{"id":26980,"date":"2014-06-18T00:00:00","date_gmt":"2014-06-17T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/londa-durto-dellisil-in-medio-oriente\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:32","slug":"londa-durto-dellisil-in-medio-oriente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/londa-durto-dellisil-in-medio-oriente\/","title":{"rendered":"L\u2019onda d\u2019urto dell\u2019Isil in Medio Oriente"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019offensiva lanciata dai militanti dello Stato islamico dell\u2019Iraq e del levante (Isil) nelle province settentrionali e centrali irachene ha chiarito in modo definitivo che Iraq e Siria sono oramai due poli inscindibili dell\u2019arco di instabilit\u00e0 che attraversa i due paesi.<\/p>\n<p>L\u2019Isil controlla una vasta aerea che dalla Siria orientale arriva direttamente ai sobborghi settentrionali di Baghdad, un territorio diviso dal gruppo in una decine di province parte del proclamato Emirato islamico che hanno nei fatti cancellato la linea di confine tra Siria ed Iraq tracciata con l\u2019accordo Sykes-Picot nel 1916.<\/p>\n<p><b>Arsenale Isil<\/b><br \/>L\u2019avanzata dell\u2019Isil, che in queste ore minaccia la stessa capitale irachena, ha in parte sorpreso per la velocit\u00e0 con la quale \u00e8 stata effettuata e per il notevole numero di defezioni registrate tra le file dell\u2019esercito iracheno, circostanza che ha sollevato non poche perplessit\u00e0 sulla natura reale degli ordini impartiti dal governo di Baghdad alle forze armate di Mosul prima e Samarra dopo nelle fasi precedenti l\u2019arrivo dei militanti.<\/p>\n<p>Nei fatti l\u2019Isil ha incontrato poche resistenze nella sua avanzata, riuscendo a mettere le mani su un ingente bottino di guerra fatto di armi, munizioni, veicoli corazzati e denaro e prendendo il controllo di ricche aree petrolifere del paese che con tutta probabilit\u00e0 garantiranno al gruppo un costante flusso di risorse per finanziare e sostenere le proprie operazioni.<\/p>\n<p>Secondo le immagini e le informazioni diffuse dagli stessi combattenti dell\u2019Isil negli ultimi giorni, parte di queste armi e queste risorse sarebbero gi\u00e0 state trasferite nelle roccaforti del gruppo in Siria, a dimostrazione di come i militanti jihadisti considerino oramai Siria ed Iraq parte di un unico fronte nel quale si combatte per un obiettivo comune, difendere lo Stato Islamico.<\/p>\n<p><b>Baghdad Belts <\/b><br \/>Il successo dell\u2019Isil \u00e8 il risultato piuttosto lineare di due dinamiche solo in parte collegate tra di loro, una propriamente strategico-militare e l\u2019altra pienamente politica. Entrambe sono tuttavia in moto da diversi mesi, nonostante l\u2019attenzione mediatica delle ultime settimane sia stata trainata dalla risonanza delle ultime azioni del gruppo.<\/p>\n<p>Sul piano strategico si tratta di un\u2019offensiva che ha le sue fondamenta nel consolidamento del territorio che l\u2019Isil ha conquistato nelle province siriane di Al-Raqqa, Deir Al-Zur e Al-Hasakah, un\u2019area che unita alla provincia occidentale irachena di Al-Anbar (conquistata in gran parte dall\u2019Isil gi\u00e0 a gennaio) ha funzionato da corridoio logistico per spostare armi e militanti e che ha aperto quasi letteralmente la strada verso Mosul. <\/p>\n<p>In quest\u2019ottica la presa della citt\u00e0 di Fallujah nel gennaio di quest\u2019anno non \u00e8 meno rilevante della conquista di Mosul della scorsa settimana, ma \u00e8 chiaro che l&#8217;espansione del controllo dell\u2019Isil anche in aree nel nord del Paese rende pi\u00f9 concreto l\u2019obiettivo ultimo del gruppo, che appare essere quello di circondare Baghdad prima di lanciare un assalto da pi\u00f9 fronti.<\/p>\n<p>Il piano di accerchiamento di Baghdad non \u00e8 tra l\u2019altro nuovo, e pare ricalcare in quasi tutti i suoi dettagli il cosiddetto \u2018Baghdad Belts\u2019, la strategia che nel 2006 l\u2019allora predecessore dell\u2019Isil, lo Stato Islamico di Iraq (Isi), aveva pianificato per dare l\u2019assalto alla capitale nel picco della guerra civile irachena. <\/p>\n<p>Il piano si ferm\u00f2 alle prime fasi, che anche in quel caso prevedevano la presa di Fallujah, della provincia di Anbar per poi puntare subito dopo verso il nord e il sud di Baghdad, ma ci volle circa un anno ed il dispiegamento di circa 130 mila soldati statunitensi per costringere sulla difensiva i militanti dell\u2019Isi. <\/p>\n<p>A tutto ci\u00f2 si aggiungono i proclami recenti del gruppo di voler colpire anche Kerbala e Najaf, citt\u00e0 sante degli sciiti nel sud dell\u2019Iraq, con il chiaro intento di scatenare una guerra settaria nel paese.<\/p>\n<p><b>Fronte anti-Maliki<\/b><br \/>Questo elemento si collega alla dinamica politica alla base del successo dell\u2019Isil, risultato di un costante processo di cooptazione delle trib\u00f9 sunnite alienate dalle politiche del governo di Al-Maliki a guida sciita.<\/p>\n<p>L\u2019Isil era gi\u00e0 riuscito ad inserirsi ad Al-Anbar stringendo accordi con le trib\u00f9 e con vari gruppi insurrezionali sunniti in chiave anti-governativa e la stessa dinamica sembra essere stata replicata con successo anche nel nord.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che lo sheikh Ali Hatem al-Suleiman al-Dulaimi, della trib\u00f9 Dulaim, una delle principali del paese, abbia dichiarato di recente che i combattenti dell\u2019Isil rappresentano tra il 7 ed il 10% degli insorti che stanno combattendo contro l\u2019esercito, e che includono trib\u00f9, ex militari dell\u2019esercito di Saddam Hussein, e milizie baathiste come l\u2019esercito degli Uomini dell&#8217;Ordine di Naqshbandi.<\/p>\n<p>Il contesto attuale, unito al collasso dell\u2019esercito iracheno, render\u00e0 complesso sradicare completamente la presenza dell\u2019Isil nelle nuove aree finite sotto il suo controllo, con il rischio di spingere l\u2019Iraq verso un\u2019ulteriore situazione di caos in cui le alleanze e le traiettorie dei jihadisti  diventeranno sempre pi\u00f9 complesse da decifrare.<\/p>\n<p>Al momento, l\u2019unico elemento di certezza \u00e8 che l\u2019Iraq \u00e8 sempre pi\u00f9 parte del rompicapo siriano che le potenze occidentali non sono ancora riuscite a risolvere.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019offensiva lanciata dai militanti dello Stato islamico dell\u2019Iraq e del levante (Isil) nelle province settentrionali e centrali irachene ha chiarito in modo definitivo che Iraq e Siria sono oramai due poli inscindibili dell\u2019arco di instabilit\u00e0 che attraversa i due paesi. 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