{"id":26530,"date":"2014-05-23T00:00:00","date_gmt":"2014-05-22T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-leader-prendono-tempo-e-tramano-una-sorpresa\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:40","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:40","slug":"i-leader-prendono-tempo-e-tramano-una-sorpresa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/i-leader-prendono-tempo-e-tramano-una-sorpresa\/","title":{"rendered":"I leader prendono tempo e tramano una sorpresa"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Sar\u00e0 troppo presto per decidere sui nomi&#8221;: queste parole, una pietra tombale, stanno nella lettera che il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha mandato ai leader dei 28, prima del Vertice informale di marted\u00ec sera 27 maggio: da quella cena, a meno di 48 ore dall\u2019apertura delle urne delle elezioni europee, non uscir\u00e0 di sicuro il nome del nuovo presidente \u2018in pectore\u2019 della Commissione europea.<\/p>\n<p>Era stata la cancelliera tedesca Angela Merkel a smorzare, nei giorni scorsi, l&#8217;ipotesi di un accordo \u2018sul tamburo\u2019 per la presidenza della Commissione. La riunione del 27 sar\u00e0 solo un giro di tavolo, l\u2019inizio di un processo. E si parler\u00e0 pure &#8211; fa sapere Van Rompuy- di Ucraina e delle crisi in atto. &#8220;Prima di arrivare alle decisioni &#8211; aveva avvertito la cancelliera &#8211; ci vorranno diverse settimane&#8221;.<\/p>\n<p>Il nuovo presidente della Commissione europea, che sostituir\u00e0 il portoghese Manuel Barroso, deve entrare in carica il 1\u00b0 novembre per cinque anni. A indicarne il nome, saranno i capi di Stato e\/o di governo dei 28, tenendo conto dei risultati delle elezioni. Il Parlamento europeo dovr\u00e0 poi votarne, al pi\u00f9 presto a luglio, l\u2019investitura; oppure, bocciarlo.<\/p>\n<p><b>La volont\u00e0 degli elettori e la voglia dei leader<\/b><br \/>Cinque partiti europei hanno espresso un loro candidato alla testa dell\u2019Esecutivo di Bruxelles: il Ppe punta su Jean-Claude Juncker, ex premier lussemburghese ed ex presidente dell\u2019Eurogruppo; il Pse su Martin Schulz, tedesco, da vent\u2019anni al Parlamento europeo, presidente uscente dell\u2019Assemblea di Strasburgo; i liberali su Guy Verhofstadt, ex premier belga, federalista convinto; la sinistra radicale ed euro-critica su Alexis Tsipras, greco, leader di Syriza; i verdi sul duo Ska Keller, ecologa tedesca, e Jos\u00e9 Bov\u00e9, anti-globalizzazione francese.<\/p>\n<p>Per la Merkel, i leader dei 28 faranno \u201ctutto il possibile\u201d per rispettare la volont\u00e0 degli elettori, ma ci possono essere difficolt\u00e0 a farlo. Una battuta che molti leggono come un mettere le mani avanti: se Ppe e Pse escono dal voto quasi alla pari, quanto a seggi a Strasburgo, allora il Consiglio europeo potrebbe ipotizzare un\u2019alternativa a Schultz e a Juncker, che si eliderebbero a vicenda.<\/p>\n<p>\u00c8 uno scenario che non piace, ad esempio, al ministro degli Esteri italiano Federica Mogherini, che vuole che le famiglie politiche rispettino il patto cogli elettori sulla presidenza della Commissione. Altrimenti, dice, i cittadini \u201cverranno a Bruxelles a dare l&#8217;assalto al Palazzo d&#8217;Inverno\u201d dell\u2019Ue.<\/p>\n<p><b>La spilla \u2018Io voto\u2019 e il Palazzo d\u2019Inverno dell\u2019Ue<\/b><br \/>Un rischio non solo metaforico, nel clima attuale. Chi come me va in giro in questi giorni portando appuntata sul bavero della giacca una spilla con su scritto \u2018Io voto, elezioni europee, 22\/25 maggio 2014\u2019 &#8211; in inglese, come se dirlo in italiano stonasse &#8211; si attira domande imbarazzanti e molti sguardi tra il commiserevole e l\u2019astioso. Eppure la spilla non \u00e8 vistosa: nera e grigia, colori da crisi. Dimensioni a parte, pare concepita per passare inosservata.<\/p>\n<p>Le domande, in realt\u00e0, imbarazzano chi la fa, non chi le riceve: \u201cQuali elezioni?, per che cosa si vota?\u201d. Gli sguardi sono di alcuni dei molti euro-scettici, sansepolcristi o pi\u00f9 spesso dell\u2019ultim\u2019ora, che si trovano in giro di questi tempi, in tv e nelle piazze.<\/p>\n<p> Sottintendono disprezzo per uno che vota per l\u2019euro e per il rigore, per l\u2019Europa delle banche e \u2018alla tedesca\u2019, per l\u2019eurocrazia e la burocrazia. Invece di vedere uno che vota per la solidariet\u00e0, l\u2019accoglienza, la crescita, il lavoro, anche per l\u2019euro certo; e per la pace e per la libert\u00e0, che l\u2019integrazione ha consolidate e allargate.<\/p>\n<p>Se questa \u00e8 l\u2019aria, chiaro che farsi beffe del voto degli elettori e tirare fuori dal cilindro del Vertice il coniglio d\u2019un presidente \u2018a sorpresa\u2019 sarebbe mal percepito dall\u2019opinione pubblica. <\/p>\n<p>E l\u2019Italia ha motivo di preoccuparsene, perch\u00e9 la presidenza di turno italiana del Consiglio dell\u2019Ue, che inizier\u00e0 il 1\u00b0 luglio, avr\u00e0 un ruolo importante \u201cper assicurare una transizione normale&#8221; in una fase delicata: in pochi mesi, cambieranno gli assetti di tutte le maggiori Istituzioni europee, l\u2019intero Parlamento, l\u2019intera Commissione, il presidente del Consiglio europeo e l\u2019alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune.<\/p>\n<p><b>Ostacoli sulla via della presidenza italiana<\/b><br \/>Senza esperienza europea, il premier Renzi e la sua squadra hanno un compito difficile. E non li avvantaggia presentarsi al via della presidenza con un fardello di 114 contenziosi aperti con l\u2019Ue, dieci in pi\u00f9 in soli tre mesi &#8211; cifre ufficiali, del Dipartimento delle Politiche europee-: 22 sull\u2019ambiente, 16 sui trasporti, 13 su fiscalit\u00e0 e dogane, e poi salute, sociale e via via gli altri settori. Ben 41 le procedure sugli aiuti di Stato.<\/p>\n<p>Se i leader dei 28 dovessero uscire dal seminato dei candidati in lizza, allora tutte le ipotesi finora fatte andrebbero riviste. Oppure, potrebbero pure risalire le quotazioni di candidati apparentemente senza speranza, come il liberale Verhofstadt. Ma \u00e8 difficile che si delinei un\u2019ipotesi italiana: fin quando alla Bce c\u2019\u00e8 Mario Draghi, il tricolore non sventoler\u00e0 sul Berlaymont, la stella di cristallo che ospita la Commissione.<\/p>\n<p>In questo contesto, anche la scelta del prossimo commissario europeo italiano, la cui designazione spetta al governo italiano, potrebbe riaprirsi, dopo che molti indicavano Massimo D\u2019Alema come grande favorito, anche se l\u2019ex premier non s\u2019\u00e8 mai sbilanciato in tal senso. <\/p>\n<p>Matteo Renzi, che ha gi\u00e0 mostrato dosi di spregiudicatezza nel fare cose diverse da quelle dette, potrebbe anteporgli un altro ex premier, Enrico Letta, oppure l\u2019attuale sottosegretario agli Affari europei Sandro Gozi. <\/p>\n<p>E c\u2019\u00e8 chi pensa che un ottimo commissario potrebbe essere il predecessore di Gozi, Enzo Moavero Milanesi. Ma le ragioni della politica e quelle della competenza non sempre vanno di pari passo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Sar\u00e0 troppo presto per decidere sui nomi&#8221;: queste parole, una pietra tombale, stanno nella lettera che il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha mandato ai leader dei 28, prima del Vertice informale di marted\u00ec sera 27 maggio: da quella cena, a meno di 48 ore dall\u2019apertura delle urne delle elezioni europee, non uscir\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[85,149,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26530"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26530"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62558,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26530\/revisions\/62558"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}