{"id":27110,"date":"2014-06-30T00:00:00","date_gmt":"2014-06-29T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/se-la-politica-estera-europea-parlasse-italiano\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:29","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:29","slug":"se-la-politica-estera-europea-parlasse-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/06\/se-la-politica-estera-europea-parlasse-italiano\/","title":{"rendered":"Se la politica estera europea parlasse italiano"},"content":{"rendered":"<p>Le negoziazioni in corso per l\u2019assegnazione delle principali cariche europee vedono l\u2019Italia candidata, nella persona dell\u2019attuale ministro degli esteri Federica Mogherini, a guidare la politica estera europea per il prossimo quinquennio. <\/p>\n<p>Se questa ipotesi non dovesse realizzarsi, \u00e8 comunque previsto che durante la presidenza italiana del Consiglio dell\u2019Unione europea (Ue) l\u2019Italia avr\u00e0 la possibilit\u00e0 di dare il proprio impulso all\u2019azione esterna dell\u2019Ue e di affermare la propria agenda di priorit\u00e0.<\/p>\n<p><b>Azione esterna dell\u2019Ue<\/b><br \/>In quest\u2019ottica, appare meno singolare la scelta del governo italiano di inserire nel programma della presidenza una parte dedicata alla politica estera, di sicurezza e di difesa, materie che le innovazioni di Lisbona hanno sottratto alle competenze della presidenza di turno semestrale e consegnato nelle mani delle figure istituzionali dell\u2019Ue, in particolare all\u2019Alto rappresentante e al Presidente del consiglio europeo.<\/p>\n<p>Il programma della Presidenza, sotto embargo fino alla presentazione al Parlamento europeo il prossimo 2 luglio, prevede non solo i capitoli \u201cCrescita e occupazione\u201d e \u201cCittadinanza e diritti\u201d, ma anche uno dedicato all\u2019\u201cEuropa nel mondo\u201d.<\/p>\n<p>Il rafforzamento della posizione europea sulla scena internazionale viene infatti considerato prodromico alle politiche di crescita, occupazione e innovazione che dovrebbero restituire forza al modello di integrazione europea.<\/p>\n<p><b>Mediterraneo cuore non pi\u00f9 frontiera <\/b><br \/>Non stupisce che il programma presenti il primo vicinato europeo, e in particolare il Mediterraneo, come l\u2019area di interesse cruciale per l\u2019Ue. Il Mediterraneo inteso come cuore &#8211; e non pi\u00f9 come frontiera &#8211; dell\u2019Europa diventa il fulcro di una serie di azioni che possano garantire sicurezza e sviluppo dalla sponda sud a quella nord e viceversa.<\/p>\n<p>Le priorit\u00e0 del programma italiano per il Mediterraneo non si distinguono certo per carattere innovativo, tranne alcune eccezioni, ma rappresentano il meritorio tentativo di disegnare un approccio strategico e integrato per l\u2019Ue.<\/p>\n<p>In particolare, cambia l\u2019ottica in cui si percepisce e interpreta il fenomeno migratorio, con un ruolo positivo assegnato all\u2019immigrazione regolare e una maggiore domanda di solidariet\u00e0 europea per le politiche di asilo, mentre si cerca di individuare nuove strategie per la lotta all\u2019immigrazione clandestina.<\/p>\n<p>In termini di proposte operative, l\u2019Italia punter\u00e0 a un rafforzamento dell\u2019agenzia europea Frontex e della Task Force Mediterraneo per la protezione delle frontiere marittime, ma anche all\u2019attuazione delle linee guida strategiche cosiddette \u201cpost-Stoccolma\u201d in materia di immigrazione e asilo approvate dal Consiglio europeo del 26 giugno scorso.<\/p>\n<p>Accanto a queste proposte che si concentrano sulla gestione dell\u2019emergenza migratoria, il programma contiene anche azioni a pi\u00f9 lungo termine che mirano a rafforzare i rapporti con i paesi del nord Africa in settori diversi che vanno dall\u2019energia (pacchetto clima-energia), alla pesca (<i>follow up <\/i>della Strategia marittima dell\u2019Ue collegata alla crescita blu)e alla cultura (<i>Anna Lindh Foundation for the Intercultural Dialogue<\/i>).<\/p>\n<p>La rivitalizzazione di contestati progetti come l\u2019Unione per il Mediterraneo sar\u00e0 affiancata da nuove iniziative, come quella italo-greca a favore della sponda sud del Mediterraneo denominata Amici.<\/p>\n<p>Viene rafforzata l\u2019immagine del Mediterraneo come cinghia di trasmissione con il continente africano, dalla turbolenta regione del Sahel all\u2019africa sub sahariana in crescita.<\/p>\n<p>Da una parte, si punta a rafforzare i rapporti, inclusi quelli economici ed energetici, con i paesi dell\u2019Africa occidentale (Processo di Rabat) e del Corno d\u2019Africa. Dall\u2019altra, si cerca di arrivare alle cause prime del fenomeno migratorio, garantendo maggiore sicurezza nei paesi d\u2019origine.<\/p>\n<p>In questo contesto si colloca l\u2019accento posto sulla politica di sicurezza e di gestione dei confini in Libia, per la quale l\u2019Italia continua a giocare un ruolo determinante, da attuare in stretta collaborazione con le Nazioni Unite e utilizzando tutti i canali di penetrazione, inclusi quelli offerti dalla presenza sul territorio di grandi aziende come l\u2019Eni.<\/p>\n<p><b>Allargamento e politica commerciale<\/b><br \/>Anche se il Mediterraneo sar\u00e0 al centro dell\u2019attenzione, il rilancio del dialogo con la Russia sar\u00e0 comunque all\u2019ordine del giorno, anche nell\u2019ottica di un rafforzamento del partenariato strategico con l\u2019Ue.<\/p>\n<p>Le negoziazioni per il completamento dell\u2019allargamento ai Balcani occidentali e per l\u2019adesione della Turchia dovrebbero ricevere un impulso decisivo.<\/p>\n<p>Neanche gli aspetti esterni della politica commerciale saranno trascurati: un\u2019attenzione particolare sar\u00e0 dedicata alla dimensione nord atlantica, in vista della conclusione di accordi con gli Stati Uniti (Ttip) e il Canada, e di nuovo alla sponda sud del Mediterraneo (<i>Deep and comprehensive free trade agreement<\/i>).<\/p>\n<p>L\u2019agenda italiana di politica estera ha creato qualche mal di pancia a Bruxelles, in particolare tra i corridoi del giovane servizio diplomatico europeo, che ha rivendicato il suo ruolo primario nell\u2019attuazione dell\u2019azione internazionale dell\u2019Ue.<\/p>\n<p>L\u2019Italia ha indubbiamente spazi di manovra limitati per portare a compimento la sua agenda in questo delicato settore, ma nella staffetta politica dei prossimi mesi questo programma potrebbe rappresentare un testimone che i nuovi vertici europei difficilmente potranno lasciar cadere.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le negoziazioni in corso per l\u2019assegnazione delle principali cariche europee vedono l\u2019Italia candidata, nella persona dell\u2019attuale ministro degli esteri Federica Mogherini, a guidare la politica estera europea per il prossimo quinquennio. 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