{"id":26720,"date":"2014-06-04T00:00:00","date_gmt":"2014-06-03T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-leuropa-unisse-le-energie\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:36","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:36","slug":"se-leuropa-unisse-le-energie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/se-leuropa-unisse-le-energie\/","title":{"rendered":"Se l\u2019Europa unisse le energie"},"content":{"rendered":"<p>La crisi in Ucraina ha accelerato il dibattito europeo sulla sicurezza energetica. Alla vigilia del G7 che affronter\u00e0 anche la questione energetica, la Commissione ha infatti pubblicato la <i>Strategia europea di sicurezza energetica<\/i>. <\/p>\n<p>Si tratta di un documento &#8211; per ora solo una proposta &#8211; che ha l\u2019obiettivo di definire linee guida e proporre azioni per affrontare le principali sfide energetiche che l\u2019Europea di trover\u00e0 ad affrontare nel breve, medio e lungo periodo.<\/p>\n<p>Pur dedicando particolare attenzione alla realizzazione del mercato interno e delle interconnessioni, il documento &#8211; il primo nel suo genere redatto da Bruxelles &#8211; ha una forte connotazione esterna che richiama in modo esplicito all\u2019utilizzo sistematico degli strumenti di politica estera per raggiungere gli obiettivi europei in materia di sicurezza energetica.<\/p>\n<p><b>Solidariet\u00e0 in Europa<\/b><br \/>Nel breve periodo, la strategia prevede misure per migliorare la capacit\u00e0 europea di superare gravi interruzioni delle forniture da parte di paesi terzi. Il riferimento alla Russia \u00e8 abbastanza esplicito, poich\u00e9 la strategia indica nei paesi dell\u2019Europa orientale i soggetti pi\u00f9 vulnerabili di fronte a questa minaccia. <\/p>\n<p>Grande enfasi viene posta sul rafforzamento dei meccanismi di solidariet\u00e0 ed emergenza interni ed esterni all\u2019Unione, sui quali la Commissione prevede un suo chiaro ruolo di supervisione e coordinamento. <\/p>\n<p>Quest\u2019ultimo dovr\u00e0 trovare applicazione nel monitoraggio dei flussi energetici e delle capacit\u00e0 nazionali di stoccaggio, nell\u2019aggiornamento delle attivit\u00e0 di valutazione dei rischi, nella definizione di piani di contingenza a livello regionale ed europeo, nonch\u00e9 nella attuazione di specifici <i>stress test <\/i>comuni contro possibili sospensioni delle forniture energetiche.<\/p>\n<p>La strategia prevede inoltre interventi diretti per assicurare un livello minimo e immediato di capacit\u00e0 di interscambio tra paesi\/regioni colpiti da gravi interruzioni delle forniture: il rafforzamento delle capacit\u00e0 di stoccaggio e di <i>reverse flow <\/i>(bi-direzionalit\u00e0 dei flussi), la creazione di infrastrutture di emergenza e l\u2019identificazione di fonti di back-up disponibili in tempi brevi in caso di crisi, gas naturale liquefatto <i>in primis<\/i>. <\/p>\n<p><b>Infrastrutture energetiche comuni<\/b><br \/>Buona parte del documento si concentra sul rafforzamento delle infrastrutture energetiche e sul completamento del mercato interno dell\u2019energia. La Commissione punta sulla realizzazione dei progetti infrastrutturali d\u2019interesse comune, nel settore del gas e in quello elettrico, da finanziare sotto la guida e grazie ai fondi comuni. <\/p>\n<p>Inoltre, prevede un\u2019accelerazione sull\u2019adozione dei codici di rete e un rafforzamento dei poteri europei di controlli antri-trust su fusioni e acquisizioni in ambito energetico.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, meccanismi di cooperazione e inclusione dovranno rappresentare l\u2019elemento chiave del processo decisionale europeo. Pur tenendo presenti i limiti imposti dall\u2019art. 194 del Trattato di Lisbona, la strategia della Commissione prevede la condivisione d\u2019informazioni in caso di decisioni nazionali che posso in qualche modo influenzare il mercato unico. <\/p>\n<p>La strategia prevede che la discussione sia portata a livello regionale e\/o europeo nel caso di decisioni riguardanti gli obiettivi e le politiche nazionali in tema di rinnovabili ed efficienza energetica. <\/p>\n<p>Lo stesso accade quando il dibattito affronta l\u2019elaborazione di piani d\u2019investimento o di <i>decommissioning <\/i>nel settore nucleare e la realizzazione di nuove infrastrutture strategiche. Il tutto per tenere in considerazione le necessit\u00e0, gli interessi e le possibili minacce alla sicurezza energetica dei paesi limitrofi e della stessa Unione. <\/p>\n<p><b>Energia e politica estera<\/b><br \/>Il rafforzamento di meccanismi di coordinamento, tuttavia, non si limita all\u2019obiettivo del mercato unico. Data la forte dimensione esterna della sicurezza energetica europea &#8211; l\u2019Unione importa il 53% dei suoi consumi totali, 90% nel caso del petrolio e 66% in quello del gas naturale &#8211; la strategia pone l&#8217;accento sull\u2019utilizzo di strumenti di politica estera comune e sulla sistematica inclusione dei temi energetici nelle agende dei summit internazionali a carattere strategico.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 di coinvolgere maggiormente l\u2019Unione &#8211; anche attraverso il ruolo del Servizio europeo per l&#8217;azione esterna &#8211; per sostenere varie iniziative di diversificazione delle forniture da paesi terzi e la realizzazione delle relative infrastrutture di trasporto. Le stesse politiche di aiuto e cooperazione internazionale dovranno tenere maggiormente in conto le priorit\u00e0 energetiche europee.<\/p>\n<p>Gli stati membri sono al contempo chiamati a condividere informazioni &#8211; sia tra di loro che con la Commissione &#8211; prima di avviare negoziati intergovernativi o di prendere importanti decisioni politica energetica che potrebbero avere effetti significativi sulla sicurezza energetica dei paesi vicini o pi\u00f9 in generale dell\u2019Unione.<\/p>\n<p>Pur non essendo particolarmente innovativa in termini di contenuto, la <i>Strategia europea di sicurezza energetica<\/i> rappresenta un primo essenziale passo verso un approccio comune alle scelte di politica energetica. I suoi effetti, tuttavia, rischiano di essere limitati. Da un lato vi sono i vincoli all\u2019azione della Commissione in materia energetica definiti dal Trattato di Lisbona, dall&#8217;altro le perduranti difficolt\u00e0 dell&#8217;Unione a sviluppare una coerente azione di politica estera. <\/p>\n<p>Alcune proposte verso un maggiore integrazione dell\u2019azione europea in materia energetica &#8211; prima fra tutte l\u2019Unione energetica proposta dal Primo ministro polacco Donald Tusk &#8211; sono gi\u00e0 sul tavolo. Nulla esclude che l\u2019aggravarsi dei rischi energetici, sul fronte russo cos\u00ec come su quello libico, possano portare ad un\u2019ulteriore accelerazione.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La crisi in Ucraina ha accelerato il dibattito europeo sulla sicurezza energetica. Alla vigilia del G7 che affronter\u00e0 anche la questione energetica, la Commissione ha infatti pubblicato la Strategia europea di sicurezza energetica. 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