{"id":26500,"date":"2014-05-22T00:00:00","date_gmt":"2014-05-21T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/kiev-la-principessa-del-gas-contro-il-re-del-cioccolato\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:40","slug":"kiev-la-principessa-del-gas-contro-il-re-del-cioccolato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/kiev-la-principessa-del-gas-contro-il-re-del-cioccolato\/","title":{"rendered":"Kiev, la principessa del gas contro il re del cioccolato"},"content":{"rendered":"<p>Le pi\u00f9 importanti della storia dell\u2019Ucraina o una semplice farsa? Questo il dilemma alla vigilia delle elezioni ucraine del 25 maggio su cui sono puntati gli occhi del mondo.<\/p>\n<p>Mentre gli Stati Uniti inviano circa 11 milioni di dollari per assicurare l\u2019integrit\u00e0 del voto, la Russia non si oppone a queste presidenziali nonostante non abbia mai riconosciuto il governo insediatosi dopo la cacciata dell\u2019ex presidente ucraino Viktor Yanukovich. Il Cremlino, da parte sua, ci tiene a puntualizzare che le elezioni saranno ritenute valide solo nella misura in cui i diritti di \u201ctutti i cittadini verranno tutelati\u201d.<\/p>\n<p>Le elezioni non si terranno ovviamente in Crimea, ma anche nelle regioni orientali del paese di sicuro non filer\u00e0 tutto liscio. Pochi giorni fa 46 persone sono morte negli scontri fa i separatisti e i sostenitori del governo di Kiev. L&#8217;appuntamento elettorale potrebbe quindi dar luogo a forti tensioni. Vi sono poi dubbi e perplessit\u00e0 sui candidati alla presidenza e una grande incertezza sui possibili scenari post-elettorali.<\/p>\n<p><b>Tra minacce filorusse e disordini<\/b><br \/>Gli osservatori dell\u2019Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea (Osce) presenti sul territorio ucraino hanno denunciato una serie di problemi: la legge elettorale che viene continuamente cambiata, i disordini a Donetsk e Lugansk &#8211; localit\u00e0 dove l\u201911 maggio si \u00e8 svolto un referendum sull&#8217;indipendenza dall&#8217;Ucraina, i cui risultati strombazzati dai secessionisti (schiacciante vittoria del s\u00ec al distacco da Kiev) non sono in nessun modo verificabili &#8211; campagna elettorale sottotono nelle regioni orientali dovuta a intimidazioni e incidenti, libert\u00e0 di informazione fortemente minacciata.<\/p>\n<p>Due i dubbi pi\u00f9 forti sull&#8217;esito di queste elezioni. Il primo riguarda il parlamento. Anche dopo il voto, che \u00e8 solo sul presidente, il parlamento sar\u00e0 composto dagli stessi membri in carica dall\u2019ottobre 2012, ovvero da quelli che hanno votato le tanto contestate leggi che bandivano ogni forma di protesta pubblica.<\/p>\n<p>La situazione di stallo e di disaccordo tra maggioranza e opposizione, inoltre, continua a ritardare il varo di riforme costituzionali. Il nuovo presidente potrebbe sciogliere il parlamento e indire nuove elezioni che tuttavia rischierebbero di non essere rappresentative. Chi, a fronte delle minacce delle milizie filorusse, rischier\u00e0 la propria vita per andare a votare non una, ma ben due volte?<\/p>\n<p>La seconda ragione riguarda i candidati alla presidenza. Dei 21 registrati solo due si contendono effettivamente il posto, Petro Poroshenko e Yulia Tymoshenko, gli \u201coligarchi della politica\u201d, ma nessuno dei due rappresenta una forza politica nuova in grado di attuare un programma concreto per far ripartire l\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><b>Poroshenko contro Tymoshenko<\/b><br \/>Poroshenko, un 48enne pragmatico, in politica da circa sedici anni, al servizio di un governo filo-russo prima, filo-europeo poi, \u00e8 noto come il \u201cre del cioccolato\u201d grazie alla sua grande azienda dolciaria, la Roshen, colpita della messa al bando dei prodotti ucraini da parte russa. In politica estera Poroshenko guarda a ovest: fermo sostenitore dell\u2019accordo di associazione con l\u2019Unione europea, le sue bandiere sono la lotta alla corruzione e la regolamentazione dei diritti di propriet\u00e0 minacciati dalle nazionalizzazioni.<\/p>\n<p>Pur godendo del sostegno occidentale, per Poroshenko non sarebbe facile formare una maggioranza in parlamento, dove per ora ha soltanto l\u2019appoggio di Udar, il partito dell\u2019ex puglie Vitaljj Klytchko; dovrebbe quindi trovare un\u2019intesa con il partito della sua rivale Yulia Tymoshenko, la principessa del gas.<\/p>\n<p>In netto svantaggio nei sondaggi, Tymoshenko, leader della rivoluzione arancione, non ha pi\u00f9 lo smalto di un tempo: la si associa ai risultati scarsi ottenuti quando per due volte \u00e8 stata primo ministro, come l\u2019aumento del debito pubblico e gli accordi molto favorevoli alla Russia con Gazprom, che le sono valsi una condanna per malversazione di fondi pubblici.<\/p>\n<p>In campagna elettorale Tymoshenko promette battaglia contro coloro che minacciano l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina, ma anche due referendum, sull\u2019ingresso nell\u2019Ue e nella Nato. Non si sa bene su quale base, dato che ufficialmente l\u2019Ucraina non ha ricevuto alcuna proposta di adesione da nessuna delle due istituzioni. Anzi, una mossa del genere susciterebbe solo le ire di Mosca, rischiando di inasprire il conflitto.<\/p>\n<p> <b>Progetto Ucraina federale<\/b><br \/>Pi\u00f9 importanti delle elezioni presidenziali sono le riforme costituzionali. \u00c8 su questo punto che si gioca la partita della sovranit\u00e0 ucraina. Nei piani di Mosca c\u2019\u00e8 un\u2019Ucraina federale con regioni indipendenti dotate di ampie prerogative.<\/p>\n<p>Se una soluzione del genere consentirebbe alla Russia di controllare l\u2019Ucraina tramite l&#8217;influenza che esercita sulle regioni orientali, \u00e8 anche vero che l\u2019attuale sistema estremamente centralizzato si \u00e8 dimostrato inefficiente oltre che un ostacolo allo sviluppo sociale ed economico locale.<\/p>\n<p> La soluzione pi\u00f9 auspicabile dovrebbe quindi dotare le regioni di maggiori poteri, creare un nuovo tipo di relazioni centro-periferia e assicurare che le entrate provenienti delle tasse regionali restino in loco anzich\u00e9 finire nelle casse del governo centrale.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le pi\u00f9 importanti della storia dell\u2019Ucraina o una semplice farsa? Questo il dilemma alla vigilia delle elezioni ucraine del 25 maggio su cui sono puntati gli occhi del mondo. 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