{"id":26440,"date":"2014-05-18T00:00:00","date_gmt":"2014-05-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-veri-costi-e-benefici-dellimmigrazione\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:42","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:42","slug":"i-veri-costi-e-benefici-dellimmigrazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/i-veri-costi-e-benefici-dellimmigrazione\/","title":{"rendered":"I veri costi e benefici dell\u2019immigrazione"},"content":{"rendered":"<p>Se i cambiamenti climatici a volte ci fanno dubitare che esistano ancora le stagioni come l&#8217;abbiamo sempre conosciute, c&#8217;\u00e8 una stagione che da oramai pi\u00f9 di un decennio arriva con certezza: quella del dibattito sulla immigrazione. Che si concentra su tre argomenti: i) l\u2019Unione europea (Ue) ci lascia soli nella gestione degli immigrati; ii) gli immigrati costano troppo per le nostre finanze pubbliche; iii) gli immigrati sono un peso inutile per il paese. Con l&#8217;aiuto di dati e statistiche ufficiali \u00e8 possibile capire i costi e i benefici legati all\u2019immigrazione.<\/p>\n<p><b>Abbandonati dall\u2019Ue <\/b><br \/>Quante risorse impiega effettivamente la Ue per sostenere l&#8217;Italia nella gestione dei flussi migratori? Il programma europeo per la \u201cSolidariet\u00e0 e Gestione dei flussi migratori\u201d riconosce all\u2019Italia (cos\u00ec come ad altri paesi Ue \u201cdi frontiera\u201d) risorse finanziare ad hoc per sostenere gli oneri pi\u00f9 gravosi di questa attivit\u00e0 rispetto ad altri paesi, realizzando cos\u00ec un meccanismo di solidariet\u00e0 finanziaria tra paesi membri. <\/p>\n<p>Il programma opera concretamente attraverso quattro fondi: il Fondo per le frontiere esterne, il Fondo per i rimpatri, il Fondo europeo per i rifugiati e il Fondo per l&#8217;integrazione dei cittadini di paesi terzi.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/fondieuropei.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Il primo fondo prevede risorse per la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, la Marina Militare, le Capitanerie di Porto e il Ministero degli Affari Esteri per finanziare un&#8217;attivit\u00e0 di controllo e di sorveglianza delle frontiere esterne. <\/p>\n<p>Il Fondo europeo per i Rimpatri \u00e8 destinato a migliorare e agevolare la gestione dei rimpatri, sostenendo finanziariamente gli sforzi compiuti dall\u2019Italia (come dagli altri Stati membri beneficiari) per questa attivit\u00e0. <\/p>\n<p>\u00c8 gestito direttamente del ministero dell\u2019Interno ed \u00e8 stato utilizzato per finanziare l\u2019attuazione di programmi di rimpatrio volontario e forzato, voli charter congiunti con altri Stati membri o Frontex e attivit\u00e0 di formazione del personale di scorta. <\/p>\n<p>Anche in questo caso il Fondo opera in co-finanziamento con lo Stato membro, coprendo cos\u00ec circa il 50%\/75% dei costi delle attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Fondo europeo per i Rifugiati \u00e8 destinato a finanziare progetti di <i>capacity building <\/i>per creare situazioni di accoglienza durevoli negli Stati membri. Il Fondo non finanzia direttamente l\u2019attivit\u00e0 istituzionale per l\u2019accoglienza, ma azioni che mirano ad integrarla e a rafforzarla. <\/p>\n<p>Infine, il Fondo per l&#8217;integrazione dei cittadini di paesi terzi co-finanzia azioni concrete a sostegno del processo di integrazione degli immigrati, favorendo al tempo stesso la creazione di buone pratiche volte a sostenere la cooperazione interna ed esterna allo Stato. Le somme del fondo vengono gestite dal Ministero dell\u2019Interno e pi\u00f9 precisamente dal Dipartimento per le Libert\u00e0 Civili e l\u2019Immigrazione. <\/p>\n<p>Secondo uno studio a cura di Lunaria del 2013, tra il 2005 e 2013 l\u2019Italia ha partecipato a tredici progetti finalizzate alla lotta dell\u2019immigrazione irregolare finanziati da questo fondo. Le risorse stanziate per finanziare queste attivit\u00e0 ammontano a 38,2 milioni di euro, di cui 33,3 milioni di provenienza comunitaria.<\/p>\n<p><b>Immigrati troppo cari<\/b><br \/>Sulla base dell\u2019analisi effettuate da Lunaria, il costo totale delle politiche di contrasto all\u2019immigrazione clandestina pi\u00f9 il costo di funzionamento di tutto il sistema accoglienza degli immigrati \u00e8 stato di circa 1 miliardo e 500 milioni (di cui circa 230 milioni finalizzati dalla Ue) nel periodo 2005-2012.  Una cifra, secondo molti, eccessiva.<\/p>\n<p>Ma quale \u00e8 l\u2019impatto generale dell\u2019immigrazione sulle nostre finanze pubbliche? L&#8217;Ocse lo ha recentamente calcolato, guardando al fenomeno migratorio nel suo insieme.<\/p>\n<p>Da un lato, gli immigrati hanno, in media, una struttura di et\u00e0 pi\u00f9 favorevole. Le tasse che pagano sono maggiori dei servizi che ricevono. In particolare gli immigrati finanziano il sistema pensionistico pi\u00f9 che usufruirne.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte per\u00f2, la stessa struttura di et\u00e0 degli immigrati si traduce, rispetto alla media, in maggiori spese per l&#8217;istruzione &#8211; hanno infatti pi\u00f9 figli in et\u00e0 scolare &#8211; e minori acconti di imposta indiretta poich\u00e9 percepiscono un reddito minore. <\/p>\n<p>L&#8217;impatto fiscale complessivo sul Pil \u00e8 positivo per l\u2019Italia come per la maggior parte dei paesi europei analizzati, come mostra la Figura 1. Come si vede, l\u2019immigrazione gioca un ruolo cruciale nella spesa pensionistica.<\/p>\n<p><b>Figura 1. Stima dell\u2019impatto fiscale netto di immigrati, con e senza il sistema pensionistico (%PIL)<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/giovannini1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte: elaborazione su dati OCSE, 2013.<\/p>\n<p><b>Gli immigrati peso inutile per l\u2019Italia <\/b><br \/>Gli effetti positivi dell\u2019immigrazione, tuttavia, non si esauriscono nell&#8217;impatto sulle finanze pubbliche. L\u2019immigrazione assume un\u2019importanza economica particolare in un paese come l\u2019Italia che ha forti problemi di invecchiamento della popolazione. <\/p>\n<p>L\u2019invecchiamento della forza lavoro pone un problema di sostituzione: le corti giovanili che entreranno nella forza lavoro sono infatti pi\u00f9 piccole di quelle dei baby-boomers che vanno in pensione. Il profilo anagrafico degli immigrati potrebbe in parte compensare questo squilibrio in Italia come nel resto della Ue, sostenendo cos\u00ec la crescita economica.<\/p>\n<p>Ad esempio, in Italia (come anche nel Regno Unito), tutta o quasi tutta la crescita della forza lavoro verificatesi tra il 2000 e il 2010 \u00e8 dovuta all\u2019arrivo di nuovi immigrati.<\/p>\n<p>La presenza degli immigrati, tuttavia, non solo aiuta a mantenere la dimensione della forza lavoro, ma garantisce anche un adeguato apporto di competenze per rispondere alle continua crescita dei posti di lavoro altamente qualificati. La figura 2 fornisce una panoramica generale dei livelli medi di istruzione degli immigrati in entrata nella forza lavoro nel 2010 rispetto ai livelli di coloro che ne sono usciti nello stesso anno.<\/p>\n<p><b>Figura 2. Gli immigrati rispetto ai pensionati secondo livello di istruzione <\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/giovannini2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Fonte: elaborazione su dati OCSE, 2013.<\/p>\n<p>In Europa, in media, la percentuale di immigrati entrati nella forza lavoro che hanno livelli di istruzione bassa \u00e8 stata inferiore a quella degli anziani che si sono ritirati dal mondo del lavoro; specularmente, la percentuale di nuovi entranti con elevati livelli di istruzione \u00e8 stata pi\u00f9 alta. Questo non \u00e8, tuttavia, il caso dell\u2019Italia in cui la percentuale di immigrati con alti livelli di istruzione \u00e8 stata fra le pi\u00f9 basse a livello europeo, una riprova che il paese non \u00e8 in grado di attrarre un\u2019immigrazione di alto livello.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se i cambiamenti climatici a volte ci fanno dubitare che esistano ancora le stagioni come l&#8217;abbiamo sempre conosciute, c&#8217;\u00e8 una stagione che da oramai pi\u00f9 di un decennio arriva con certezza: quella del dibattito sulla immigrazione. 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