{"id":27030,"date":"2014-06-24T00:00:00","date_gmt":"2014-06-23T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lesercito-di-terracotta-di-baghdad\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:30","slug":"lesercito-di-terracotta-di-baghdad","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/lesercito-di-terracotta-di-baghdad\/","title":{"rendered":"L\u2019esercito di terracotta di Baghdad"},"content":{"rendered":"<p>Sorpresa e sconcerto hanno colto quanti hanno osservato poche migliaia di jihadisti dello Stato islamico dell\u2019Iraq e del Levante (Isil, o secondo altro acronimo Isis) intenti a occupare, con successo, Mosul, la seconda citt\u00e0 dell\u2019Iraq, e avanzare quasi indisturbate verso sud &#8211; lungo la valle del Tigri &#8211; fino a poche decine di chilometri da Baghdad. <\/p>\n<p>Eppure, nelle province settentrionali dell\u2019Iraq la consistenza di forze governative era ragguardevole. Si tratta comunque di tre divisioni dell\u2019Esercito e una della Polizia federale, per un totale, a seconda del livello di completamento delle Unit\u00e0, che oscilla tra i 30 mila e i 50 mila effettivi. Dove sono spariti? Perch\u00e9 non hanno reagito, o lo hanno fatto cos\u00ec poco e male? <\/p>\n<p>Nessuna sorpresa ha colto invece coloro che seguono e valutano &#8211; inserendolo in un corretto contesto &#8211; ogni evento dell\u2019area: siamo pur sempre in Medio Oriente, dove le logiche comuni e le usuali unit\u00e0 di misura hanno un significato molto relativo. <\/p>\n<p>Dipende tutto dalle condizioni generali: la volont\u00e0 di combattere delle truppe ne pu\u00f2 essere facilmente influenzata, e quindi condizionata. Se le Unit\u00e0 pi\u00f9 ideologizzate possono farlo con valore e perfino con ferocia, \u00e8 normale che quelle meno motivate tendano a evitare l\u2019ingaggio.<\/p>\n<p><b>Iraq, stato fallito<\/b><br \/>Alcuni ricorderanno ancora le immagini della Cnn, alla fine della prima guerra del Golfo, quando mostravano reparti interi dell\u2019esercito regolare iracheno (non stiamo parlando della Guardia Repubblicana) con le braccia alzate arrendendosi in massa persino ai giornalisti. <\/p>\n<p>Quando a Safwan (Bassora) sotto la tenda del cessate il fuoco il generale iracheno Ahmad dichiarava una lista di 41 prigionieri, il generale statunitense Norman Schwarzkopf rispondeva di averne pi\u00f9 di 60 mila. Si trattava per lo pi\u00f9 di soldati di confessione sciita (la Guardia Repubblicana era formata solo da sunniti) che Saddam Hussein aveva votato al sacrificio, isolandoli nelle trincee delle prime linee.<\/p>\n<p>Quando un esercito sbanda e collassa, i motivi sono sempre molteplici: anche noi, purtroppo, ne abbiamo avuto in passato qualche esperienza. Pu\u00f2 aver ricevuto ordini confusi, o non averli ricevuti affatto. Calcoli politici sbagliati possono aver influenzato la situazione.<\/p>\n<p>Lo stato cui questo esercito appartiene pu\u00f2 enumerarsi nella categoria degli stati falliti, o in via di fallimento. Le strutture istituzionali del paese, e quindi quelle delle forze armate, possono essere non idonee. L\u2019addestramento pu\u00f2 essere carente, o non mirato alla missione. La coesione e la disciplina possono essere lacunose e gli ufficiali non all\u2019altezza. Gli armamenti potrebbero essere non idonei e inferiori a quelli dell\u2019avversario. Le Unit\u00e0 potrebbero percepire ostilit\u00e0, o quanto meno estraneit\u00e0 nel territorio, o avere la sensazione di <i>mismanagement <\/i>da parte delle autorit\u00e0 centrali.<\/p>\n<p><b>Conseguenze ritiro Usa <\/b><br \/>\u00c8 probabile che, almeno nelle province in cui lo sfaldamento si \u00e8 verificato, la maggior parte di questi fattori sussistano contemporaneamente, e non da oggi. Fatta salva, forse, l\u2019inadeguatezza degli armamenti e dell\u2019addestramento basico, di marca statunitense. <\/p>\n<p>L\u2019addestramento, tuttavia, in qualsiasi esercito produce i suoi effetti solamente se perfezionato con continuit\u00e0 e completato con i livelli superiori. In questo caso, si tratta di soldati di confessione prevalentemente sciita, arruolati dal premier Nouri al-Maliki, forse addestrati con eccessiva celerit\u00e0 dai militari Usa che, sotto la pressione del presidente Barack Obama e del Congresso, avevano fretta di completare il lavoro (<i>our job is done<\/i>) e tornarsene a casa.<\/p>\n<p>Secondo alcuni analisti, dopo il rientro degli statunitensi l\u2019attivit\u00e0 addestrativa \u00e8 rimasta paralizzata, fino quasi a cessare. Questo ha contribuito a peggiorare la situazione. In Afghanistan, a occhio e croce, si sta seguendo lo stesso percorso: pur di raggiungere nei tempi previsti i numeri concordati, pu\u00f2 accadere che si chiuda un occhio sulla qualit\u00e0. Non \u00e8 escluso che tra qualche anno si possano vedere gli stessi risultati.<\/p>\n<p><b>Risveglio sunnita<\/b><br \/>Nelle elezioni del 2009 gli Usa avevano sostenuto Al-Maliki nonostante &#8211; alla conta dei voti &#8211; la prova fosse stata vinta da Ayad Allawi, un laico a capo di un partito interconfessionale e interetnico. Il nuovo premier, autoritario e con lo sguardo rivolto all\u2019Iran, ha deluso quelle minoranze sunnite che, ai tempi del generale Usa David Petraeus, lo avevano aiutato a combattere Al-Qaeda. Ha deluso anche Obama, che tardivamente piange sul latte versato.<\/p>\n<p>Queste minoranze, nei cui ranghi militano numerosi ex appartenenti alla Guardia Repubblicana, si stanno strumentalmente unendo alle brigate internazionali degli jihadisti, cogliendo l\u2019occasione per guidare una sorta di risveglio sunnita. Con le armi ci sanno fare pi\u00f9 dell\u2019esercito regolare, e, al momento, le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.<\/p>\n<p>La situazione pu\u00f2 essere ancora rimediabile, ma non senza il Governo regionale curdo (Krg) e l\u2019Iran del presidente Hassan Rouhani. A chi conviene davvero?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sorpresa e sconcerto hanno colto quanti hanno osservato poche migliaia di jihadisti dello Stato islamico dell\u2019Iraq e del Levante (Isil, o secondo altro acronimo Isis) intenti a occupare, con successo, Mosul, la seconda citt\u00e0 dell\u2019Iraq, e avanzare quasi indisturbate verso sud &#8211; lungo la valle del Tigri &#8211; fino a poche decine di chilometri da [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":39,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[94,155,99,116,109],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27030"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/39"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27030"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27030\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61203,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27030\/revisions\/61203"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27030"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27030"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27030"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}