:00:00","date_gmt":"2014-05-16T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-parlamento-nella-governance-economica-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:42","slug":"il-parlamento-nella-governance-economica-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/il-parlamento-nella-governance-economica-dellue\/","title":{"rendered":"Il Parlamento nella governance economica dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Contrariamente ad un\u2019opinione assai diffusa, il Parlamento europeo (Pe) ha partecipato in maniera significativa allo sviluppo della <i>governance<\/i> economica europea in tempo di crisi. Lo ha fatto non solo esercitando le prerogative formalmente attribuitegli dai Trattati, ma anche ampliandole in via di prassi, con un\u2019azione puntigliosa e continua.<\/p>\n<p><b>Interazione tra Pe, Consiglio, Commissione e Bce<\/b><br \/>In campo normativo, il Pe non si \u00e8 limitato a svolgere il suo ruolo di co-decisore rispetto agli atti legislativi in materia di bilancio (i provvedimenti del Six Pack e Two Pack) e di regolamentazione del settore finanziario (da ultimo, l\u2019Unione Bancaria). La sua influenza \u00e8 stata notevole anche rispetto agli accordi extra-Unione europea (Ue): in primo luogo per contestarne la necessit\u00e0, in secondo luogo per limitarne la portata e predisporne il rientro nel sistema dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Quanto alle funzioni di controllo del Pe, queste si sono estese al di l\u00e0 del tradizionale rapporto con la Commissione. Ci\u00f2 si \u00e8 verificato in prima battuta nei confronti del Consiglio. In forza del nuovo istituto del dialogo economico, introdotto dal Six Pack, si sviluppa un\u2019interazione continua tra Pe, Consiglio e Commissione lungo l\u2019intero semestre europeo. <\/p>\n<p>Il Pe ha inaugurato altres\u00ec un proficuo rapporto con la Banca centrale europea (Bce) in riferimento ai nuovi compiti di quest\u2019ultima in materia di vigilanza bancaria. Le relative disposizioni formano oggetto di un apposito accordo inter-istituzionale concluso tra Bce e Pe.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 difficile \u00e8 stato trovare lo spazio di manovra per un\u2019interazione con il Consiglio europeo (Ce). Nondimeno, il Pe \u00e8 riuscito in via di prassi a rafforzare i suoi rapporti anche con questa istituzione, specie nella forma di contatti intensi e continui con il Presidente Van Rompuy.<\/p>\n<p><b>Deficit democratico<\/b><br \/>Nonostante queste interazioni del Pe, generalmente si ritiene che il Parlamento non assolva in pieno il compito di rappresentanza democratica dei cittadini europei ai sensi dell\u2019art. 10 del Trattato sull\u2019Unione europea.<\/p>\n<p>Il lavoro legislativo svolto dal Pe \u00e8 enorme, ma riguarda materie lontane dalle preoccupazioni quotidiane della gente. Inoltre, il suo ruolo di legislatore non si caratterizza per un\u2019impronta politica secondo le tradizionali contrapposizioni fra destra e sinistra, innovatori e conservatori, visioni alternative sui rapporti fra Stato e mercato.<\/p>\n<p>Sarebbe consigliabile per il Pe limitare la produzione quantitativa di regole, anche in omaggio al principio di sussidiariet\u00e0; e prestare maggiore attenzione a temi di presa diretta sull\u2019opinione pubblica (occupazione giovanile, immigrazione, infrastrutture di rete, difesa etc.).<\/p>\n<p> <b>Funzioni di controllo<\/b><br \/>Quanto alle funzioni di controllo del Pe, \u00e8 opportuno distinguere tra Commissione e Ce.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 dubbio che la posizione della Commissione si \u00e8 consolidata nel corso della crisi. A quest\u2019organo spetta ormai un ruolo centrale nell\u2019applicazione delle regole di bilancio e in materia di coordinamento delle politiche economiche. <\/p>\n<p>Questo non ha portato a un rafforzamento del Pe, perch\u00e9 la Commissione si \u00e8 rafforzata nel segno della filosofia delle regole. Gli organi intergovernativi (Ce e Consiglio) hanno inteso de-politicizzare la gestione della <i>governance<\/i> economica; hanno deciso di auto-limitare il proprio ruolo e lasciare spazio alla Commissione, in vista di un\u2019applicazione delle regole secondo criteri di rigorosa neutralit\u00e0 e tecnicismo. Ed \u00e8 cos\u00ec che la Commissione sta interpretando il suo compito.<\/p>\n<p>Il Pe viene in tal modo privato dei necessari presupposti per l\u2019esercizio di un effettivo controllo: il Pe \u00e8 un organo politico, ha scarsa possibilit\u00e0 di qualificarsi come interlocutore della Commissione sul piano tecnico.<\/p>\n<p>Per un\u2019inversione di tendenza, \u00e8 necessario un diverso rapporto fra regole e scelte discrezionali. La disciplina delle politiche economiche e di bilancio presenta elementi di rigidit\u00e0, ma anche di flessibilit\u00e0. <\/p>\n<p>La Commissione tende a trascurare o, comunque, marginalizzare gli elementi di flessibilit\u00e0; facendosi scudo delle regole per sottrarsi a scelte impegnative. Il Pe ha motivo di opporsi a questo indirizzo. La disciplina applicabile non comporta solo calcoli ragionieristici, ma anche valutazioni discrezionali alle quali la Commissione non si pu\u00f2 sottrarre.<\/p>\n<p><b>Rapporto con il Consiglio europeo <\/b><br \/>Le prospettive circa possibili sviluppi nei rapporti tra Pe e Ce sono pi\u00f9 incerte. Il Ce, per composizione (di vertice) e modalit\u00e0 operative (consenso), tende a comportarsi come una riunione di organi statali piuttosto che come organo dell\u2019Ue. Le sue deliberazioni appaiono come la somma di volont\u00e0 separate, piuttosto che l\u2019espressione di una volont\u00e0 unitaria. <\/p>\n<p>Ai sensi dell\u2019art. 10 del Trattato sul funzionamento dell\u2019Ue, i membri del Ce sono individualmente responsabili davanti ai rispettivi parlamenti e cittadini. \u00c8 dubbio che avvertano un\u2019uguale responsabilit\u00e0 collettiva verso l\u2019Unione.<\/p>\n<p>Il Pe sta cercando di sopperire a questa carenza \u201cistituzionale\u201d, intensificando i suoi rapporti con il Ce, specie con il suo presidente. Questi, anche se figura pi\u00f9 come <i>chairman<\/i> che <i>president<\/i>, pu\u00f2 costituire il naturale punto di congiunzione tra istanze sovranazionali e intergovernative. Fa bene dunque il Pe a battere questa strada.<\/p>\n<p><b>Collegamento con parlamenti nazionali<\/b><br \/>Non meno promettente appare il collegamento con i parlamenti nazionali che hanno il potere di condizionare i propri governi. La cooperazione interparlamentare trova un\u2019esplicita base normativa nel Protocollo n. 1 di Lisbona, come integrato dall\u2019art. 13 del Fiscal Compact. <\/p>\n<p>\u00c8 molto positivo che nell\u2019ottobre 2013 si sia tenuta una prima riunione della nuova Conferenza interparlamentare sulla <i>governance<\/i> economica e finanziaria. \u00c8 il segno che si va verso il consolidamento di un \u201csistema\u201d parlamentare europeo.<\/p>\n<p>Gli sviluppi dell\u2019azione del Pe fin qui prospettati non richiedono particolari modifiche dei Trattati. Il discorso \u00e8 evidentemente diverso se si ipotizza una revisione di questi ultimi. <\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contrariamente ad un\u2019opinione assai diffusa, il Parlamento europeo (Pe) ha partecipato in maniera significativa allo sviluppo della governance economica europea in tempo di crisi. 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