{"id":27000,"date":"2014-06-20T00:00:00","date_gmt":"2014-06-19T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/litalia-guarda-oltre-mare-nostrum\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:32","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:32","slug":"litalia-guarda-oltre-mare-nostrum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/litalia-guarda-oltre-mare-nostrum\/","title":{"rendered":"L\u2019Italia guarda oltre Mare Nostrum"},"content":{"rendered":"<p>Si dice che Mare Nostrum costituisce un <i>pull factor <\/i>perch\u00e9 stimola maggiori flussi verso l\u2019Europa. Essendo diminuito il costo della traversata, parte degli 800 mila stranieri presenti in Libia, si sostiene, potrebbe prendere il largo a bordo delle carrette del mare. <\/p>\n<p>Una volta arrivati sul territorio italiano gran parte dei migranti se ne va verso altri paesi europei, talvolta rifiutando la fotosegnalazione (non ci sono strumenti cogenti per obbligarli). Ad attrarli sarebbe la generosit\u00e0 dei sistemi di accoglienza per i richiedenti asilo nord-europei. Non \u00e8 anche questo un <i>pull factor<\/i>? Probabilmente s\u00ec, anche se non se ne parla.<\/p>\n<p>Se volessimo porre un freno agli sbarchi, che negli ultimi mesi sono aumentati di dieci volte rispetto all\u2019analogo periodo nel 2013, dovremmo quindi cessare i salvataggi in mare e le politiche di accoglienza. Si tratta evidentemente di un\u2019eventualit\u00e0 non all\u2019ordine del giorno, che contrasta con la tradizione civile delle democrazie europee.<\/p>\n<p><b>Rispetto Convenzione di Ginevra<\/b><br \/>Dal punto di vista italiano, non ci sono alternative ai salvataggi in mare. Il ritorno al passato significherebbe la ripresa dei \u201cviaggi della morte\u201d. Anche un allentamento delle politiche di accoglienza non \u00e8 concepibile, perch\u00e9 contrasterebbe con il diritto internazionale, nonch\u00e9 con quello dell\u2019Unione europea. <\/p>\n<p>La Convenzione di Ginevra sui rifugiati fissa degli obblighi precisi per gli stati firmatari in materia di accoglienza e diritti. Al fine di creare uno spazio europeo uniforme dove chi fugge da persecuzioni e guerre possa godere di diritti civili ed economici il pi\u00f9 possibile uniformi, le norme che l\u2019Ue si \u00e8 data negli anni sono ancora pi\u00f9 stringenti e puntuali.<\/p>\n<p>Indietro non si torna quindi. E allora che fare? Possono le politiche di asilo venire incontro all\u2019azione italiana di salvataggio in mare? Si pu\u00f2 pensare a un meccanismo di redistribuzione dei migranti e richiedenti asilo in arrivo, anche se i dati mostrano che certi paesi dell\u2019Ue processano un numero di richieste di asilo ben superiore a quelle italiane?<\/p>\n<p><b>Dublino III<\/b><br \/>Ci sono varie possibilit\u00e0. La pi\u00f9 percorribile potrebbe essere l\u2019attivazione della clausola discrezionale del nuovo regolamento Dublino (approvato nel 2013, stabilisce che il paese competente alla trattazione delle domande d\u2019asilo \u00e8 quello di primo arrivo).<\/p>\n<p>In base all\u2019art. 17, i paesi membri possono derogare su base volontaria ai criteri di competenza dichiarandosi pronti a trattare le richieste di asilo per motivi umanitari. In presenza di afflussi massicci, potrebbe essere attivato un meccanismo di questo tipo.<\/p>\n<p>Si tratta per\u00f2 sempre di un meccanismo volontario e l\u2019esperienza insegna che non vi \u00e8 grande entusiasmo all\u2019interno dell\u2019Ue per meccanismi di \u201c<i>re-location<\/i>\u201d dei rifugiati (e per analogia dei richiedenti asilo).<\/p>\n<p>\u00c8 difficile quindi che un meccanismo di questo tipo prevalga nel dibattito delle prossime settimane. Assisteremo probabilmente all\u2018usuale polemica fra i paesi del nord che ritengono di sostenere il costo maggiore dell\u2019accoglienza, contando le domande di asilo, e quelli del Sud (in realt\u00e0, l\u2019Italia quasi da sola) che spiegano come i salvataggi in mare siano ben altra cosa dalle domande avanzate in un ufficio della Polizia di frontiera.<\/p>\n<p><b>Verso la presidenza italiana dell\u2019Ue<\/b><br \/>Si rischia in questo contesto di avere una gara al ribasso nelle tutele dei migranti, piuttosto che un salto in avanti. Vedremo come evolve il dibattito al prossimo Consiglio europeo, e durante la Presidenza italiana dell\u2019Ue ormai alle porte.<\/p>\n<p>Una cosa appare per\u00f2 chiara fin d\u2019ora: l\u2019unica politica condivisa da tutti per far fronte alla pressione migratoria, e che \u00e8 tipicamente  \u201cwin-win\u201d, \u00e8 la cooperazione con i Paesi di origine e transito dei flussi. <\/p>\n<p>Per l\u2019Europa si tratta di a mobilitare risorse e attenzione verso i Paesi del Mediterraneo e africani, di affrontare con maggiore continuit\u00e0 le questioni migratorie in seno al Consiglio dei ministri degli esteri, in cooperazione con l\u2019Organizzazione internazionale per le migrazioni e l\u2019Acnur, e di \u201dtarare\u201d le politiche di sviluppo sulla prevenzione della migrazione irregolare. Solo cos\u00ec si creeranno le condizioni per una pi\u00f9 efficace gestione delle migrazioni.<\/p>\n<p>Europa e Africa hanno senza dubbio interesse a collaborare. L\u2019Africa \u00e8 ormai l\u2019unico continente (insieme all\u2019Asia meridionale) in chiara espansione demografica, mentre in Europa l\u2019invecchiamento prosegue. Si calcola che nel 2050 mancheranno 48 milioni di lavoratori. Le complementariet\u00e0 sono evidenti. <\/p>\n<p>Per queste ragioni, l\u2019Italia sta lavorando per lanciare un\u2019iniziativa migratoria con il Corno d\u2019Africa, coinvolgendo i paesi dell\u2019Africa occidentale nella conferenza ministeriale su migrazione e sviluppo. L\u2019auspicio \u00e8 di arrivare a una gestione onnicomprensiva dei flussi fra i due continenti sulla base dei loro interessi convergenti in campo migratorio.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice che Mare Nostrum costituisce un pull factor perch\u00e9 stimola maggiori flussi verso l\u2019Europa. Essendo diminuito il costo della traversata, parte degli 800 mila stranieri presenti in Libia, si sostiene, potrebbe prendere il largo a bordo delle carrette del mare. Una volta arrivati sul territorio italiano gran parte dei migranti se ne va verso [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[69,91,96,125],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27000"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27000"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27000\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":62906,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27000\/revisions\/62906"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}