{"id":26620,"date":"2014-05-28T00:00:00","date_gmt":"2014-05-27T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italia-in-volata-verso-la-presidenza-dellue\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:38","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:38","slug":"italia-in-volata-verso-la-presidenza-dellue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/italia-in-volata-verso-la-presidenza-dellue\/","title":{"rendered":"Italia in volata verso la presidenza dell\u2019Ue"},"content":{"rendered":"<p>Come spesso accade, l\u2019Italia ha sorpreso un po\u2019 tutti. La prevista valanga anti Ue ed euroscettica non c\u2019\u00e8 stata. Anzi, si \u00e8 affermata in modo clamoroso una forza, il PD, sicuramente filo europea, anche se critica nei confronti delle attuali politiche dell\u2019Unione. <\/p>\n<p>\u00c8 questa una positiva risorsa da giocare nelle prossime settimane e nel corso del semestre italiano di presidenza dell\u2019Ue. Le questioni su cui puntare sono poche, ma essenziali. Il loro contenuto \u00e8 principalmente politico e riguarda le alleanze con i nostri principali partner, la futura leadership europea e il varo di un\u2019agenda per la nuova legislatura.<\/p>\n<p><b>Le alleanze e il triangolo con Francia e Germania<\/b><br \/>I risultati elettorali negli stati membri dell\u2019Ue sono stati, a differenza che nelle passate votazioni, estremamente chiari. Per limitarci ai nostri principali partner, la Germania rimane stabilmente al centro dello schieramento filo europeo; la Gran Bretagna accresce notevolmente la propria propensione al distacco dall&#8217;Ue; la Francia fa emergere da sotto le ceneri lo spirito nazionalista che non l\u2019ha mai realmente abbandonata fin dall\u2019inizio del processo di integrazione europea (si pensi al rifiuto della Ced o alla cosiddetta \u201csedia vuota\u201d della met\u00e0 degli anni \u201960). <\/p>\n<p>Se \u00e8 possibile digerire un eventuale allontanamento del Regno Unito dal cuore dell\u2019Ue, \u00e8 inimmaginabile credere in futuri progressi dell\u2019integrazione europea senza l\u2019apporto, pur riluttante, della Francia. Non \u00e8 quindi il caso di profittare della evidente debolezza francese per disegnare, come alcuni auspicano, un\u2019asse Roma-Berlino in alternativa a quello tradizionale Parigi-Berlino. Non avrebbe alcun senso e non sarebbe neppure realizzabile. <\/p>\n<p>Quello che va fatto \u00e8 di riprendere una vecchia e positiva tradizione italiana volta ad operare per il rafforzamento dell\u2019entente fra Francia e Germania, spingendo i due governi a cogliere il grande momento della crisi europea per rilanciare le prospettive di un ulteriore passo in avanti dell\u2019integrazione dell\u2019Ue o di una parte di essa. Quindi attenzione verso Berlino, ma con un occhio di riguardo per Parigi.<\/p>\n<p><b>La leadership europea <\/b><br \/>Qui il rompicapo inizia subito, gi\u00e0 nei prossimi giorni. La strategia del nostro governo dovr\u00e0 essere quella di dare assoluta priorit\u00e0 a questo dossier, anche perch\u00e9 esso si trasciner\u00e0 verosimilmente nel corso del prossimo semestre e ci vedr\u00e0 quindi coinvolti nella gestione di una vicenda di estrema importanza per il futuro della legislatura europea.<\/p>\n<p>In questa trattativa abbiamo un doppio vantaggio: l\u2019ottima performance elettorale di Matteo Renzi, con una certa conquista di credibilit\u00e0 personale, e il fatto di non dovere necessariamente combattere per una candidatura italiana. Teniamoci stretto \u201cSan\u201d Mario Draghi e aiutiamolo ad..aiutarci! Ma per il resto siamo liberi di negoziare. <\/p>\n<p>Ci\u00f2 che serve all\u2019Unione per uscire dalla crisi politica sono ovviamente leader di alto profilo. Ma anche il rispetto delle procedure o meglio dello spirito delle procedure. Facciamo riferimento all\u2019art. 17 del Trattato che chiede al Consiglio europeo di \u201ctenere conto\u201d del risultato elettorale nella proposta del candidato Presidente della Commissione. Di fatto l\u2019intera campagna elettorale \u00e8 stata condotta in base a questo assunto. Quindi ha vinto Jean-Claude Junker e perci\u00f2 il primo nome dovrebbe essere il suo. <\/p>\n<p><b>La Commissione a Junker? Non \u00e8 cos\u00ec scontato<\/b><br \/>Ma, e qui si complica il discorso, il candidato espresso dal Consiglio europeo dovr\u00e0 raggiungere la maggioranza di 376 voti in Parlamento per entrare in funzione. Il Ppe, che ha espresso Junker, ha la maggioranza relativa di 212 seggi (ne ha persi 60 rispetto al 2009) e non potr\u00e0 raggiungere quella soglia senza il sostegno dei socialisti. <\/p>\n<p>La tentazione da parte del Consiglio europeo \u00e8 quindi quella di proporre un candidato diverso. Ma all\u2019Italia conviene invece insistere che lo spirito dell\u2019art. 17 sia rispettato e che il nome del candidato, se non dai risultati elettorali, emerga almeno dall\u2019interno del Pe e dai compromessi che i partiti raggiungeranno. <\/p>\n<p>Sulle altre nomine del pacchetto la direttrice di marcia deve essere quella del prestigio e della competenza, soprattutto per l\u2019Alto rappresentante. Qui si tratta di vera sostanza, poich\u00e9 la politica estera e di sicurezza sar\u00e0 la vera sfida per l\u2019Ue nei prossimi mesi ed anni, dai rapporti con Mosca al tema dell\u2019immigrazione.<\/p>\n<p><b>La stagione del riformismo europeo e l\u2019agenda per il futuro<\/b><br \/>Qui il discorso \u00e8 al tempo stesso complesso ma anche molto chiaro. Nei prossimi cinque anni l\u2019Ue ha davanti a s\u00e9 solamente due strade. La prima \u00e8 quella del giorno per giorno e del sostanziale immobilismo: la conseguenza sar\u00e0 il declino. La seconda \u00e8 quella di imboccare la strada delle riforme, sia nel campo delle politiche che in quello delle procedure e istituzioni. Su questa strada un ruolo centrale, se lo vorr\u00e0, dovr\u00e0 essere assunto dal Pe.<\/p>\n<p>La presenza di forze politiche antisistema dovrebbe spingere i partiti tradizionali a coalizzarsi per prendere iniziative forti e di proposta politica per avviare la stagione del rinnovamento. L\u2019iniziativa non pu\u00f2 essere lasciata al solo Consiglio europeo, che non potr\u00e0 mai uscire dalla logica del compromesso o del provvisorio, ma assunta dall\u2019istituzione che \u00e8 uscita dalle urne, un po\u2019 pi\u00f9 acciaccata di prima ma con l\u2019esigenza di riscattarsi. <\/p>\n<p>Nel semestre italiano vanno quindi costruiti rapporti forti con il Parlamento europeo, sia per fissare un\u2019agenda per il futuro, sia, eventualmente, per puntare ad una maggiore presenza italiana nella Presidenza del Parlamento e nei Comitati chiave.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come spesso accade, l\u2019Italia ha sorpreso un po\u2019 tutti. La prevista valanga anti Ue ed euroscettica non c\u2019\u00e8 stata. 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