{"id":27130,"date":"2014-07-01T00:00:00","date_gmt":"2014-06-30T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/italia-architetto-della-politica-fiscale-europea\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:28","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:28","slug":"italia-architetto-della-politica-fiscale-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/italia-architetto-della-politica-fiscale-europea\/","title":{"rendered":"Italia architetto della politica fiscale europea"},"content":{"rendered":"<p>Il semestre italiano di presidenza del Consiglio dell\u2019Unione europea non \u00e8 un ruolo esecutivo, ma dar\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 al governo italiano di coordinare l\u2019agenda dell\u2019Ue in un periodo di delicati passaggi politici e istituzionali.<\/p>\n<p>L\u2019Italia esce dalle elezioni europee rafforzata e pu\u00f2 imprimere una svolta al processo di integrazione europea, rendendolo pi\u00f9 vicino alla vita concreta dei cittadini e pi\u00f9 solido da un punto di vista economico.<\/p>\n<p>Il primo punto dell\u2019agenda del semestre, cos\u00ec come delineato dai documenti ufficiali, \u00e8 la maggiore crescita economica e occupazionale. Un obiettivo che la presidenza vuole raggiungere anche attraverso una sempre pi\u00f9 intensa integrazione dell&#8217;Unione monetaria europea, possibilmente grazie alla creazione di nuovi strumenti fiscali comuni. <\/p>\n<p>\u00c8 quindi importante comprendere perch\u00e9 tali strumenti possono essere cos\u00ec importanti e quale potrebbe essere il loro eventuale funzionamento.<\/p>\n<p><b>L&#8217;importanza di una politica fiscale europea<\/b><br \/>A oltre sei anni dall\u2019inizio della crisi, l\u2019Europa avanza lentamente verso la ripresa. In termini di deficit di bilancio e crescita del Pil reale le differenze tra i paesi europei si stanno lentamente riassorbendo. <\/p>\n<p>Pi\u00f9 di cinque anni di crisi hanno per\u00f2 lasciato un\u2019eredit\u00e0 pesante: alti tassi di disoccupazione nei paesi periferici che non si stanno riallineando alla media europea. \u00c8 possibile stabilire a livello di Eurozona un modello pi\u00f9 efficiente per gestire questo shock?<\/p>\n<p>L\u2019introduzione dell\u2019Euro e la conseguente definizione di una politica monetaria unica hanno ridotto l\u2019abilit\u00e0 di quest\u2019ultima di controbilanciare shock economici che colpiscono solo alcuni paesi e non altri: la risposta alla crisi non pu\u00f2 dunque venire da una migliore definizione della politica monetaria comune, ma deve arrivare dalla politica fiscale.<\/p>\n<p>L\u2019Europa non ha una politica fiscale davvero comune. Ma che cosa si intende con questo termine e perch\u00e9 essa sarebbe \u00e8 cos\u00ec rilevante? <\/p>\n<p>Una politica fiscale pienamente federalista richiederebbe un permanente trasferimento di poteri e risorse economiche dai governi nazionali alle istituzioni europee. I vincoli di bilancio per gli stati nazionali sarebbero ancora maggiori e le pi\u00f9 importanti decisioni di spesa sarebbero prese a Bruxelles. <\/p>\n<p>Al momento non ci sono n\u00e9 le istituzioni necessarie per un trasferimento di poteri di questa portata, n\u00e9 il consenso politico.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che serve all\u2019Ue \u00e8 un modello intermedio e realistico: una \u201cpolitica fiscale anti-shock\u201d che riduca i costi economici e sociali dovuti alla mancanza di politiche monetarie nazionali e alla forte integrazione commerciale e finanziaria tra paesi membri.<\/p>\n<p><b>Un\u2019opzione concreta: il fondo europeo di assicurazione contro la disoccupazione<\/b><br \/>Nonostante i benefici di una capacit\u00e0 fiscale comune siano evidenti dal punto di vista economico, i passi avanti in questo senso sono stati pochi. <\/p>\n<p>Nel 2013, la Commissione europea ha lanciato una serie di proposte che mirano a creare un\u2019unione fiscale che possa assicurare contro shock asimmetrici. Fino ad ora non si \u00e8 visto per\u00f2 alcun risultato concreto.<\/p>\n<p>Il Consiglio europeo dello scorso giugno ha rimandato ogni decisione a quest\u2019anno. In tale prospettiva, il semestre di presidenza dell\u2019Italia offre un\u2019opportunit\u00e0 unica per portare avanti quest\u2019agenda. <\/p>\n<p> Le proposte su come realizzare concretamente una qualche forma di capacit\u00e0 fiscale comune a livello europeo sono diverse e non richiedono necessariamente una modifica dei trattati. Come elaborato dai think tank <i>Centre for European Policy Studies<\/i> e <i>Notre Europe<\/i>, una delle idee in discussione prevede la creazione di un fondo di assicurazione contro la disoccupazione a livello europeo, l\u2019<i>European Unemployment Insurance Fund<\/i>. <\/p>\n<p>Questo fondo sosterrebbe i fondi nazionali coprendo per un periodo determinato fino alla met\u00e0 dei costi degli assegni di disoccupazione. In aggiunta, il fondo fornirebbe anche risorse per potenziare i servizi all\u2019impiego, cos\u00ec da favorire un pi\u00f9 efficiente incontro domanda\/offerta di lavoro per assorbire pi\u00f9 velocemente la disoccupazione.<\/p>\n<p>Per vincere le resistenze dei paesi del nord, l\u2019<i>European Unemployment Insurance <\/i>\u00e8 stata pensata come un sistema assicurativo e non come un programma di trasferimenti diretti di risorse da un paese all\u2019altro. <\/p>\n<p>Il fondo dovrebbe essere disegnato in modo tale che i singoli paesi si alternino sia come contribuenti che come beneficiari a seconda della posizione nell&#8217;arco del ciclo economico. In questo modo nell\u2019ottica del singolo paese il costo netto potrebbe essere pari a zero nel medio periodo, mentre i benefici in termini di riduzione degli shock economici sarebbero positivi per tutti gli stati.<\/p>\n<p>La creazione di un fondo europeo contro la disoccupazione rappresenterebbe un primo concreto esempio di politica fiscale europea e sarebbe un atto di enorme significato simbolico: un nuovo modo di fare politica europea che parte dalle esigenze dei cittadini e in cui tutti gli europei possono immediatamente identificarsi.<\/p>\n<p>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il semestre italiano di presidenza del Consiglio dell\u2019Unione europea non \u00e8 un ruolo esecutivo, ma dar\u00e0 l\u2019opportunit\u00e0 al governo italiano di coordinare l\u2019agenda dell\u2019Ue in un periodo di delicati passaggi politici e istituzionali. 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