{"id":26970,"date":"2014-06-18T00:00:00","date_gmt":"2014-06-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-flop-della-gestione-dei-flussi-migratori-africani\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:32","slug":"il-flop-della-gestione-dei-flussi-migratori-africani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/il-flop-della-gestione-dei-flussi-migratori-africani\/","title":{"rendered":"Il flop della gestione dei flussi migratori africani"},"content":{"rendered":"<p>Alla fine \u00e8 andata come i pi\u00f9, sottovoce, immaginavano che andasse. Un flop. La decantata cabina di regia sui flussi migratori africani lanciata come il tema centrale del quarto <a href= \"http:\/\/www.european-council.europa.eu\/eu-africa-summit-2014?lang=it\" target= \"blank\"><b><u>EU-Africa summit<\/u><\/b><\/a> ha partorito un topolino, la <a href= \"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_Data\/docs\/pressdata\/en\/ec\/142097.pdf\" target= \"blank\"><b><u>EU-Africa Declaration on Migration and Mobility<\/u><\/b><\/a>. <\/p>\n<p>La dichiarazione, dello scorso aprile, nasce vecchia e ricalca quasi del tutto l\u2019Africa-EU Partnership on Migration, Mobility and Employment del 2007 e il Global Approach  to Migration and Mobility del 2011. <\/p>\n<p>Due atti presentati ai tempi come il punto di svolta delle politiche migratorie europee e che oggi scricchiolano sotto il peso crescente della controversa gestione dei flussi migratori in arrivo dalla sponda sud del Mediterraneo. <\/p>\n<p>Dal 1988 sono 19.781 i <a href= \" http:\/\/fortresseurope.blogspot.it\" target= \"blank\"><b><u>migranti morti<\/u><\/b><\/a> nel tentativo di raggiungere l\u2019Europa. Tra questi, 2.352 soltanto nel corso del 2011, almeno 590 nel 2012 e 801 nel 2013. Un mobilit\u00e0 incessante che resta su livelli d\u2019allerta soprattutto in Italia, dove soltanto nei primi cinque mesi del 2014 sono sbarcati <a href= \"http:\/\/www.interno.gov.it\/mininterno\/export\/sites\/default\/it\/sezioni\/sala_stampa\/notizie\/immigrazione\/2014_05_28_Alfano_comitato_Schengen_Immigrazione.html\" target= \"blank\"><b><u>oltre 40.000 migranti<\/u><\/b><\/a>.<\/p>\n<p><b>Road Map Eu-Africa<\/b><br \/>Le priorit\u00e0 a breve termine della politica migratoria promossa da Bruxelles e l\u2019incapacit\u00e0 di proporre un set di programmi e azioni a largo raggio trovano un riscontro pi\u00f9 che evidente in quegli striminziti due punti dedicati dalla<a href= \"http:\/\/www.consilium.europa.eu\/uedocs\/cms_Data\/docs\/pressdata\/en\/ec\/142094.pdf\" target= \"blank\"><b><u> Road-Map Eu-Africa 2014-2017<\/u><\/b><\/a> al tema \u201cmobilit\u00e0 e immigrazione\u201d. <\/p>\n<p>Quella che doveva essere la risposta corale alle tragedie che negli ultimi anni si sono susseguite nelle acque mediterranee e lungo i paesi di transito si \u00e8 tradotta nella replica di temi triti e ritriti: favorire le sinergie tra migrazione e sviluppo, ridurre i costi delle rimesse, valorizzare il ruolo della diaspora e consolidare l&#8217;Istituto africano per le rimesse. <\/p>\n<p>Un approccio marcatamente economico che ha lasciato spazio alla dimensione umanitaria della mobilit\u00e0 solo per asserire in modo generico \u201cl&#8217;importanza di affrontare le cause profonde della migrazione irregolare\u201d. Fronte, sul quale, per l\u2019ennesima volta, l\u2019Europa non \u00e8 stata in grado di guardare oltre il proprio dito. <\/p>\n<p>Assente il richiamo ai plurimi fattori di spinta che portano migliaia di migranti africani a fuggire verso l\u2019Europa. Nulla l\u2019attenzione riservata alle instabili strutture istituzionali dei paesi di provenienza e di transito dai quali e lungo i quali i flussi migratori africani partono e si dipanano. <\/p>\n<p>Ossessionata dalla porosit\u00e0 delle proprie frontiere esterne, l\u2019Europa non ha saputo far altro che auspicarne per l\u2019ennesima volta un rafforzamento. Eppure, contrariamente a quanto si potrebbe dedurre dalla \u201cRoad-Map Eu Africa 2014-2017\u201d, il nodo critico della relazione tra i due continenti non sta nelle frontiere e nel loro controllo, ma nei cambiamenti demografici e socio-economici che caratterizzano il continente africano. Questione ripresa recentemente da un\u2019analisi di <a href= \"http:\/\/blogs.eui.eu\/migrationpolicycentre\/eu-africa-summit-a-eurocentric-approach\/\" target= \"blank\"><b><u>Iv\u00e1n Mart\u00edn<\/u><\/b><\/a> del <i>Migration Policy Center<\/i> che fa luce sull\u2019essenza dei fattori di spinta che vanno determinando i flussi migratori africani verso l\u2019Europa. <\/p>\n<p>Oltre il 40% dei 300 milioni di africani tra i 15 ei 30 anni sono Neet, \u201cNot in education nor in employment\u201d. Pi\u00f9 di 300 milioni di africani vivono in assoluta povert\u00e0, con un reddito inferiore a 30 euro al mese. Dati acuiti dalle proiezioni demografiche delle Nazioni Unite, che per il 2050 prevedono una crescita della popolazione africana dal miliardo di abitanti odierno, a pi\u00f9 di 2,4 miliardi di persone. <\/p>\n<p><b>Diritti umani dei migranti<\/b><br \/>Rispetto a cifre di questo tipo \u00e8 evidente che il problema non sta nelle centinaia di migliaia di cittadini africani intenzionati a emigrare irregolarmente verso l\u2019Europa, ma nell\u2019assenza di crescita economica, stabilit\u00e0 istituzionale e aspettativa di vita che alimenta l\u2019emigrazione dai paesi di provenienza. <\/p>\n<p>Sono questi gli elementi che spiegano perch\u00e9, nonostante tra il 2007 e il 2013 l&#8217;Ue abbia speso 1,8 miliardi di euro per finanziare le attivit\u00e0 di controllo delle frontiere esterne, potenziando Frontex e lanciando il sistema di sorveglianza <a href= \"http:\/\/europa.eu\/rapid\/press-release_IP-13-1182_it.htm\" target= \"blank\"><b><u> Eurosur<\/u><\/b><\/a>, il numero di persone che hanno scelto di rischiare la propria vita per raggiungere l\u2019Europa \u00e8 continuato a salire. <\/p>\n<p>Il Partenariato EU-Africa non \u00e8 ancora riuscito a garantire la protezione dei diritti umani dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati nei paesi africani di provenienza e transito, auspicata nel 2007 con Joint Africa-EU Strategy. <\/p>\n<p> <b>Esternalizzazione delle procedure di riconoscimento <\/b><br \/>Nell\u2019attesa che Bruxelles avvii una riflessione meno euro-centrica e pi\u00f9 programmatica sui problemi strutturali che alimentano i flussi migratori africani, per fronteggiare l\u2019impennata dei flussi provenienti dalla rotta Centro-Mediterranea si punta a stabilire dei centri di identificazione per richiedenti asilo e rifugiati in paesi di transito come Egitto, Libia e Sudan. Proposta datata 2003, e che ora, per la prima volta, pare aver ricevuto l\u2019<i>endorsement<\/i> dell\u2019<a href= \"http:\/\/www.theguardian.com\/world\/2014\/jun\/02\/europe-refugee-crisis-un-africa-processing-centres\" target= \"blank\"><b><u>Alto Commissariato Onu per i Rifugiati<\/u><\/b><\/a>, convinto che questa sia l\u2019unica via per scongiurare la \u201ccolossale catastrofe umanitaria\u201d che rischia di abbattersi sugli stati europei che fronteggiano in prima linea i flussi mediterranei. <\/p>\n<p>Il sostegno di molte cancellerie europee alla proposta di esternalizzazione delle procedure di riconoscimento dello status di rifugiato nei paesi terzi non ha per\u00f2 fatto luce sulle responsabilit\u00e0 umanitarie che graveranno sui paesi di transito che dovrebbero ospitare i centri di smistamento. <\/p>\n<p>Questione non secondaria visto che le vicende drammatiche dei migranti in transito trattenuti e torturati nei centri di detenzione libici o di quelli arrestati dalla polizia egiziana dopo essere stati rilasciati dai trafficanti che li trattenevano nel Sinai sono una storia pi\u00f9 che recente. <\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla fine \u00e8 andata come i pi\u00f9, sottovoce, immaginavano che andasse. 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