{"id":26850,"date":"2014-06-09T00:00:00","date_gmt":"2014-06-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-contropiede-asiatico-di-putin\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:35","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:35","slug":"il-contropiede-asiatico-di-putin","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/il-contropiede-asiatico-di-putin\/","title":{"rendered":"Il contropiede asiatico di Putin"},"content":{"rendered":"<p>Il terreno di competizione e scontro della geopolitica si sta allontanando dal Medioriente e, pi\u00f9 in l\u00e0, anche dall&#8217;Europa, per incentrarsi, con una deriva assai lenta, verso l&#8217;Asia-Pacifico. Per chi \u00e8 rimasto affezionato alla vecchia terminologia, ci\u00f2 che si sposta \u00e8 una sorta di &#8220;guerra fredda&#8221; combattuta ora soprattutto con strumenti economici. <\/p>\n<p>Trascuriamo per il momento G7, G20 e Brics, e proviamo a concentrarci su Russia e Stati Uniti. O, se ci piace di pi\u00f9, su Vladimir Putin e Barack Obama.<\/p>\n<p><b>Putin e l\u2019Unione eurasiatica<\/b><br \/>Mentre in Ucraina la tensione non accenna a diminuire, l&#8217;Unione eurasiatica voluta da Putin &#8211; \u00e8 evidente la specularit\u00e0 con l&#8217;Unione europea &#8211; sta ormai prendendo corpo. Il 29 maggio Russia, Bielorussia e Kazakistan hanno firmato il documento che consentir\u00e0 l&#8217;operativit\u00e0 del nuovo organismo economico entro il 2015. Ci\u00f2 significa che oltre 180 milioni di cittadini diverranno, nelle intenzioni, un &#8220;ponte commerciale&#8221; con l\u2019Asia.<\/p>\n<p>Sar\u00e0, dice Putin, la nuova realt\u00e0 geopolitica del ventunesimo secolo. Ma non finisce qui: dopo l\u2019adesione di armeni, kirghisi e tagiki, questa entit\u00e0 diverr\u00e0 il pi\u00f9 grande mercato all&#8217;interno della Comunit\u00e0 degli stati indipendenti (Csi). <\/p>\n<p>I tre paesi fondatori possiedono riserve energetiche in grado competere con quelle mediorientali. Dopo la firma dell\u2019accordo per l\u2019Unione euroasiatica, Putin si \u00e8 detto convinto che &#8220;la posizione geografica ci permetter\u00e0 di creare una rete che attrarr\u00e0 flussi sia dall&#8217;Europa che dall&#8217;Asia&#8221;.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, la Russia non ha mai cessato di rivendicare i propri diritti sull&#8217;Artico: i ghiacci che si ritirano facilitano lo sfruttamento di nuovi giacimenti. Tanto da preoccupare i nordici, che a Lisbona avevano proposto una sorta di &#8220;Nato del nord&#8221; a difesa dei propri interessi. <\/p>\n<p>Gli Stati Uniti e l&#8217;Europa minacciano il boicottaggio degli idrocarburi russi? La risposta \u00e8 stata pronta: il \u201ccontrattone\u201d per la fornitura di gas russo alla Cina dribbla ancora una volta il macchinoso&#8221; sistema di difesa&#8221; occidentale.<\/p>\n<p>\u00c8 anche in questo contesto che va valutata la crisi ucraina, iniziata quando il presidente Viktor Yanukovych aveva deciso di non sottoscrivere &#8211; dopo un viaggio a Mosca &#8211; la proposta di associazione all&#8217;Unione europea. Con lo stallo in Ucraina, ora mancano all&#8217; Unione eurasiatica 46 milioni di cittadini, e questo Putin non lo pu\u00f2 digerire.<\/p>\n<p><b>Obama spiazzato<\/b><br \/>Barack Obama, che ancora prima di Putin aveva cercato di spostare il centro di gravitazione politico-economico da Europa e Medioriente verso la regione Asia-Pacifico, con fastidio deve ora misurarsi con un concorrente indesiderato. Un&#8217;altra guerra fredda? Giammai! &#8220;Questa non lo sar\u00e0 &#8211; ha detto a Bruxelles &#8211; perch\u00e9 non intendiamo metterci in contrasto con la Russia. Abbiamo interesse che sia prospera e forte, ma rispettosa dei vicini&#8221;. <\/p>\n<p>Eppure, secondo alcuni analisti, il &#8220;pivot asiatico&#8221; per il momento sta riuscendo meglio a Putin che a Obama.<\/p>\n<p>Avrebbe dovuto essere la grande svolta Usa in politica estera, tanto che il primo viaggio di Hillary Clinton, nuova al Dipartimento di stato, non era diretto n\u00e9 in Europa n\u00e9 Medioriente, ma in Asia. <\/p>\n<p>Nelle settimane scorse, il &#8220;tour delle quattro Nazioni&#8221; del presidente statunitense non sembra aver raccolto grande successo. Infatti, saltata per motivi di opportunit\u00e0 la tappa a Taiwan per non dispiacere troppo alla Cina, Tokyo, Seoul e Kuala Lampur non hanno dimostrato grande entusiasmo. D&#8217;altro canto, con due convitati di pietra del calibro di Russia e Cina, il sostegno americano non poteva andare oltre lodevoli principi.<\/p>\n<p><b>Primato della geoeconomia<\/b><br \/>Lo scenario globale \u00e8 davvero delicato, ma non tale da provocare grandi conflitti armati. Con la globalizzazione, anche la geopolitica, e quindi la politica di sicurezza e difesa, hanno mutato la propria natura. Il territorio rimane fattore importante, ma con significati diversi di quelli a suo tempo immaginati da Maham, Mackinder, Spykman e Haushofer.<\/p>\n<p>In luogo di geopolitica e geostrategia \u00e8 ora di cominciare a utilizzare pi\u00f9 di frequente il termine &#8220;geoeconomia&#8221;. Niente pi\u00f9 guerre calde o fredde a livello mondiale, ma feroci competizioni economiche. La deriva di Russia e Stati Uniti verso Asia-Pacifico potrebbe alla fine risultare incruenta.<\/p>\n<p>L\u2019Europa, destinata nel tempo a presidiare da sola e con le proprie forze un&#8217;area con dei vicini rissosi, turbolenti e invadenti, \u00e8 bene cominci con seriet\u00e0 a ripensare se stessa.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terreno di competizione e scontro della geopolitica si sta allontanando dal Medioriente e, pi\u00f9 in l\u00e0, anche dall&#8217;Europa, per incentrarsi, con una deriva assai lenta, verso l&#8217;Asia-Pacifico. Per chi \u00e8 rimasto affezionato alla vecchia terminologia, ci\u00f2 che si sposta \u00e8 una sorta di &#8220;guerra fredda&#8221; combattuta ora soprattutto con strumenti economici. 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