{"id":27070,"date":"2014-06-26T00:00:00","date_gmt":"2014-06-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/la-terza-via-dei-curdi\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:30","slug":"la-terza-via-dei-curdi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/la-terza-via-dei-curdi\/","title":{"rendered":"La terza via dei curdi"},"content":{"rendered":"<p>A poco pi\u00f9 di dieci giorni dalla presa di Mosul da parte dei militanti dello Stato islamico dell&#8217;Iraq e del Levante (Isil), l&#8217;avanzata verso Baghdad delle truppe jihadiste prospetta scenari imprevedibili per l&#8217;Iraq. <\/p>\n<p>Undici anni dopo l&#8217;intervento statunitense e la fine del regime baathista, nuovi giochi di forza sembrano ridisegnare la geografia irachena e l&#8217;insieme degli equilibri regionali. <\/p>\n<p>Mentre le forze dell&#8217;Isil spazzavano via con relativa facilit\u00e0 le truppe del presidente iracheno Nouri Al-Maliki a Mosul, Tikrit e nella provincia di Diyala, una forza minore ma veloce ed efficiente non retrocede sulle proprie postazioni e guadagna lentamente terreno sul campo. <\/p>\n<p>I curdi-iracheni, a cui dal 2005 \u00e8 riconosciuta costituzionalmente un&#8217;entit\u00e0 federale e autonoma ai confini tra Iran, Turchia e Siria (Governo regionale del Kurdistan, Krg), si apprestano a giocare il ruolo di ago della bilancia dei nuovi equilibri del paese e delle delicate geometrie mediorientali.<\/p>\n<p><b>Termopili curde<\/b><br \/>Oppressi dal regime baathista e in costante tensione con il governo centrale di Baghdad, i curdi-iracheni hanno un lungo passato di guerriglia e di addestramento sulle cime delle montagne di Qandil, ai confini con i territori turchi.<\/p>\n<p>I peshmerga, i combattenti curdi, sin dalla caduta dell&#8217;impero ottomano e quello qajaro si sono battuti per la definizione di uno stato curdo indipendente, promessa-recepita dal Trattato di S\u00e8vres del 1920, che per\u00f2 non entr\u00f2 mai in vigore (mancando la ratifica dell\u2019Impero Ottomano) e venne sostanzialmente superato dal successivo Trattato di Losanna (1923) con la nuova Turchia.<\/p>\n<p>Numericamente inferiori all&#8217;esercito di Baghdad, ma veloci e ben addestrati, i peshmerga curdi rappresentano un efficace contro-potere nella battaglia contro l&#8217;Isil, una forza sempre pi\u00f9 indispensabile per lo stesso governo centrale iracheno.<\/p>\n<p>Uniti nel comune obiettivo di difendere i territori del Krg, i peshmerga hanno mostrato capacit\u00e0 di resistenza e offesa sorprendenti, guadagnando il controllo della citt\u00e0-simbolo di Kirkuk, &#8220;Gerusalemme curda&#8221; e capitale del petrolio a lungo reclamata al governo centrale di Baghdad.<\/p>\n<p><b>Equilibri invertiti e &#8220;Pre&#8221; e &#8220;Post-Mosul&#8221;<\/b><br \/>La situazione in campo di un Iraq spaccato tra sciiti e sunniti, curdi, turkmeni e iracheni, non appare che la fotografia di contrasti latenti, un mosaico spaccato e impossibile da ricomporre.<\/p>\n<p>Il presidente della regione autonoma irachena, Massoud Barzani, ha parlato di un &#8220;pre&#8221; e &#8220;post-Mosul&#8221;, una cesura incolmabile. Se cos\u00ec fosse, i curdi-iracheni sarebbero i primi a beneficiare dei nuovi equilibri di fatto, espressione di uno sviluppo in atto da anni.<\/p>\n<p>Da regione povera e arretrata, il Kurdistan iracheno ha vissuto nell&#8217;ultimo decennio una nuova primavera di crescita, favorita dai legami con Ankara &#8211; primo partner commerciale &#8211; e dalle promesse delle nuove esportazioni di petrolio curdo, attraverso la Turchia, verso i mercati internazionali.<\/p>\n<p>Erbil, capitale del Krg, \u00e8 divenuta rifugio sicuro per i civili iracheni in fuga dagli scontri con i militanti jihadisti e si afferma come unico porto franco nei turbolenti confini siriano-iracheni.<\/p>\n<p>Sebbene i futuri scenari siano ancora imprevedibili, \u00e8 probabile che Barzani ne esca rafforzato, con un nuovo potere di contrattazione sulle richieste da tempo sollevate nei confronti di Baghdad: la possibilit\u00e0 di beneficiare direttamente dei contratti di estrazione del petrolio conclusi con le imprese straniere e la disponibilit\u00e0 di un maggior margine di manovra sul budget federale.<\/p>\n<p><b>Fratelli divisi e Barriere regionali<\/b><br \/>Il pericolo-Isil sembrava aver risvegliato, per un momento, un senso di identit\u00e0 e di unione tra le popolazioni curde sorelle al confine tra Siria e Iraq. Anche in Siria, infatti, dal novembre 2013, le forze siriane guidate dal Partito dell&#8217;Unione democratica (Pyd) avevano dichiarato la formazione di un governo autonomo animato da aspirazioni federaliste &#8211; come in Iraq &#8211; nella regione settentrionale di Rojava.<\/p>\n<p>Sebbene una cooperazione a cavallo tra i due confini potrebbe rafforzare ulteriormente la resistenza contro le forze jihadiste, tra i curdi-iracheni di Barzani e quelli siriani non scorre buon sangue. I curdi-iracheni si rifiutano infatti di riconoscere le nuove amministrazioni del Pyd, continuando a preferire un braccio di ferro per il controllo regionale al posto di un&#8217;alleanza comune.<\/p>\n<p>Mentre l&#8217;Isil non sembra retrocedere nelle sue posizioni, \u00e8 ancora incerto cosa il &#8220;post-Mosul&#8221; prospettato da Barzani possa implicare. Nel mosaico siriano-iracheno, fratelli ancora divisi, i curdi rappresenteranno sicuramente un importante tassello nei nuovi equilibri regionali.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A poco pi\u00f9 di dieci giorni dalla presa di Mosul da parte dei militanti dello Stato islamico dell&#8217;Iraq e del Levante (Isil), l&#8217;avanzata verso Baghdad delle truppe jihadiste prospetta scenari imprevedibili per l&#8217;Iraq. 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