{"id":27060,"date":"2014-06-25T00:00:00","date_gmt":"2014-06-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/il-vero-sconto-che-litalia-dovrebbe-chiedere-alla-germania\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:30","slug":"il-vero-sconto-che-litalia-dovrebbe-chiedere-alla-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/il-vero-sconto-che-litalia-dovrebbe-chiedere-alla-germania\/","title":{"rendered":"Il vero sconto che l&#8217;Italia dovrebbe chiedere alla Germania"},"content":{"rendered":"<p>Torna a scaldarsi il dibattito sull\u2019eventuale sconto dal Patto di stabilit\u00e0 che l\u2019Italia potrebbe chiedere alla Germania in cambio del suo appoggio alla candidatura di Jean Claude Juncker alla presidenza della Commissione europea. <\/p>\n<p>Si tratta in fondo soltanto della manifestazione pi\u00f9 recente di un approccio che, alla lunga, non \u00e8 stato pagante per l\u2019Italia: da quasi 15 anni il paese chiede regolarmente di poter mantenere il deficit un po\u2019 pi\u00f9 alto di quanto previsto dalle regole europee e gli impegni assunti dall\u2019Italia stessa nei suoi programmi di stabilit\u00e0 si rivelano, ex post, quasi sempre troppo ottimisti.<\/p>\n<p><b>Debito pubblico italiano<\/b><br \/>Il risultato di questo approccio \u00e8 un debito cos\u00ec alto che ha portato l\u2019Italia alla soglia di dover chiedere nel 2012 l\u2019aiuto dei suoi partner e accettare l\u2019invasione degli \u2018uomini in nero\u2019.Questa volta l\u2019Italia si presenta con pi\u00f9 credibilit\u00e0 visto che il nuovo governo sembra veramente intento ad intraprendere delle riforme strutturali.  Ma conviene veramente all\u2019Italia aumentare ancora di pi\u00f9, anche se di poco, il suo debito pubblico? <\/p>\n<p> Il ragionamento a sostegno di questo approccio \u00e8 che le riforme si fanno pi\u00f9 difficilmente e potrebbero avere un effetto negativo a breve termine se l\u2019economia italiana rimanesse in recessione. Un sostegno alla domanda potrebbe facilitare le riforme e rafforzarne gli effetti positivi sull\u2019offerta.<\/p>\n<p>Esiste effettivamente un problema di scarsa domanda all\u2019interno della eurozona che rende la vita pi\u00f9 difficile a qualunque governo italiano che vuole fare delle riforme.  Ma se \u00e8 cosi, l\u2019approccio da seguire dovrebbe essere capovolto: l\u2019Italia dovrebbe prometter di fare le riforme in cambio di una politica espansiva degli altri, soprattutto quei paesi a debito relativamente basso che possono ancora permettersi di aumentare la spesa.<\/p>\n<p><b>Patto con la Germania<\/b><br \/>Il patto da proporre alla Germania dovrebbe allora essere il contrario di quello di moda oggi. In cambio del suo sostegno a Juncker, l\u2019Italia dovrebbe domandare a Berlino di impegnarsi ad aumentare sostanzialmente la domanda interna tedesca. Invece di chiedere il solito sconto dal Patto di stabilit\u00e0, l\u2019Italia dovrebbe chiedere qualche cosa che comunque \u00e8 necessaria per ridurre gli squilibri all\u2019interno dell\u2019 eurozona. <\/p>\n<p> Spetterebbe alla Germania scegliere lo strumento pi\u00f9 idoneo per raggiungere il risultato. Un aumento massiccio dell\u2019investimento in infrastrutture sarebbe probabilmente la via pi\u00f9 diretta. Insomma, invece di chiedere uno sconto per s\u00e9 l\u2019Italia dovrebbe chiederne uno per la Germania.<\/p>\n<p>Dell\u2019aumento della domanda interna tedesca andrebbe a beneficio dell&#8217;Italia (e di tutti i paesi periferici). L\u2019Italia potrebbe allora mantenere i suoi impegni sia in termini di riforme strutturali che di riduzione del debito pubblico.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Torna a scaldarsi il dibattito sull\u2019eventuale sconto dal Patto di stabilit\u00e0 che l\u2019Italia potrebbe chiedere alla Germania in cambio del suo appoggio alla candidatura di Jean Claude Juncker alla presidenza della Commissione europea. 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