{"id":27100,"date":"2014-06-30T00:00:00","date_gmt":"2014-06-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/tajani-governo-lennesimo-pasticcio-italiano\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:28","slug":"tajani-governo-lennesimo-pasticcio-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/tajani-governo-lennesimo-pasticcio-italiano\/","title":{"rendered":"Tajani-Governo, l\u2019ennesimo pasticcio italiano"},"content":{"rendered":"<p>La decisione della Commissione europea di chiedere chiarimenti all\u2019Italia quanto all\u2019applicazione della Direttiva dell\u2019Ue sui ritardi nei pagamenti, annunciata dal Commissario Antonio Tajani il 18 giugno, ha aperto uno scontro politico senza precedenti tra il nostro governo e il membro italiano della Commissione. La polemica investe delicati aspetti di diritto e politica dell\u2019Unione europea (Ue) sui quali \u00e8 bene fare chiarezza.<\/p>\n<p><b>Lettera di messa in mora per l\u2019Italia<\/b><br \/>La Commissione ha deciso d\u2019inviare al Governo italiano (cos\u00ec come a quello della Slovacchia) una lettera di messa in mora che costituisce il primo passo di una complessa procedura che potrebbe sfociare in un ricorso per infrazione di fronte alla Corte di giustizia Ue e in un\u2019eventuale condanna dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>La lettera contesta all\u2019Italia di non applicare correttamente la direttiva 2011\/7\/Ue relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, le cui disposizioni sono state recepite nel nostro ordinamento con il decreto legislativo n. 192\/2012 (per una volta in anticipo rispetto ai termini previsti dalla legislazione europea!).<\/p>\n<p>A quanto risulta dalle denunce ricevute dalla Commissione, la pubblica amministrazione italiana pagherebbe alle imprese le somme dovute per beni e servizi in media dopo 170 giorni, che diventano ben 210 nel caso di lavori pubblici. molto pi\u00f9 tardi  rispetto ai termini di pagamento imposti dalla direttiva (30 giorni o, in circostanze eccezionali, 60 giorni). L\u2019Italia \u00e8 all\u2019ultimo posto nella classifica europea della tempestivit\u00e0 dei pagamenti alle imprese.<\/p>\n<p>In aggiunta, secondo la Commissione,alcuni enti pubblici italiani applicherebbero interessi legali di mora inferiori a quelli imposti dalla direttiva. Nel settore dei lavori pubblici sarebbe infine diffusa la prassi di posticipare l\u2019emissione delle relazioni sullo stato di avanzamento dei lavori, cos\u00ec da ritardare i pagamenti. <\/p>\n<p>Il problema dei ritardi nei pagamenti risulta di particolare gravit\u00e0 per le piccole e medie imprese e per gli artigiani, ossatura del nostro tessuto produttivo. Lo stesso \u00e8 poi amplificato dalla lentezza e inefficienza del sistema giudiziario che rende la tutela del creditore alquanto aleatoria.<\/p>\n<p>   <b>Infelici accuse contro Tajani<\/b><br \/>Il fatto che ha scatenato le reazioni pi\u00f9 accese \u00e8 che l\u2019iniziativa della Commissione sia stata promossa dal Commissario italiano, prossimo alle dimissioni in quanto eletto al Parlamento europeo. Tajani\u00e8 stato accusato di remare contro il proprio paese.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 d\u2019ogni considerazione su eventuali motivazioni politiche interne dell\u2019iniziativa di Tajani e sulla scelta di comunicare l\u2019iniziativa nel quadro d\u2019una conferenza stampa convocata allo scopo, le reazioni \u201ca caldo\u201d da parte di alcuni esponenti governativi appaiono formulate in termini piuttosto infelici.<\/p>\n<p>Che la pubblica amministrazione continui a pagare con inammissibile ritardo \u00e8 innegabile. Come rilevato dal presidente di Confartigianato, basto chiederlo a qualunque fornitore! Che senso ha, dunque, accusare un commissario d\u2019irresponsabilit\u00e0 contro l\u2019Italia, in pratica invitandolo a \u201cchiudere un occhio\u201d nei confronti di un problema di tale gravit\u00e0? La Commissione \u00e8 l\u2019istituzione che incarna per definizione l\u2019interesse generale dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Ogni commissario deve agire in assoluta indipendenza, soprattutto nei confronti dei governi, i quali devono astenersi da ogni azione volta a influenzarli. Inoltre, la Commissione opera secondo uno stretto principio di collegialit\u00e0, per il quale ogni sua azione, anche se intrapresa da un singolo commissario, impegna l\u2019istituzione nel suo insieme.<\/p>\n<p><b>Italia in tempo per evitare il ricorso per infrazione <\/b><br \/>Anzich\u00e9 fare come gli allenatori che addossano tutte le responsabilit\u00e0 all\u2019arbitro, il governo e la maggioranza avrebbero dunque fatto meglio a limitarsi a sottolineare gli (indubbi) sforzi che stanno facendo per risolvere il problema dei ritardi nei pagamenti e a minimizzare lo stesso.<\/p>\n<p>Tra l\u2019altro, la lettera di messa in mora \u00e8 soltanto il primo passo della procedura di infrazione, che solo in una percentuale ridottissima di casi sfocia in un ricorso alla Corte, <i>extrema ratio <\/i>a disposizione della Commissione nei riguardi di stati recalcitranti. Basti pensare che nel 2012 sono state risolte senza deferimento pi\u00f9 di mille procedure aperte dalla Commissione, a fronte di meno di 50 deferimenti alla Corte.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 dunque tutto lo spazio per evitare il ricorso per infrazione. Il nostro Governo ha due mesi di tempo per presentare le proprie osservazioni alla Commissione e per convincerla della seriet\u00e0 dei propri sforzi per affrontare la questione. <\/p>\n<p>Inoltre la Commissione, diversamente dai nostri magistrati in materia penale, non ha l\u2019obbligo d\u2019esercitare l\u2019azione per infrazione, godendo di un margine di discrezionalit\u00e0 nel valutare i comportamenti intrapresi dagli stati per conformarsi al diritto dell\u2019Ue. <\/p>\n<p>Del resto, nessuno dubita che occorra fare qualcosa, a partire da una revisione del Patto di stabilit\u00e0 interno che, secondo quanto affermato dal ministro Pier Carlo Padoan, \u00e8 comunque nell\u2019agenda del governo.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La decisione della Commissione europea di chiedere chiarimenti all\u2019Italia quanto all\u2019applicazione della Direttiva dell\u2019Ue sui ritardi nei pagamenti, annunciata dal Commissario Antonio Tajani il 18 giugno, ha aperto uno scontro politico senza precedenti tra il nostro governo e il membro italiano della Commissione. 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