{"id":27080,"date":"2014-06-26T00:00:00","date_gmt":"2014-06-25T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/lalto-prezzo-della-stabilita-egiziana\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:30","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:30","slug":"lalto-prezzo-della-stabilita-egiziana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/lalto-prezzo-della-stabilita-egiziana\/","title":{"rendered":"L&#8217;alto prezzo della stabilit\u00e0 egiziana"},"content":{"rendered":"<p>Sembra il finale di una commedia poliziesca, ma \u00e8 tutto realt\u00e0. La \u201cCellula del Mariott\u201d \u00e8 stata condannata a 7 anni di carcere con l\u2019accusa di aver fabbricato notizie false e tendenziose atte a sostenere la Fratellanza Musulmana, il movimento islamista nuovamente bandito dopo il ritorno dei militari al potere.<\/p>\n<p>Non facendosi abbagliare dalla narrativa dominante che da un anno etichetta indistintamente i sostenitori della Confraternita come terroristi, la sentenza contro i componenti della cellula &#8211; tre giornalisti di Al-Jazeera arrestati in un albergo de il Cairo da dove cercavano di contattare alcuni islamisti &#8211; appare il frutto di un processo fabbricato ad arte per punire l\u2019emittente qatarense.<\/p>\n<p>Per mostrare la sua magnanimit\u00e0 alla comunit\u00e0 internazionale, il nuovo presidente Abdel Fattah al-Sisi potrebbe graziare gli imputati, due dei quali hanno in tasca un passaporto straniero. Ciononostante, la recente condanna \u00e8 la cartina tornasole dell\u2019ultimo giro di vite repressivo impresso dal \u201cnuovo\u201d regime egiziano alle &#8211; poche &#8211; voci stonate.<\/p>\n<p><b>Censura e repressione<\/b><br \/>Conosciuta e invisa per l\u2019indiscusso sostegno garantito alla Fratellanza anche quando questa ha mostrato il suo volto autoritario e violento, Al-Jazeera \u00e8 stata la prima emittente oscurata dopo l\u2019intervento militare dello scorso luglio. <\/p>\n<p>Anche se la comunit\u00e0 internazionale ha alzato la voce solo ora, la morsa sulla libert\u00e0 di espressione e di informazione \u00e8 stata infatti una costante della politica del \u201cnuovo\u201d regime. I media continuano ad agire in un contesto storicamente illiberale e, soprattutto negli ultimi due anni, estremamente polarizzato.<\/p>\n<p>Basta riguardare alcune trasmissioni degli anni \u201850 per capire che sin da allora esiste un filo rosso oltre il quale \u00e8 pericoloso andare. All\u2019epoca del presidente Gamal Abdel Nasser i media erano sotto il controllo dello stato, ma anche se nei tre decenni mubarakiani qualcosa si \u00e8 smosso, le voci critiche del potere devono sempre combattere contro il Golia di turno.<\/p>\n<p>Osservando la recente evoluzione del palinsesto televisivo egiziano si riconoscono i meccanismi utilizzati dal regime per tenere sotto controllo l\u2019opinione pubblica. Da quanto l\u2019ex generale Al-Sisi \u00e8 ufficialmente alla guida del paese, il celebre comico della rivoluzione Bassem Youssef \u00e8 uscito di scena, denunciando le pressioni subite dall\u2019emittente del suo show, una televisione saudita che deve fare i conti con la famiglia reale, generosa sostenitrice del ritorno al potere dei militari egiziani.<\/p>\n<p>In questi giorni, le autorit\u00e0 de il Cairo hanno anche impedito il debutto di una <i>musalsal<\/i> &#8211; soap opera seguitissime nel periodo di Ramadan alle porte &#8211; su un protagonista della rivoluzione del 2011. A scriverla, guarda caso, la penna di Belal Fadl, uno dei pochi intellettuali critici dei militari gi\u00e0 censurato per aver punzecchiato Al-Sisi.<\/p>\n<p>Liber\u00e0 di espressione a parte, la sentenza sulla \u201cCellula del Mariott\u201d \u00e8 anche l\u2019ultimo di una lunga lista di verdetti contro chi si oppone al ritorno dei militari. Dalle condanne a morte di massa contro membri e sostenitori della Fratellanza agli arresti di icone della rivoluzione del 2011 contrarie alla nuova legge sulle manifestazioni: l\u2019apparato di sicurezza egiziano influenza l\u2019attivit\u00e0 di quella Magistratura che, almeno seguendo l\u2019evoluzione costituzionale, sembrerebbe guadagnare sempre pi\u00f9 autonomia dall\u2019esecutivo.<\/p>\n<p><b>Comunit\u00e0 internazionale e diritti umani<\/b><br \/>Anche se la comunit\u00e0 internazionale \u00e8 stata ufficialmente invitata &#8211; con tanto di comunicato inviato dalle sedi diplomatiche egiziane &#8211; a non interferire su questioni che non le competono, il dibattito che si \u00e8 creato attorno al processo della \u201cCellula del Mariott\u201d \u00e8 diventato un\u2019occasione per insistere sul rispetto dei diritti umani fondamentali. <\/p>\n<p>In tale contesto si potrebbero richiedere il rilascio dei prigionieri politici e garanzie sullo stato delle carceri egiziane. Giornalisti e organizzazioni umanitarie hanno infatti recentemente denunciato il trattamento disumano subito dai carcerati, tornando a parlare di sevizie compiute in prigioni segrete.<\/p>\n<p>La comunit\u00e0 internazionale non sembra per\u00f2 pronta ad andare oltre le frasi di rito, temendo forse di mettere in dubbio quel ritorno al<i> business as usual <\/i>che da mesi contraddistingue l\u2019approccio verso l\u2019Egitto. E il Cairo \u00e8 il primo a notarlo, osservando per esempio la cordialit\u00e0 con la quale alla vigilia della sentenza, il segretario di stato Usa John Kerry \u00e8 atterrato in Egitto per annunciare l\u2019arrivo dei tanto attesi Apache che si sommeranno ai 572 milioni di dollari versati nelle casse &#8211; vuote &#8211; del prezioso alleato egiziano.<\/p>\n<p>Limitandosi a generiche frasi di circostanza, la comunit\u00e0 internazionale non fa altro che avvallare il forzato ritorno a quella stabilit\u00e0 che nel passato recente ha presentato un costo salato in termini di diritti umani. Vi \u00e8 inoltre il rischio che questa stabilit\u00e0 si mostri nuovamente insostenibile.<\/p>\n<p>Il consenso attorno al nuovo ra\u00ecs \u00e8 alle stelle, ma la Sisimania sembra una bolla e, in quanto tale, \u00e8 destinata, prima o poi, a scoppiare. Nel medio-lungo periodo il fuoco sotto la cenere che la comunit\u00e0 internazionale sta ignorando potrebbe quindi tornare a infiammare il paese.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sembra il finale di una commedia poliziesca, ma \u00e8 tutto realt\u00e0. La \u201cCellula del Mariott\u201d \u00e8 stata condannata a 7 anni di carcere con l\u2019accusa di aver fabbricato notizie false e tendenziose atte a sostenere la Fratellanza Musulmana, il movimento islamista nuovamente bandito dopo il ritorno dei militari al potere. 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