{"id":26660,"date":"2014-05-29T00:00:00","date_gmt":"2014-05-28T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/con-farage-vince-little-england\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:37","slug":"con-farage-vince-little-england","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/05\/con-farage-vince-little-england\/","title":{"rendered":"Con Farage vince Little England"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019attenzione dei media \u00e8 tutta per l\u2019Ukip &#8211; United Kingdom Independence Party &#8211; il quale, in un <i>exploit <\/i>senza precedenti, \u00e8 riuscito a conquistare il 27,5% dei voti alle elezioni europee e a far eleggere 122 consiglieri comunali.<\/p>\n<p>I conservatori al potere sono stati relegati a un umiliante terzo posto e i loro alleati di governo, i Liberal Democrats, sono stati quasi eliminati dalla scena politica. <\/p>\n<p><b>Farage in marcia su Strasburgo<\/b><br \/>Gongolante, l\u2019abile leader di Ukip, l\u2019ex agente di borsa Nigel Farage, ha promesso di \u201cscendere su Strasburgo come una volpe in un pollaio\u201d (evidentemente ignorando il fatto che Goebbels ha usato una metafora identica a Berlino nel 1928, dove ha parlato di \u2018lupo\u2019 e \u2018pecore\u2019).<\/p>\n<p>Con questa frase Farage si riferiva alle elezioni generali dell\u2019anno prossimo in Gran Bretagna, dove l\u2019Ukip promette di eleggere i suoi primi deputati. <\/p>\n<p>Come tante delle promesse dell\u2019Ukip, anche questa rischia di trasformarsi in un\u2019illusione. Per via del noto meccanismo elettorale britannico infatti, la conquista di una significativa presenza in Parlamento, richiede, oltre che dei due partiti egemonici, una profonda e ampia presenza nel paese. <\/p>\n<p>Questa non potr\u00e0 mai essere raggiunta con un progetto politico basato solamente su un paio di temi, come la permanenza nell\u2019Ue e il problema dell\u2019immigrazione. <\/p>\n<p><b>Ukip, successo limitato<\/b><br \/>A parte il ricambio dei personaggi, rare sono le novit\u00e0 politiche di rilievo nel sistema partitico britannico. \u00c8 per questo che l\u2019impatto dell\u2019Ukip &#8211; che ha ottenuto precisamente il 3,1% dei voti nelle elezioni generali del 2010 &#8211; sembra cos\u00ec importante. <\/p>\n<p>Con un\u2019affluenza attorno al 34% \u00e8 per\u00f2 difficile immaginare come \u201cl\u2019effetto Ukip\u201d possa cambiare lo schema di fondo del panorama politico nazionale nel contesto di un\u2019elezione generale. <\/p>\n<p>In Scozia solo il 33% dell\u2019elettorato ha votato, e l\u2019Ukip si esalta per avere conquistato il 10% dei voti. I nazionalisti &#8211; che avevano promesso di eliminare l\u2019Ukip dalla scena scozzese &#8211; restano stabili al 29%. <\/p>\n<p>Nell\u2019Irlanda del Nord, con il 25.5% dei voti (pi\u00f9 della met\u00e0 degli aventi diritto) si \u00e8 riaffermato un altro tipo di nazionalismo: quello di Sinn Fein, il partito politico dell\u2019ex-Ira e l\u2019Ukip \u00e8 stato ridotto al 3,9%. <\/p>\n<p>I media londinesi non hanno voluto commentare questa apparente anomalia. Inoltre, mentre il Galles ha rispecchiato il voto inglese, una grossa sorpresa \u00e8 venuta da Londra, dove si \u00e8 affermato nettamente il partito laburista con 36.7% del voto, confinando l\u2019Ukip al 16.9%.<\/p>\n<p><b>La City laburista che sorprende<\/b><br \/>Da tempo gli esperti commentano il lento, ma costante distacco sociale ed economico di Londra dal resto del paese. \u00c8 come se la City stesse diventando una specie di \u2018super-stato\u2019, con interessi, ambizioni e orizzonti cosmopoliti ben diversi dall\u2019Inghilterra \u201cprovinciale\u201d. <\/p>\n<p>Il leader laburista David Miliband ne \u00e8 un degno rappresentate, favorito anche dall\u2019intensa concentrazione dell\u2019industria dei media nella capitale.<\/p>\n<p>Ma la questione dell\u2019immigrazione &#8211; tanto cara all\u2019Ukip &#8211; fa sentire tutto il suo peso anche qui, dove negli ultimi dieci anni la popolazione bianca e britannica tra i <i>londoners<\/i> \u00e8 diventata una minoranza, attestandosi oggi attorno al 45%. Logico quindi che una maggioranza sociale composta di immigrati non avrebbe mai votato per un partito anti-immigrati.<\/p>\n<p><b>Crisi di identit\u00e0 inglese<\/b><br \/>Fin dai tempi della guerra contro i Boeri del 1899, le imprese dell\u2019Impero britannico hanno sempre conosciuto un\u2019aperta reazione di rifiuto, una sorta di chiusura mentale per tutto ci\u00f2 che riguardava la vita dentro i confini della nazione, come una forma di provincialismo militante. <\/p>\n<p>Si tratta della cosiddetta sindrome da \u2018Little England\u2019, la piccola Inghilterra auto-sufficiente e del tutto disinteressata alle faccende riguardanti gli stranieri, soprattutto quelli provenienti dall\u2019Europa continentale e non espressamente \u201cwhite-anglo-saxon\u201d. <\/p>\n<p>Nell\u2019epoca della globalizzazione, (che la parte pi\u00f9 attiva della finanza londinese rivendica come una sua invenzione), la crisi di identit\u00e0 che la nazione sta attraversando prende quindi la forma di un istintivo e passionale rifiuto dell\u2019Unione europea e del suo effetto pi\u00f9 negativo: l\u2019immigrazione dai paesi dell\u2019Est. <\/p>\n<p>Non \u00e8 per\u00f2 cos\u00ec ovvio il motivo per cui il Regno Unito (o meglio l\u2019Inghilterra), una societ\u00e0 che ha ricevuto ondate di immigrati a partire dagli anni \u201950 in poi senza grosse difficolt\u00e0, vorrebbe ora bloccare tutto. Forse perch\u00e9 la ripresa economica tanto acclamata dal governo non \u00e8 in realt\u00e0 cos\u00ec forte o radicata come si vorrebbe far credere? <\/p>\n<p>Ma vi \u00e8 anche un altro paradosso nell\u2019affermazione dell\u2019Ukip: la sua strenua difesa della sovranit\u00e0 nazionale cozza palesemente con un recente passato in cui i governi hanno sistematicamente venduto allo \u201cstraniero\u201d la gestione di alcuni dei settori pi\u00f9 vitali dell\u2019economia nazionale, come gas, luce, acqua, ferrovie, aeroporti, ricerca, sanit\u00e0 etc. <\/p>\n<p>Cameron e suoi offrono infatti ogni forma di incentivo agli investitori stranieri, preferibilmente cinesi, arabi, americani e russi. E su tutto questo l\u2019Ukip non dice una parola.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attenzione dei media \u00e8 tutta per l\u2019Ukip &#8211; United Kingdom Independence Party &#8211; il quale, in un exploit senza precedenti, \u00e8 riuscito a conquistare il 27,5% dei voti alle elezioni europee e a far eleggere 122 consiglieri comunali. 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