{"id":27210,"date":"2014-07-05T00:00:00","date_gmt":"2014-07-04T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/i-caccia-abbattuti-dai-conti-svizzeri\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:26","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:26","slug":"i-caccia-abbattuti-dai-conti-svizzeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/i-caccia-abbattuti-dai-conti-svizzeri\/","title":{"rendered":"I caccia abbattuti dai conti svizzeri"},"content":{"rendered":"<p>Se la prende con l\u2019acquisto degli aerei militari, l\u2019ennesimo referendum svizzero con esito a sorpresa. <\/p>\n<p>A pochi mesi dalla vittoria dell\u2019iniziativa costituzionale sul \u201cno all\u2019immigrazione di massa\u201d, l\u2019elettorato svizzero boccia la legge che autorizzava il governo ad acquistare 19 caccia multiruolo svedesi Saab Jas 39 Gripen, per un importo di circa 2,58 miliardi di euro.<\/p>\n<p>La legge, d\u2019impulso governativo, era stata approvata dal Parlamento sulla scia di un articolato dibattito fra socialisti e verdi da una parte e centro-destra dall\u2019altra. Il ministro della Difesa, promotore dell\u2019acquisto, \u00e8 esponente di spicco dell\u2019Unione democratica di centro, il partito che fu alla base dell\u2019iniziativa costituzionale sull\u2019immigrazione. <\/p>\n<p>\u00c8 probabile che la campagna condotta nel referendum contro i Gripen sia pure la diretta conseguenza dell\u2019altra campagna. Una resa dei conti fra forze politiche in preparazione delle elezioni generali del 2015. Il contendere riguarda il posizionamento sulla scena nazionale, ma tocca fatalmente, nell\u2019un caso e nell\u2019altro, il profilo delle relazioni internazionali della Confederazione. Pone domande su due grandi temi: le esigenze di sicurezza; i rapporti con l\u2019Unione europea. <\/p>\n<p><b>Affare Gripen<\/b><br \/>Il voto espresso il 18 maggio dal 53,4% dei votanti contro l\u2019acquisto dei Gripen non porta necessariamente un segno pacifista o antimilitarista. Gi\u00e0 nel settembre 2013 il referendum sulla proposta di abolire la coscrizione obbligatoria aveva visto percentuali plebiscitarie a favore dell\u2019esercito di popolo. Le forze armate erano e sono centrali nella Confederazione. La popolazione vede in loro il baluardo della neutralit\u00e0 e della sicurezza.<\/p>\n<p>L\u2019obbligatoriet\u00e0 del servizio militare e il sistema dei richiami periodici alle armi nel corso della vita professionale sono caratteri distintivi della Svizzera rispetto al resto d\u2019Europa, dove \u00e8 ormai generalizzato il ricorso all\u2019arruolamento volontario e alle forze armate di professione. <\/p>\n<p>Esercito e aeronautica consentono alla Confederazione di partecipare alle missioni internazionali, di avere un ruolo attivo pur nell&#8217;ambito della scelta di fondo della neutralit\u00e0. Un ruolo di cui si vale in questo periodo con la presidenza di turno Osce per una mediazione nella crisi ucraina. <\/p>\n<p>Se allora non vi \u00e8 un\u2019onda antimilitarista, quale \u00e8 la spiegazione del voto di maggio? Essa \u00e8 essenzialmente di natura finanziaria. La spesa per l\u2019acquisto \u00e8 sembrata eccessiva, specie per aerei sulla cui affidabilit\u00e0 molti avanzano dubbi. Eppure la scelta dei Gripen era stata anch\u2019essa oggetto di articolato dibattito. <\/p>\n<p>A competere con gli svedesi erano i francesi Rafale e gli Eurofighter del consorzio formato dal gruppo franco-tedesco Airbus (ex Eads), British Aerospace e Finmeccanica. L\u2019effimera vittoria dei Gripen aveva fatto storcere la bocca a quanti sostenevano i rivali. <\/p>\n<p>L\u2019immagine che se ne ricavava era di una competizione fratricida fra produttori europei, decisi a tutto pur di prevalere. Il contrario del profilo unitario che dovrebbe avere la Politica di sicurezza e difesa comune europea anche riguardo alle forniture di sistemi d&#8217;armi e, in questo caso, alla loro vendita sul mercato internazionale.<\/p>\n<p>Dell\u2019affare Gripen non \u00e8 scritta l\u2019ultima puntata. Il Ministero della Difesa ritiene indifferibile la sostituzione  dell\u2019attuale flotta aerea. Essa sar\u00e0 presto vetusta e poco idonea agli scopi. N\u00e9 vale dire che il Paese pu\u00f2 fare a meno di una difesa aerea nazionale potendo contare su quelle dei vicini. Se si riaprir\u00e0 la corsa alla fornitura per gli altri contendenti, \u00e8 ora difficile dire. La fase \u00e8 d\u2019attesa.<\/p>\n<p><b>Politica europea di sicurezza e difesa<\/b><br \/>L\u2019ultimo referendum offre spunti di riflessione sulle dimensioni della politica europea di sicurezza e di difesa, essendo un caso di scuola che spinge a considerazioni generali. <\/p>\n<p>Il Consiglio europeo di dicembre 2013 ha affrontato le questioni di difesa, per la prima volta in maniera sistematica dopo l\u2019entrata in vigore del Trattato di Lisbona. <\/p>\n<p>Le conclusioni del vertice sono eloquenti. \u201cLa difesa \u00e8 importante \u2026 l\u2019ambiente strategico e geopolitico europeo \u00e8 in rapida evoluzione. In Europa i bilanci per la difesa sono sottoposti a vincoli che limitano la capacit\u00e0 di sviluppare, dispiegare e sostenere  le capacit\u00e0 militari. La frammentazione dei mercati europei della difesa compromette la sostenibilit\u00e0 e la competitivit\u00e0 dell\u2019industria europea della difesa e della sicurezza. L\u2019Ue e gli stati membri devono assumere maggiori responsabilit\u00e0 per rispondere a tali sfide se vogliono contribuire a mantenere la pace e la sicurezza \u2026\u201d.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 negli anni &#8217;40 il padre dell&#8217;approccio funzionalista all&#8217;integrazione europea Jean Monnet, le cui carte private sono conservate all&#8217;omonima fondazione di Losanna,  vedeva il pilastro fondante d\u2019Europa nelle \u201corganizzazioni comuni per la difesa, la politica estera e gli affari economici e finanziari\u201d. <\/p>\n<p>Questo egli scrisse nella Dichiarazione d\u2019Unione franco-britannica (Londra, 16 giugno 1940) che avrebbe dovuto portare alla fusione a termine dei due paesi \u201cper difendere insieme la giustizia e la libert\u00e0 dall\u2019asservimento a un sistema che riduce l\u2019umanit\u00e0 alla condizione di robot e schiavi\u201d. <\/p>\n<p>Il progetto fu reso caduco dalla guerra e dalla disfatta della Francia. Quanto valeva nel 1940 \u00e8 di attualit\u00e0 ancora oggi a fronte di rischi diversi. Il problema della Difesa su scala europea si pone da decenni. Prima o poi dovremo risolverlo. <\/p>\n<p> . <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se la prende con l\u2019acquisto degli aerei militari, l\u2019ennesimo referendum svizzero con esito a sorpresa. A pochi mesi dalla vittoria dell\u2019iniziativa costituzionale sul \u201cno all\u2019immigrazione di massa\u201d, l\u2019elettorato svizzero boccia la legge che autorizzava il governo ad acquistare 19 caccia multiruolo svedesi Saab Jas 39 Gripen, per un importo di circa 2,58 miliardi di euro. 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