{"id":27280,"date":"2014-07-09T00:00:00","date_gmt":"2014-07-08T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/russia-partner-e-minaccia-della-nato\/"},"modified":"2017-11-03T15:24:24","modified_gmt":"2017-11-03T14:24:24","slug":"russia-partner-e-minaccia-della-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.archivio-affarinternazionali.it\/archivio\/2014\/07\/russia-partner-e-minaccia-della-nato\/","title":{"rendered":"Russia, partner e minaccia della Nato"},"content":{"rendered":"<p>Non a caso Kiev \u00e8 stata la prima capitale visitata dal ministro degli esteri dall\u2019inizio della presidenza italiana dell\u2019Ue. Quella in Ucraina \u00e8 infatti vista da molti Paesi Nato come la pi\u00f9 grave crisi in Europa dagli anni \u201890, uno spartiacque che probabilmente continuer\u00e0 a segnare per anni i rapporti con Mosca e che \u00e8 bene affrontare con un approccio di lungo periodo.<\/p>\n<p>Una situazione differente rispetto a quella del 2008, quando dopo la guerra lampo in Georgia il conflitto nel Caucaso \u00e8 tornato in qualche modo \u201ccongelato\u201d, ed i rapporti con il Cremlino sono ripresi \u201cbusiness as usual\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;Ucraina \u00e8 un grande paese ai confini con Ue e Nato, centrale tanto per lo spazio geopolitico russo quanto per la sicurezza europea &#8211; non solo energetica &#8211; e la situazione di instabilit\u00e0 e conflittualit\u00e0 in loco potrebbe continuare. <\/p>\n<p><b>Risposta Nato alla Russia: rassicurazione e sanzioni<\/b><br \/>Nel breve periodo, la risposta Nato alla crisi in Ucraina &#8211; che comunque ha colto di sorpresa l&#8217;Alleanza &#8211; si \u00e8 articolata su quattro direttrici complementari. <\/p>\n<p>In primis le sanzioni ai russi, la sospensione di tutte le cooperazioni operative con Mosca &#8211; dal training delle forze russe per attivit\u00e0 di contrasto al narcotraffico, all&#8217;iniziativa <i>Cooperative Air Space<\/i> sul monitoraggio congiunto dei voli civili in funzione anti-terrorismo. <\/p>\n<p>Al contempo per\u00f2, i paesi Nato dell&#8217;Europa orientale sono stati rassicurati, attraverso il rafforzamento del pattugliamento aereo dei paesi baltici e l&#8217;incremento di esercitazioni congiunte con relativa accresciuta presenza militare sul fianco est dell\u2019Alleanza &#8211; seppur temporanea. <\/p>\n<p>In aggiunta, la Nato ha aumentato la cooperazione con le forze armate ucraine, a partire dal training, facendo anche un appello a tutte le parti in conflitto, ma soprattutto alla Russia, per de-escalare la crisi. Il tutto mantenendo aperto il dialogo politico con Mosca, tramite riunioni del Consiglio Nato-Russia convocate su richiesta dei paesi partecipanti al medesimo.<\/p>\n<p>Quali frutti ha portato tale risposta nel breve periodo? Difficile dirlo, per due motivi. Il primo \u00e8 che il ruolo della Nato nella crisi \u00e8 secondario rispetto a quello dell&#8217;Ue, che ha avuto maggiori responsabilit\u00e0 nelle fasi precedenti le ostilit\u00e0 e tuttora ha maggiori strumenti a sua disposizione per far pressione su Mosca, a partire dalle sanzioni economiche. <\/p>\n<p>Il secondo motivo \u00e8 che il probabile effetto sul calcolo strategico russo, nella direzione di una moderazione delle mire di Mosca, dell&#8217;impegno Nato sulla credibilit\u00e0 dell&#8217;articolo 5 del Trattato di Washington &#8211; difesa collettiva &#8211; e sul sostegno ai partner ucraini, non pu\u00f2 essere dimostrato. Di certo per\u00f2 le misure prese hanno avuto l&#8217;effetto positivo di rassicurare gli Alleati che legittimamente si sentivano pi\u00f9 minacciati, dal Baltico al Mar Nero, e di renderli quindi pi\u00f9 disponibili a cercare una soluzione politica con Mosca.<\/p>\n<p><b>Falchi e colombe Nato ripensano i rapporti con la Russia<\/b><br \/>Di fronte all\u2019annessione della Crimea, al conflitto strisciante in varie province ucraine e al rischio contagio in Moldova, la Nato ha pi\u00f9 che mai bisogno di una politica non solo e non tanto verso l&#8217;Ucraina e lo spazio ex sovietico, ma verso la Federazione russa. <\/p>\n<p>Non a caso gli Alleati stanno discutendo cosa fare del <i>Founding Act <\/i>dei rapporti tra l&#8217;Alleanza e Mosca del 1997 e degli Accordi di Pratica di mare che nel 2002 hanno istituito il Consiglio Nato-Russia. Discussione che vede la tradizionale dialettica tra i \u201cfalchi\u201d maggiormente preoccupati della strategia di Putin, e le \u201ccolombe\u201d che insistono sul dialogo politico con Mosca, con ovvie ripercussioni sull&#8217;agenda del prossimo summit Nato.<\/p>\n<p>Anche se il paragone con la Guerra Fredda \u00e8 sbagliato &#8211; in quanto la Russia non costituisce oggi una alternativa politica, militare ed economica all&#8217;Occidente, impegnata in una lotta totale per l&#8217;egemonia mondiale &#8211; \u00e8 giusto chiedersi se la Russia pu\u00f2 essere al tempo stesso un partner e una minaccia per i paesi Nato. La risposta, per quanto paradossale, \u00e8 s\u00ec. <\/p>\n<p><b>Nuovo approccio al contesto multipolare <\/b><br \/>Non \u00e8 forse il Pakistan un partner indispensabile dell&#8217;Alleanza per la stabilizzazione dell&#8217;Afghanistan e una minaccia al medesimo in quanto sostenitore di gruppi ribelli? Non \u00e8 forse l&#8217;Arabia Saudita un partner dell&#8217;Occidente e uno stato colluso con il terrorismo islamico? Non \u00e8 forse la Cina un interlocutore cruciale su vari dossier e la \u201cmajor security challenge\u201d per gli Stati Uniti e alleati come il Giappone (si vedano i documenti americani sul Air-Sea Battle)?<\/p>\n<p>L&#8217;Iran non sta forse passando da nemico a partner, come alcuni anni fa era accaduto alla Libia di Muammar Gheddafi e alla Siria di Bashar al-Assad prima di essere di nuovo inseriti tra i \u201ccattivi\u201d?<\/p>\n<p>Nell&#8217;odierno contesto multipolare, l&#8217;approccio basato sulla distinzione tra amici e nemici, buoni e cattivi, pur applicandosi &#8211; in positivo &#8211; a quella comunit\u00e0 di valori e di interessi costituita sostanzialmente dai membri di Nato e Ue e da pochi loro alleati sparsi per il mondo &#8211; l&#8217;Occidente &#8211; non \u00e8 una strategia vincente verso un numero crescente di stati e potenze regionali. <\/p>\n<p>Attori con cui gli occidentali devono piuttosto rapportarsi attraverso un mix di deterrenza e dialogo, competizione e cooperazione, recuperando anche le lezioni apprese durante la Guerra Fredda prima della cosiddetta \u201cfine della storia\u201d. Una sfida per l&#8217;Occidente che \u00e8 politica, strategica, e prima ancora culturale. Non solo la storia non \u00e8 finita, ma si \u00e8 fatta dannatamente pi\u00f9 complicata.<\/p>\n<p>. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non a caso Kiev \u00e8 stata la prima capitale visitata dal ministro degli esteri dall\u2019inizio della presidenza italiana dell\u2019Ue. 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