{"id":26680,"date":"2014-06-02T00:00:00","date_gmt":"2014-06-01T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/emigro-ma-non-in-europa\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:37","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:37","slug":"emigro-ma-non-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/emigro-ma-non-in-europa\/","title":{"rendered":"Emigro, ma non in Europa"},"content":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 proprio vero che centinaia di migliaia di migranti africani sono alle porte dell\u2019Europa, pronti ad invaderla passando per i paesi pi\u00f9 vulnerabili del sud, primi avamposti del continente sognato? <\/p>\n<p>Le cronache degli ultimi anni ci hanno abituato agli sbarchi al largo delle coste di Lampedusa e della Sicilia e alle immagini delle \u201ccarrette del mare\u201d stracariche di uomini e donne ridotti allo stremo. <\/p>\n<p>Ci siamo un po\u2019 assuefatti anche alle tragedie: l&#8217;inabissamento di alcuni di questi barconi suscita occasionali ed effimeri moti di sdegno e rammarico nell\u2019opinione pubblica. <\/p>\n<p>Ci siamo altrettanto persuasi che, dalle \u201cperiferie del mondo\u201d, tutti guardano alle propaggini del Vecchio Continente come a un miraggio.<\/p>\n<p>Ma l\u2019Europa rappresenta davvero una meta cos\u00ec ambita per i migranti africani? <\/p>\n<p><b>Mali snodo di immigrati<\/b><br \/>Basta immergersi nella composita realt\u00e0 dell\u2019Africa subsahariana per rendersi conto di come la storia offra lezioni significativamente differenti. Una di queste \u00e8 rappresentata dal caso del Mali. <\/p>\n<p>Situato nella regione dell\u2019Africa nord-occidentale e privo di sbocco sul mare, il Mali \u00e8 storicamente riconosciuto come importante snodo di transito d\u2019influenti flussi migratori diretti verso la regione del Maghreb e l\u2019Europa meridionale, \u00e8 da sempre soggetto a movimenti interni stagionali di pastori nomadi ed \u00e8, al tempo stesso e in primo luogo, la terra natale di migliaia di migranti che lasciano ogni anno il paese in cerca di fortuna.<\/p>\n<p>L\u2019inospitalit\u00e0 del territorio, occupato quasi completamente dal deserto del Sahara e dalla fascia arida e semidesertica del Sahel, e le gravi condizioni di arretratezza in cui versa il paese, hanno spinto quasi un quarto della popolazione ad emigrare. <\/p>\n<p>Dei suoi quindici milioni di abitanti, infatti, circa quattro vivono all\u2019estero. In duecentomila risiedono in Europa ma, la maggior parte degli emigrati maliani si \u00e8 stabilita nei paesi limitrofi. Tra le mete privilegiate dai maliani, si trovano la Costa d&#8217;Avorio, la Nigeria, il Niger e il Burkina Faso. I nuovi paesi di destinazione, invece, sembrano essere la Guinea Equatoriale e l\u2019Angola.<\/p>\n<p>Il Mali offre un chiaro esempio di come non sempre si fugga dall\u2019Africa per emigrare verso i paesi dell\u2019Occidente, ma di come, al contrario, ci si sposti con molta pi\u00f9 probabilit\u00e0 all\u2019interno del continente, mossi da fattori contingenti, legati per lo pi\u00f9 alle condizioni socio-economiche, alle evenienze geo-politiche e alle catastrofi naturali.<\/p>\n<p><b>Migrazioni di ritorno<\/b><br \/>Un interessante rapporto, pubblicato a fine gennaio 2014 dal Delegato Generale dei Maliani all\u2019estero, sembra confermare questa tendenza. L\u2019interesse di questo studio \u00e8 dato dal fatto che il fenomeno della migrazione viene analizzato da un punto di vista inedito, a partire cio\u00e8 dalle \u2018migrazioni di ritorno\u2019. <\/p>\n<p>La ricerca prende in esame i casi di rimpatrio (volontario o forzato) dei migranti maliani nel periodo 2002-2013. I dati confermano come, negli ultimi undici anni, i maliani abbiano preferito fuggire a povert\u00e0, guerre e carestie non per cercare migliori opportunit\u00e0 in un paese europeo, ma per trovare fortuna nelle economie emergenti dei paesi vicini. Degli 89.134 migranti maliani rimpatriati dal 2002 al 2013, infatti, solo il 6,7% \u00e8 rientrato in Mali da paesi europei (5.947) mentre il 91,7% ha fatto ritorno nel paese di origine da paesi africani (81.755).<\/p>\n<p>Secondo gli ultimi dati raccolti dalla Banca Mondiale, il 43,6 % della popolazione maliana vive al di sotto della soglia di povert\u00e0. Il tasso di alfabetizzazione \u00e8 stimato tra il 25 e il 40 % e quello di mortalit\u00e0 infantile \u00e8 tra i pi\u00f9 elevati al mondo. La speranza di vita supera difficilmente i 55 anni. L\u2019aumento della pressione demografica \u00e8 costante e vertiginoso: la popolazione del Mali cresce a un tasso medio annuo del 3%. <\/p>\n<p>Anche la situazione alimentare \u00e8 preoccupante: le regioni del sud, pi\u00f9 fertili e temperate, soffrono una malnutrizione acuta pari all&#8217;8,6% (il livello d&#8217;allarme si attesta al 10%) e nei territori desertici del nord, il valore tocca il 13-15%. Questi dati, che confinano il paese alla 182\u00b0esima posizione su 187 stati dell\u2019Indice di Sviluppo Umano stilato dalle Nazioni Unite nel 2013, aiutano a comprendere la seriet\u00e0 dei fattori che spingono i maliani a continuare a scegliere di emigrare.<\/p>\n<p> <b>Guerra civile in Mali<\/b><br \/>Vale la pena indagare il caso del Mali anche partendo dalla cronaca degli ultimi anni, segnati da una violenta guerra civile, consumatasi nelle regioni del nord, tra il governo centrale e il movimento tuareg infiltrato da islamisti. Tale conflitto ha costretto la popolazione del nord del paese, gi\u00e0 provata dalla siccit\u00e0 e dalla fame, a spostarsi verso sud generando un aumento dei flussi migratori interni ed esterni. <\/p>\n<p>Secondo i dati raccolti dall&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, a fine novembre 2013, si contavano 168 mila rifugiati maliani e gli sfollati interni ammontavano a circa 256 mila. Dopo mesi di scontri e un intervento internazionale, la stabilit\u00e0 sembra ripristinata, sebbene permangano timori d\u2019infiltrazioni e il paese continui a dover affrontare la propria atavica realt\u00e0 di popolo di migranti.<\/p>\n<p>Il fenomeno migratorio maliano deve essere collocato nel pi\u00f9 ampio quadro delle \u2018migrazioni sud-sud\u2019 che interessano le aree pi\u00f9 povere e disperate del pianeta e muovono ingenti flussi di persone. Ben pi\u00f9 della met\u00e0 degli emigrati africani, infatti, vive nel rispettivo continente d&#8217;origine e le migrazioni verso l\u2019Europa hanno una rilevanza marginale rispetto ai movimenti interni al continente.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sar\u00e0 proprio vero che centinaia di migliaia di migranti africani sono alle porte dell\u2019Europa, pronti ad invaderla passando per i paesi pi\u00f9 vulnerabili del sud, primi avamposti del continente sognato? 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