{"id":26560,"date":"2014-05-26T00:00:00","date_gmt":"2014-05-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/vincono-renzi-la-merkel-e-gli-euro-scettici\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:39","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:39","slug":"vincono-renzi-la-merkel-e-gli-euro-scettici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/vincono-renzi-la-merkel-e-gli-euro-scettici\/","title":{"rendered":"Vincono Renzi, la Merkel e gli euro-scettici"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 una Torre di Babele l\u2019Europa del voto. E le lingue non c\u2019entrano. Perdono molti governi, ma non in Germania e in Italia; vincono gli euro-scettici e gli euro-critici, ma in Gran Bretagna e in Francia sono di destra, anti-Ue o anti-euro, e non vanno d\u2019accordo fra di loro; e in Grecia sono di sinistra, vogliono cambiare l\u2019Unione dal di dentro.<\/p>\n<p>Se la Merkel sorride e Renzi ride, altrove popolari e socialisti hanno preso sonore bastonate. Ma sono ancora tentati di riproporre in Europa le ricette delle larghe intese con un mix tra rigore e crescita. A meno che i risultati non diano una scossa ai leader che hanno preso le scoppole maggiori e li spingano a cambiare strada: il socialista Hollande, il popolare Rajoy, il conservatore Cameron si leccano le ferite.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/grama2.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>Anche per euro-scettici ed euro-critici non \u00e8 una marcia trionfale. Sono il primo partito in Francia, in Gran Bretagna e, con valenze diverse, in Grecia e in Danimarca, ma arretrano in Italia e pure nell\u2019Europa centro-orientale. E restano una galassia composita, senza la massa critica d\u2019un gruppo grande e coeso.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 il rischio che queste elezioni europee siano come le ciliegie: una tira l\u2019altra. Ne potrebbero conseguire elezioni politiche in Grecia, Bulgaria, Portogallo. In Italia, invece, la prospettiva pare allontanarsi.<\/p>\n<p>Per cercare di capirci qualcosa, e soprattutto di trovare una parata, i leader dei 28 si vedranno domani sera a Bruxelles: una cena di lavoro, per valutare i risultati e cominciare a impostare, almeno, il valzer delle poltrone, partendo dal nuovo presidente della Commissione europea.<\/p>\n<p><b>L\u2019erosione della partecipazione arrestata<\/b><br \/>Probabilmente, non ne usciranno subito decisioni. Ma l\u2019esito del voto colloca in pole position, come successore di Manuel Barroso, il popolare Juncker, ex premier lussemburghese ed ex presidente dell\u2019Eurogruppo, non esattamente il nuovo che avanza.<\/p>\n<p>Il Ppe perde una sessantina di seggi, ma resta il gruppo pi\u00f9 numeroso dell\u2019Assemblea di Strasburgo, con una ventina di seggi di vantaggio sul Pse, che pure ne perde a manciata. Verdi a parte, stabili, tutte le forze tradizionali, anche liberali e conservatori, arretrano. <\/p>\n<p>N\u00e9 consola la lievissima risalita della partecipazione popolare: questione di decimali, rispetto al 2009, ma \u00e8 la prima volta dal 1979 che non si va gi\u00f9 &#8211; e ci\u00f2 nonostante il tracollo italiano, circa 10 punti in meno.<\/p>\n<p align=\"center\"><img decoding=\"async\" src=\"IMAGE\/grama1.jpg\" hspace=\"5\" vspace=\"5\" border=\"0\"><\/p>\n<p>In Italia, il Pd domina il voto europeo ad di l\u00e0 di ogni previsione e sfiora il 41%, meglio di sempre (e meglio di tutti nell\u2019Unione, ad eccezione del partito al potere in Ungheria). Il Pd fa il doppio, quasi, del M5S, che supera appena il 21%. Forza Italia s\u2019attesta sul 16,7%. Pi\u00f9 indietro, per\u00f2 sopra la soglia del 4% la Lega al 6,3% e Ncd \/ Udc al 4,4%. \u2018L\u2019Altra Europa\u2019, costola italiana del conglomerato Tsipras. Il leader greco della sinistra radicale, ce la fa d\u2019un soffio.<\/p>\n<p>In attesa di vedere quali saranno le ripercussioni nazionali, emerge l\u2019impegno di Renzi a lavorare \u201cper un\u2019Italia che cambi l\u2019Europa\u201d, a partire dalla presidenza di turno del Consiglio dell\u2019Ue, che proprio l\u2019Italia assumer\u00e0 il 1\u00b0 luglio. Oltre che gestire gli avvicendamenti ai vertici delle Istituzioni &#8211; e l\u2019essere ora il maggiore partito socialista europeo autorizza il Pd ad ambire alla presidenza dell\u2019Assemblea di Strasburgo, magari puntando su Gianni Pittella -, bisogna provare a mettere la barra su occupazione e solidariet\u00e0.<\/p>\n<p>Non sar\u00e0 facile. Il voto tedesco non incoraggia la Merkel ad allentare il rigore. I moltissimi suffragi raccolti da xenofobi e anti-islam non sono un viatico per promuovere l\u2019accoglienza, sul fronte dell\u2019immigrazione. Ancora prima che i risultati fossero noti, il presidente della Bce Draghi diceva che \u201cgli elettori si sono chiaramente allontanati e attendono delle risposte\u201d. Che non possono venire, sempre e solo, dalla Banca centrale europea, sulle cui decisioni, ai primi di giugno, s\u2019accentrano gi\u00e0 le attenzioni dell\u2019economia e della politica.<\/p>\n<p>. <\/p>\n<p><b>Scheda<br \/>La sintesi dei risultati Paese per Paese<\/b><br \/>Nell\u2019Unione, la vocazione europeista resta maggioritaria ma s\u2019\u00e8 molto indebolita e frastagliata. Diversi e divisi, ma con il minimo comune denominatore della diffidenza e dell\u2019ostilit\u00e0 verso Bruxelles, simbolo d\u2019un fantomatico Super-Stato, avanzano euro-scettici ed euro-critici: sono, ormai, quasi un quarto degli eurodeputati.<\/p>\n<p>I popolari perdono 62 seggi, ma restano la prima formazione con 212 deputati, e vogliono la guida della Commissione. I socialisti scendono di 10 seggi  a 186, ma il loro campione Schulz non alza bandiera bianca. Le due grandi famiglie politiche troveranno, probabilmente, una via d&#8217;uscita comune, spartendosi poltrone, ma non sar\u00e0 certo cos\u00ec che la pressione degli anti-Ue.<\/p>\n<p>Il terremoto politico ha l\u2019epicentro in <b>Francia<\/b>. La vittoria del Front National di Marine Le Pen, primo partito con oltre il 25%, lascia tutti storditi: i gollisti dell&#8217;Ump, secondi con il 21%, ma soprattutto i socialisti del presidente Hollande, crollati al minimo storico, il 14,5%.<\/p>\n<p>In <b>Spagna<\/b>, le due formazioni che hanno governato negli anni dell\u2019austerit\u00e0 vengono entrambe punite: il Pp del premier Rajoy \u00e8 al 26% e scende da 24 deputati a 16; i socialisti sono al 23% e scendono da 23 a 14. La formazione anti sistema fondata appena due mesi or sono, Podemos (emanazione politica organizzata del movimento di protesta &#8216;ocupamos&#8217;), conquista 5 seggi.<\/p>\n<p> La seconda faglia del sisma europeo spacca il <b>Regno Unito<\/b>, paese di per s\u00e9 euro-scettico , dopo che l&#8217;Ukip (dichiaratamente anti-Ue) di Nigel Farage vola al primo posto con 24 deputati (11 in pi\u00f9).  Ma di fare comunella con la Le Pen, Farage manco ci pensa: i due si destestano. I laburisti sono secondi con 20 seggi (+7), seguiti dai conservatori con 19 (- 7). I liberal-democratici di Nick Clegg, partner di coalizione al governo, si riducono a un seggio da 9.<\/p>\n<p>In <b>Germania<\/b> la Cdu\/Csu della Merkel resta il primo partito oltre il 36% (ma cala rispetto al 42,5% delle politiche del 2013), quasi 10 punti davanti ai compagni di strada e rivali dell\u2019Spd (27,4%). Vanno bene gli anti-euro dell&#8217;Afd, nati solo nella primavera del 2013, che sono al 7%, dietro i Verdi al 10,50%. Senza soglia di sbarramento, vanno a Strasburgo anche la Linke, i Pirati, i neonazisti dell&#8217;Npd.<\/p>\n<p>In <b>Austria<\/b>, altro Paese di larghe intese, vince il centro destra con oltre il 27%: i social-democratici sono al 23,8%. Terzi, i nazionalisti euro-scettici dell&#8217;Fpoe al 19,5%, che partecipano all\u2019Alleanza intorno alla Le Pen.<\/p>\n<p>In <b>Olanda<\/b>, la formazione xenofoba e anti-Islam di Geert Wilders, \u00e8 seconda ex aequo con i D66, loro europeisti, dietro i cristiano democratici. <\/p>\n<p>In <b>Belgio<\/b>, dove ci sono le politiche, i secessionisti fiamminghi sono il primo partito. In Danimarca s\u2019impone un partito anti-immigrati (oltre il 26%), che per\u00f2 giudica la Le Pen antisemita e antigay. Il partito di maggioranza, i social democratici, sono secondi al 19%.<\/p>\n<p>In <b>Grecia<\/b>, Syriza prende il 26,5%, facendo della lotta all&#8217;austerit\u00e0 imposta dalla troika Ue-Bce-Fmi la propria parola d\u2019ordine. Bene pure l&#8217;estrema destra di Alba Dorata, sopra il 9%. Neo Demokratia non va oltre il 23%, il Pasok \u00e8 solo quarto con l\u20198%.<\/p>\n<p>Una buona notizia pare venire dall\u2019<b>Ungheria<\/b>: arretra di sei punti e scende sotto il 15% Jobbik, un\u2019estrema destra ultra-nazionalista e razzista. Ma il controverso partito Fidesz dell\u2019autoritario premier Orban vola al 51,5%: \u00e8 l\u2019unico a battere il Pd di Renzi. Divisi da tutto, i due leader hanno in comune decisionismo e passione per il calcio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 una Torre di Babele l\u2019Europa del voto. E le lingue non c\u2019entrano. Perdono molti governi, ma non in Germania e in Italia; vincono gli euro-scettici e gli euro-critici, ma in Gran Bretagna e in Francia sono di destra, anti-Ue o anti-euro, e non vanno d\u2019accordo fra di loro; e in Grecia sono di sinistra, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[85,149,96,140],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26560"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26560"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26560\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62557,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26560\/revisions\/62557"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26560"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26560"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26560"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}